Allarme smog Torino, continua la polemica in Comune

Continua la discussione sulle polveri sottili, ma non mancano le polemiche tra opposizione e maggioranza che annuncia un nuovo blocco

Piazza_Palazzo_di_Città_durante_i_150_anni_dell'unità_d'_ItaliaL’assessore all’ambiente, Stefania Giannuzzi, su richiesta del Consigliere Fabrizio Ricca ha dato comunicazione al Consiglio comunale delle iniziative dell’Amministrazione comunale relative all’inquinamento dell’aria.
Giannuzzi ha ricordato che “la Giunta già all’indomani del suo insediamento nel mese di agosto del 2016, ha sollecitato a Regione Piemonte e Città Metropolitana torinese provvedimenti omogenei e coordinati sul territorio della Città Metropolitana”.
“Il 22 novembre 2016 la Giunta ha deliberato l’adesione di Torino, primo tra i Comuni, al protocollo operativo della Regione adottando i requisiti operativi per l’applicazione delle misure antismog e omogeneizzando le limitazioni del traffico permanenti che sono state introdotte negli ultimi anni sul territorio cittadino”.
Giannuzzi ha poi illustrato l’ordinanza comunale numero 81 del dicembre scorso, che prevede l’entrata in vigore delle misure emergenziali previste dal protocollo (vigente in tutte le regioni della Pianura Padana): sforamento dei 50 microgr./metro3 per più di 7 giorni: blocco dei veicoli diesel fino a euro 3 e benzina, gpl e metano euro 0 con fasce orarie differenziate per il trasporto di merci o di persone.
Allo sforamento dei 100 microgr./metro3 per più di 3 giorni interviene il blocco dei veicoli privati diesel fino a euro 4 e benzina, gpl e metano euro 0, in caso di superamento dei 150 microgrammi per tre giorni consecutivi, blocco di tutti i veicoli diesel, benzina, gpl, e metano con omologazioni precedenti all’euro 1, se lo sforamento va oltre i 180 microgrammi al m3 per tre giorni consecutivi il blocco della circolazione coinvolgerà tutti i veicoli.
“Inoltre – ha proseguito Giannuzzi – per dare massima e tempestiva diffusione alle informazioni vengono pubblicati nella home page del sito del Comune l’indice quotidiano della qualità dell’aria e i provvedimenti emergenziali in atto, con l’obbiettivo di creare consapevolezza sulla criticità in atto.
Per evidenziare gli effetti sulla salute dell’inquinamento atmosferico si sta provvedendo alla costituzione di un Comitato scientifico con Asl, Arpa, Isde, Università”.
Giannuzzi ha poi ricordato che l’applicazione delle misure previste dal protocollo a distanza di due mesi si è rilevata insufficiente a contenere i valori delle micropolveri sotto le soglie di legge “Ad oggi gli sforamenti della soglia dei 50 microgr. sono già 30 a fronte di un limite annuale previsto dalle norme europee di 35 sforamenti. Nel 2013 ne sono stati totalizzati 91, 73 nel 2014, 88 nel 2015, 73 nel 2016”.
Giannuzzi ha annunciato che già con la riunione di Giunta del 14 febbraio, saranno adottate limitazioni ancora più restrittive di quelle previste dal Protocollo, in vista di provvedimenti di carattere stabile che saranno varati dal prossimo settembre.
“Le nuove restrizioni prevedono in caso di superamento per sette giorni consecutivi della soglia dei 50 microgr. il blocco dei veicoli diesel fino ad euro 4 e, se verranno superati i 100 microgr. per tre giorni consecutivi, verranno bloccati tutti i veicoli diesel e sarà chiusa la ZTL a tutti i veicoli privati”
Sono allo studio ha detto l’assessore, le deroghe alla delibera e alcune domeniche ecologiche.
Tra le misure strutturali allo studio per i prossimi mesi un “piano della qualità dell’aria”, che recepisca quello regionale, attualmente in fase di approvazione, e le misure in preparazione da parte dell’assessorato alla viabilità.
Esse prevedono la messa in funzione nell’ estate 2017 di 20 bus elettrici di Gtt, di 700 colonnine elettriche di ricarica, e del sistema di priorità semaforiche dedicato ai tram. Entro l’inverno ci saranno nuove regole per la ZTL ed un suo ampliamento. E’ inoltre prevista per gennaio 2018 la revisione del Piano urbano di mobilità sostenibile. Infine con i fondi del Patto per Torino entreranno in servizio nuovi tram. E’ allo studio per i mezzi comunali e delle partecipate un carburante a basso impatto ambientale.
Nella sua replica finale l’assessore ha ribadito che vi è consapevolezza da parte dell’Amministrazione delle necessità dei cittadini che usano i propri mezzi per lavorare e che per questa ragione sono allo studio le necessarie deroghe ai provvedimenti limitativi annunciati.
Giannuzzi ha peraltro ricordato che i dati forniti dall’Arpa evidenziano che l’85% dell’inquinamento sul territorio cittadino deriva dalla circolazione dei veicoli a motore termico, e che all’interno di questa quota, l’incidenza dell’inquinamento prodotto dai motori diesel è dell’85%.
Fabrizio Ricca (Lega Nord): Il dilettantismo continua a spadroneggiare in Consiglio comunale. La relazione di oggi non prospetta la risoluzione del problema; sembra non abbiate in mente un progetto. Solo e soltanto parole. E impugneremo la delibera che avete in mente di approvare con i provvedimenti abbozzati oggi.
