Rimborso pensioni Fornero, proposta di restituire solo le pensioni medie

EuroE’ il tema del momento e ha colonizzato giornali e televisioni addirittura più della Legge Elettorale, tra l’altro firmata ieri da Sergio Mattarella. Stiamo parlando della sentenza della Consulta che ha bocciato la riforma Fornero, che prevedeva il blocco delle rivalutazioni sulle pensioni superiori a tre volte la minima. Il problema economico per il bilancio dello Stato c’è ed è reale, ma iniziano ad uscire le prime indiscrezioni sulla strategia che userà il Governo per rimborsare gli oltre 6 milioni di pensionati interessati dal blocco della perequazione.

 

UNA SENTENZA DESTINATA A FAR DISCUTERE – La sentenza di Giovedì 30 aprile sta surriscaldando nuovamente gli animi politici. La Corte Costituzionale ha definito incostituzionale la norma con cui la Fornero aveva deciso di bloccare la rivalutazione delle pensioni superiori a tre volte la minima.

– Una misura che avrebbe garantito un risparmio di 5 miliardi di euro per il biennio 2012-2013 e risparmi, da qui al 2020, di ben 80 miliardi di euro. Insomma, una norma pesante a livello economico che portava benefici nel bilancio dello Stato.

– Benefici prontamente annullati dalla Consulta che ha dichiarato incostituzionale la norma e che ha scatenato il balletto politico su colpe e soluzioni.

 

I DUBBI DI ZANETTI E LA RISPOSTA DI PALAZZO CHIGI – “È impensabile rimborsare chi ha pensioni fino a sei-otto volte la minima”. Le parole pronunciate ieri da Enrico Zanetti, sottosegretario all’Economia, hanno fatto discutere fino ad aprire un vero e proprio caso.

– Un episodio spiacevole per Palazzo Chigi che con una nota ufficiale ha chiarito che l’opinione di Zanetti è stata espressa a nome di Scelta Civica e non a nome del Governo, precisando che “valgono solo le parole del ministro Pier Carlo Padoan”. Insomma, una nota che fa capire bene l’importanza e la delicatezza della questione.

– Lo stesso sottosegretario ha poi precisato che: “Non c’è antitesi con quanto detto da Padoan. Il tema di incostituzionalità si pone perché il blocco ha riguardato anche pensioni di importo relativamente basso, il che vuol dire che il rispetto della sentenza può avvenire anche attraverso una rimodulazione di quel blocco, andando a sbloccare quelle pensioni subito sopra tre volte la minima, la soglia individuata, ma anche non andando a toccare pensioni di molto superiori”.

 

L’IDEA ALLO STUDIO: RIMBORSO A PENSIONI MEDIE E A RATE – Nonostante la smentita di rito di Palazzo Chigi e la presa di posizione verso Enrico Zanetti, appare ben chiaro che il Governo cercherà di trovare una soluzione costituzionale che renda lecito rimborsare non tutti gli interessati.

– Giusto o sbagliato che sia, la base di partenza è questa. L’ha fatto capire Padoan quando ha spiegato che si troverà una soluzione che non farà saltare i conti pubblici e l’ha ribadito ieri anche Zanetti, il sottosegretario all’Economia.

– Il motivo è stato chiarito dalla Cgia di Mestre: restituire per intero la mancata perequazione sulle pensioni bloccate costerebbe allo Stato 16,6 miliardi di euro. Da restituire ci sarebbero 1.640 euro netti per chi ha una pensione tra 1.405 e 1.500 euro, fino ai 5.171 euro per chi prende una pensione superiore ai 3 mila euro lordi. Insomma, uno sproposito per chi deve stare attento ai decimali per non finire nelle procedure di infrazione europee.

– C’è da dire anche che in passato la Consulta non ha giudicato incostituzionale il blocco della rivalutazione per le pensioni alte, ad esempio su fasce 8 volte superiori al minimo e che corrisponde a circa 4 mila euro al mese. Seguendo questa logica, quindi, possiamo affermare con buona certezza che il rimborso riguarderà le pensioni medie e che, per agevolare il bilancio dello Stato, la restituzione avverrà a rate.

 

ENTRO UNA SETTIMANA LA RISPOSTA DEFINITIVA – Fonti del Governo hanno comunque voluto precisare che entro la fine di questa settimana o, al più tardi, per la metà della prossima il Governo troverà il modo di rispondere alla sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni.

 

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 Matteo Torti