Coronavirus, le critiche dai Sindaci: “Servono più tamponi e pubblicare dati corretti”

Non è che fossero già molto contenti prima molti Sindaci, in merito all'organizzazione dell'emergenza. Basti vedere che molti primi cittadini hanno emanato ordinanze restrittive ben prima che lo facessero Regione e Governo

Non è che fossero già molto contenti prima molti Sindaci, in merito all’organizzazione dell’emergenza. Basti vedere che molti primi cittadini hanno emanato ordinanze restrittive ben prima che lo facessero Regione e Governo. Ma la pubblicazione sul sito della Regione della mappa del contagio, con i numeri dei positivi comune per comune ha mandato su tutte le furie definitivamente i vari Sindaci. Perchè i numeri non combaciano, rispetto a quelli che sono forniti attraverso il portale destinato ai Comuni. E così, alcuni primi cittadini cominciano a spazientirsi e a spiegare che qualcosa non ha funzionato e continua a non funzionare.
Come il Sindaco di Candiolo, Stefano Boccardo, che ha spiegato la sua posizione: “Ho fatto la scelta a inizio di questa emergenza di non commentare certe decisioni in quanto spesso sono scelte difficili e perché questo non è il momento delle critiche ma semplicemente di agire cercando di farlo nel migliore dei modi possibile. Alla luce però dei dati pubblicati dalla Regione mi permetto un semplice commento, dettato purtroppo spesso dall’inesattezza e incompletezza (riscontrata da molti sindaci) dei numeri riportati.
I numeri precisi e puntuali sono sicuramente importanti ai fini organizzativi e gestionali per gli addetti ai lavori e per il personale preposto (medici, sanitari, Protezione Civile, ecc.), nessuno lo discute. Semplici numeri però non accompagnati da una spiegazione possono anche essere interpretati in maniera non corretta. Credo che una maggiore esecuzione dei tamponi oggi ci darebbe un aiuto più incisivo rispetto alla conoscenza dei numeri permettendoci di affrontare la realtà in maniera strutturata”.

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