Aumenti benzina, da cosa è composto il prezzo del carburante? Analisi ed esempi pratici per tutti

Quali sono gli elementi che compongono il prezzo finale della benzina? A ridosso dello sciopero dei benzinai svoltosi, a livello nazionale, da martedì 16 luglio fino a questa mattina, di seguito una breve e concreta analisi per capire come mai sia il costo del carburante sia tanto elevato rispetto alla effettiva materia prima.

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LA BENZINA – Iniziamo con lo specificare che la benzina è un prodotto distillato del petrolio greggio ad una temperatura che varia fra i 30 ed i 210 °C. E’ interessante il fatto che da un litro di petrolio, dopo la prima semplice distillazione, solamente il 10% diventi poi benzina.

 

IL PREZZO FINALE – Le voci che concorrono a comporre il prezzo della benzina sono essenzialmente tre:

– Il Platts, cioé il prezzo internazionale del carburante: è il luogo in cui si incontrano domanda ed offerta e mette in mostra il costo della materia prima. Vale circa il 35% del totale.
– Il margine lordo dell’industria petrolifera: vale circa il 10% del totale.
– La tassazione, comprendente Iva ed accise: vale circa il 55% del totale.

 

UN ESEMPIO – Prendendo come veritiere tali proporzioni e riferendoci ad un prezzo medio di 1,50 euro/litro:

– il Platts ammonta a 0,525 euro; i

– il margine lordo ammonta a 0,15 euro;

– la tassazione (Iva più accise) arriva a 0,825 euro.

 

PREZZO OTTIMALE VS PREZZO EFFETTIVO – Il 28 febbraio 2012, Nomisma Energia ha evidenziato una difformità tra il prezzo ottimale alla pompa e quello effettivo. Il primo è stato infatti stabilito in 1,4943 euro/litro ed era composto da:

– Platts: 0,5308 euro/litro
– Margine medio lordo: 0,1505 euro/litro
– Accise: 0,5640 euro/litro
– Iva (20%): 0,2490 euro/litro

– A dispetto di quello ottimale, però, il prezzo effettivo alla pompa di servizio, rilevato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, era di 1,5080 euro/litro e quindi maggiore.

 

IL COSTO INDUSTRIALE – Era stato proprio il Presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, a spiegare quali sono i costi che concorrono alla formazione del prezzo del greggio:

– Costo industriale di estrazione: 3 dollari al barile;

– Costo per il trasporto verso la raffineria: 2 dollari al barile;
– Realizzazione dei diversi derivati del barile: 3 dollari al barile.
– Da qui il raggiungimento di un totale di 8 dollari al barile: trasformando il risultato in Platts, significa un prezzo di 3 centesimi al litro.

 

3 CENTESIMI AL LITRO?! – Appare evidente che il prezzo del carburante, sui mercati internazionali, è decisamente diverso dal risultato evidenziato dall’analisi appena condotta.

– Ciò accade perché entra in gioco la rendita pagata ai paesi produttori, e continua infatti Tabarelli: «Nel Platts la parte più rilevante della quotazione è costituita dalla rendita pagata ai paesi produttori: il margine incassato dagli stati che possiedono pozzi petroliferi».

– Sottolinea, infine, Tabarelli: «nella differenza tra il Platts calcolato sui costi industriali e quello reale c’è anche la remunerazione dell’attività mineraria delle compagnie petrolifere, che può valere tra i 3-4 centesimi al litro».

 

LA CLASSIFICA EUROPEA – Al 3 febbraio 2011, erano la Norvegia, i Paesi Bassi e la Danimarca gli stati europei dove la benzina risulta essere più cara (rispettivamente 1,75, 1,66 e 1,60 euro/litro).

– Gli stati più economici risultavano essere Russia (0,65 euro/litro), Ucraina (0,709 euro/litro) e Moldavia (0,841 euro/litro).
– Tra i principali, l’Italia si collocava a quota 1,461 euro/litro, prezzo più basso rispetto a:

– Francia (1,53 euro/litro),
– Germania (1,495 euro/litro),
– Regno Unito (1,529 euro/litro);

– Portogallo (1,406 euro/litro),
– Spagna (1,24 euro/litro),
–  Svizzera (1,292 euro/litro).

– ma prezzo più alto rispetto a:

– Francia (1,53 euro/litro),
– Germania (1,495 euro/litro),
– Regno Unito (1,529 euro/litro);

– Portogallo (1,406 euro/litro),
– Spagna (1,24 euro/litro),
– Svizzera (1,292 euro/litro).

 

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Di Redazione