Commerciante ucciso nel 2015 a Torino, altri cinque indagati

La Procura della Repubblica di Torino ha disposto la notifica di sette avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altrettanti indagati

La Procura della Repubblica di Torino ha disposto la notifica di sette avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altrettanti indagati coinvolti, a vario titolo, nelle indagini sull’omicidio del commerciante avvenuto sotto la sua abitazione in Via Valdieri, il 22 ottobre 2015.
Secondo quanto spiegato, nell’ambito di tali indagini, coordinate da un sostituto di questo ufficio e condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino con la collaborazione dei Carabinieri del Ris di Parma e della Compagnia di Mondovì, erano già indagati e sottoposti a custodia cautelare in carcere, sin dal luglio scorso, un uomo di 44 anni e uno di 25 anni, entrambi residenti in provincia di Cuneo, nei cui confronti sarebbero stati acquisiti gravi e convergenti elementi di responsabilità per l’omicidio, come ritenuto anche dal Giudice per le Indagini Preliminari che ha emesso il provvedimento cautelare di custodia in carcere nei loro confronti, nel caso del 44enne con contestuale convalida del fermo cui era stato sottoposto.
In base a quanto appurato, più ampie indagini, che avrebbero consentito di ricostruire non solo la dinamica dell’omicidio, ma anche gli ultimi anni di vita personale ed imprenditoriale della vittima, avrebbero permesso altresì di procedere a carico di altri cinque indagati.
Stando alle indagini, sarebbero stato possibile individuare, innanzitutto, colui che avrebbe ceduto l’arma con cui sarebbe stato commesso il delitto al 44enne, nonché di accertare le gravi pressioni estorsive, pur se non connesse all’esecuzione dell’omicidio, attuate, nei confronti della vittima, da un suo ex socio in affari.
In particolare sarebbe stato accertato che l’8 luglio 2015, alle 07.30 del mattino, all’uscita del suo portone, la vittima sarebbe già stata avvicinata da due soggetti stranieri i quali, armati di una pistola, gli avrebbero intimato di accettare le condizioni dettate dal suo ex socio (ritenuto mandante dell’azione estorsiva) per definire i reciproci rapporti patrimoniali conseguenti alla cessazione di una comune attività commerciale.
Peraltro, i due soggetti, presunti esecutori materiali dell’azione estorsiva, sono stati arrestati in flagranza il 16 aprile 2016, dai Carabinieri di Pietra Ligure, in quanto in possesso di una pistola illecitamente detenuta, reati attribuiti alla competenza della Procura della Repubblica di Savona.
Ulteriore avviso di garanzia è stato notificato ad altra persona ritenuta concorrente nei fatti estorsivi in quanto intermediario tra il mandante dell’estorsione e gli autori materiali di essa. Naturalmente, al termine delle indagini preliminari, il Giudice competente valuterà il fondamento anche di queste seconde accuse.

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