Pensare al blocco dei diesel è risibile e soprattutto inutile, ma viene da chiedersi se pensate alla gente che lavora con quelle 80.000 auto che intendete fermare. Anche perché in parallelo non garantite un buon funzionamento del trasporto pubblico.
Mi sarebbe piaciuto sentire di studi in corso sui carburanti per limitare l’inquinamento o ipotizzabili interventi sul riscaldamento delle case. Mi aspettavo di più che sentir parlare di generici blocchi della ZTL o argomenti di questo tenore. Non posso che constatare che nel periodo tra luglio e novembre avete perso tempo.
Roberto Rosso (Lista civica Roberto Rosso: I provvedimenti prospettati oggi in Sala Rossa sono del tutto inefficaci. Occorrerebbe invece agire sulle fonti di riscaldamento, spostando l’attenzione dai blocchi degli euro 4, autovetture usate da tanti torinesi. Sarebbe meglio tornare alle targhe alterne per limitare i disagi.
Se da parte del sindaco Appendino si vuole aiutare le aziende del proprio padre e il sistema Fiat lo si faccia in altre maniera, non con provvedimenti vessatori di questo genere.
Osvaldo Napoli (Forza Italia): Assessore, la sua relazione è stata imbarazzante e inadeguata rispetto all’argomento trattato. Mi permetta di darle un consiglio: legga le relazioni 3 o 4 volte nel suo ufficio prima di venire a parlare in Aula. Risulterà più credibile.
Perché stiamo parlando di una vicenda di grande delicatezza; ho parlato soprattutto con degli anziani che sono forse la categoria più preoccupata in assoluto. Assessore, avete tempo a ragionarci su. Ma pensate bene a quello che state per fare, rischiate di tirare su dei muri e delle inutili barriere.
Alberto Morano (Lista civica Morano): Assessore, il suo intervento è stato imbarazzante così come quando, alla fine del luglio del scorso anno, chiesi chiarimenti su un mio emendamento sulle Linee programmatiche, e per due volte lei rispose: parere negativo. Oggi, siamo sempre allo stesso punto. Sul tema, c’è una questione di comunicazione e una di sostanza. Nell’ambito della comunicazione sono d’accordo con il consigliere Napoli. Sulla sostanza c’è il problema del riscaldamento, sono troppe le case non ristrutturate. Gli interventi di mezza o di una giornata sono inutili. Non vorrei che dietro ci fosse una visione ideologica. Non si può andare solo in bicicletta e d’inverno andarci per il lavoro almeno fino a quando i mezzi pubblici non sono ottimali.
Federico Mensio (Movimento5Stelle): Il Movimento 5 stelle è d’accordo con la relazione dell’assessore. Pensiamo di chiedere alla Regione incentivi per quanti utilizzano il mezzo per fini commerciali. Inoltre abbiamo chiesto di introdurre un bollino da apporre sull’auto che indichi la categoria Euro.
Torino è la città più teleriscaldata (600mila abitanti su 850mila). Chiederemo i dati per le altre forme di riscaldamento però dico che Arpa (Agenzia della Regione Piemonte) con i suoi dati ci dice che la maggioranza dell’inquinamento arriva dalle automobili. Se i Consiglieri hanno altri dati li citino.
Stefano Lo Russo (PD): Occorre evitare di generare il panico con una informazione pubblica non corretta sul tema delle conseguenze dello smog. L’Amministrazione su questo ha molte responsabilità. Finora abbiamo assistito alla politica degli annunci, a partire dal blocco degli Euro 3 e 4 Diesel cui, fortunatamente per la città, non avete dato corso. Due cose: la prima, dovete avere una visione di area metropolitana che coinvolga anche i Comuni intorno Torino. Torino non può ragionare in autonomia. La seconda è che questo problema si affronta con misure strutturali e non con annunci spot. E’ centrale il tema delle risorse economiche ed è fondamentale che occorra un lavoro comune. Su questo il PD è disponibile a fare la sua parte e a dare una mano.
Francesco Tresso (Lista Civica per Torino): Mi sembra che non siamo ancora usciti dalla logica emergenziale. C’è una difficoltà strutturale a elaborare una pianificazione. Manca una valutazione più allargata, ad esempio sulla connessione tra il trasporto su gomma e quello su ferro. Siamo ancora alla fase dell’istituzione di un tavolo di lavoro? Credevamo aveste già ipotesi di simulazione di provvedimenti e di incentivi. Bene installare 700 colonnine elettriche: ma quanti si possono permettere un veicolo elettrico? Attendiamo un piano strategico allargato ai territori limitrofi.
Antonino Iaria (M5S): Il problema va affrontato una volta per tutte, senza inseguire il consenso elettorale. Noi vogliamo provarci in maniera seria. Invito tutti i consiglieri della città metropolitana, tra i quali sono presenti alcuni sindaci dei Comuni limitrofi, a lavorare per risolvere insieme il problema.
Enzo Lavolta (PD): Anche il gruppo M5s in passato bocciò la proposta di sperimentazione sugli Euro 3. È fondamentale che i provvedimenti trovino il consenso a livello metropolitano. Questa Amministrazione non può adottare provvedimenti non condivisi con i Comuni limitrofi. I Comuni dell’area metropolitana siano coinvolti in una discussione che riparta dall’ipotesi di un biglietto integrato unico metropolitano per il TPL.
Foto: wikipedia.org

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