Calcio malato, Guardia di Finanza nelle sedi di Juventus, Inter, Milan e altre 38 società di calcio italiane. Tutti i dettagli

Dopo calciopoli e scommessopoli è la volta di “procuratoropoli”. Potrebbe essere ribattezzato così il nuovo scandalo che sta investendo il calcio italiano nella quasi sua totalità. Big e formazioni minori stanno tremando dopo che la Guardia di Finanza, ieri mattina, ha fatto visita nelle sedi di 41 società di Serie A, Serie B e serie minori. Scopriamo cosa c’è dietro a questo nuovo scandalo che vede la presenza, tra le altre, di squadre come Inter, Juventus, Milan e Napoli, di procuratori come Alessandro Moggi e Alejandro Mazzoni e di giocatori come Lavezzi e Nocerino.

 

IL BLITZ NELLA MATTINATA DI IERI – E’ la mattinata di martedì 25 giugno 2013 quando il Nucleo di polizia tributaria di Napoli ed i reparti territoriali della Guardia di Finanza hanno perquisito le sedi di 41 società calcistiche italiane.

– L’obiettivo è quello di acquisire i contratti dei calciatori. L’indagine, inoltre, è nata un anno fa dopo che le Fiamme Gialle hanno acquisito i contratti tra calciatori e procuratori nella sede del Napoli.

– La stessa Procura di Napoli ha da subito precisato che i contratti acquisiti si riferiscono, in particolar modo, ai rapporti fra club e calciatori rappresentati da due procuratori sportivi; si tratta di Alessandro Moggi ed Alejandro Mazzoni.

– Oltre all’italiano ed all’argentino, sarebbero altri dieci i procuratori coinvolti in questa ondata di perquisizioni: Hidalgo, Battistini, Rodriguez, Guastadisegno, Rodella, Gallo, Calleri, Vilarino, Calaiò e Leonardi.

 

I PRESUNTI ILLECITI – L’obiettivo degli uomini delle Fiamme Gialle è quello di far chiarezza sulle modalità di trasferimento dei calciatori oltre che sull’attività di intermediazione che è stata svolta dai relativi agenti.

– L’esame dei contratti delle operazioni di compravendita e di rinnovo del rapporto di prestazioni sportive a livello nazionale e internazionale con eventuali diritti di opzione;

– Le modalità di utilizzo dei diritti pluriennali riguardanti le prestazioni oggetto di rivalutazione; l’attività di scouting; la gestione dei diritti d’immagine e dei diritti televisivi;

– La gestione del patrimonio aziendale e le modalità di inserimento in bilancio dei giocatori professionisti;

– Il trattamento tributario delle operazioni di compravendita dei calciatori ed eventuali operazioni di ‘vestizione’ sull’estero, mascherando così scambi finanziari avvenuti invece in Italia.

– I pm di Napoli, nella richiesta di documentazione alle società di calcio, scrivono che le indagini hanno evidenziato “reiterate condotte finalizzate all’evasione dell’imposta sui redditi e, più in generale, condotte elusive delle regole di imposizione tributaria” in merito all’attività dei procuratori sportivi in favore dei calciatori.

– I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione a delinquere, evasione fiscale internazionale, fatture false e riciclaggio.

 

L’ELENCO DELLE SOCIETA’ COINVOLTE – Un’indagine che travolge quasi per intero la Serie A, ad eccezione di Bologna e Cagliari. Di seguito l’elenco delle società coinvolte, tra le quali spiccano i nomi di Inter, Juventus, Milan e Napoli.

– Serie A (18 club): Chievo, Milan, Inter, Siena, Roma, Fiorentina, Atalanta, Pescara, Genoa, Juventus, Torino, Parma, Lazio, Napoli, Udinese, Sampdoria, Palermo e Catania.

– Serie B (11 club): Cesena, Bari, Livorno, Brescia, Reggina, Crotone, Juve Stabia, Spezia, Ternana, Grosseto e Vicenza

– Serie minori (12 club): Gubbio, Benevento, Portogruaro, Andria Bat, Lecce e Albinoleffe (Lega Pro – prima divisione); Mantova e Lecco (Lega Pro – seconda divisione); Foggia (terza categoria); Cosenza (serie D, in fallimento); Piacenza e Triestina (radiate dalla Federcalcio).

– L’inchiesta riguarda anche alcune società straniere di cui non sono stati resi noti i nomi.

 

SPUNTANO I PRIMI NOMI – Da quanto si apprende sono oltre 50 i contratti tra società di calcio, procuratori e giocatori su cui la Guardia di Finanza sta indagando.

– Tra questi spiccano quelli di Ezequeil Lavezzi, passato dal Napoli al Psg, di Antonio Nocerino, trasferitosi dal Palermo al Milan, ma anche di Ciro Immobili e di Giuseppe Squlli.

– La lista include, poi, anche Mutu, Datolo, Pellicori, Tacchinardi, Perea, Molinaro, Stellini, Franceschini, Curiale, Danti, Innocenti, Calaiò, Bogdani, Liverani, Fernandez, Sforzini, Cozza, De Rose, Tavano, Chavez, Paletta, D’Agostino, Scarlato, Denis, Statella, Stendardo, Davì, Acosta, Fideleff, Paniagua, Cassetti, Jankulovski, Stankevicius, Oddo, Contini, Paro, Graffiedi, Dorlan, Arcari, Arce, Legrottaglie, Mora, Amodio, Fontanello, Foggia, Bryan, Battaglia, Botta, Aronica, Guzman e Campagnaro.

 

QUALCHE COMMENTO – Uno dei primi commenti arrivati nella giornata di ieri è stato quello di Massimo Moratti che, fuori dalla sede della Saras, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Non si è trattato di una perquisizione, ma di un’acquisizione di documenti. Sono molto tranquillo, cercheremo di capire meglio di che si tratta ma da quanto ho capito si parla di questioni relative al passato”.

 

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Matteo Torti