Alluvione Piemonte, nuovi fondi stanziati dal Consiglio dei Ministri

La Regione Piemonte ha accolto con soddisfazione lo stanziamento di 23.944.000 euro che, su sua richiesta, il Consiglio dei ministri ha deliberato il 17 gennaio in favore dei Comuni e territori danneggiati dagli eccezionali eventi meteorologici del mese di novembre 2019

La Regione Piemonte ha accolto con soddisfazione lo stanziamento di 23.944.000 euro che, su sua richiesta, il Consiglio dei ministri ha deliberato il 17 gennaio in favore dei Comuni e territori danneggiati dagli eccezionali eventi meteorologici del mese di novembre 2019. Sarà così possibile completare le attività di organizzazione ed effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, la gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi, le misure volte a garantire la continuità amministrativa.
Come precisano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alle Opere pubbliche. Difesa del Suolo e Protezione civile, Marco Gabusi, “questo stanziamento si somma ai 10 milioni di fondi regionali erogati a fine 2019. Arriviamo così a coprire il 90% delle somme richieste. Abbiamo argomentato un’interlocuzione fitta con il Dipartimento della Protezione civile, che, unitamente al pressing esercitato sul Governo, ha portato all’ottenimento della quasi totalità di quanto richiesto. Questa tranche da 24 milioni si somma infatti alle due precedenti da 17 e 19 milioni”.
Cirio e Gabusi vogliono ora assicurarsi “che i contributi vengano trasferiti rapidamente agli enti locali. Per questo motivo approfittiamo del periodo necessario per l’erogazione per lavorare fianco a fianco alle varie amministrazioni, in modo da accorciare i tempi di assegnazione definendo da subito la destinazione di quanto stanziato. Questa boccata d’ossigeno ci darà il tempo per approfondire le richieste dei territori in merito alle ulteriori somme da mettere a disposizione per gli interventi più articolati, ma ugualmente urgent,i volti a ridurre il rischio idrogeologico residuo”.

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