Coronavirus Piemonte, le notizie dalla Regione del 15 aprile

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 1.628

Ore 20. Case di riposo: problemi affrontati di petto, nessuna intempestività. E’ stata dedicata alla situazione nelle case di riposo e nelle altre strutture assistenziali del Piemonte la conferenza stampa virtuale tenutasi nel tardo pomeriggio nell’Unità di Crisi della Regione alla presenza degli assessori alle Politiche sociali e alla Sanità, Chiara Caucino e Luigi Icardi.

“Abbiamo affrontato di petto – ha affermato Caucino – i tre problemi evidenziati per le Rsa: personale, dispositivi di protezione e tamponi”, mentre Icardi ha voluto chiarire che “non c’è stata nessuna intempestività della Regione. Già il 23 febbraio con il presidente Cirio abbiamo predisposto l’ordinanza concordata con il ministro della Salute in cui si diceva che le Rsa devono limitare l’accesso agli ospiti e che il personale si deve attenere all’applicazione delle misure per la sanificazione degli ambienti e ai protocolli anti-contagio. E il 90% l’ha fatto”. Per approfondire e leggere i dati

Ore 19.30. 1.628 pazienti guariti e 1.437 in via di guarigione. Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 1.628 (155 in più di ieri): 112 (+27) in provincia di Alessandria, 79 (+6) in provincia di Asti, 87 (+5) in provincia di Biella, 163 (+16) in provincia di Cuneo, 109 (+7) in provincia di Novara, 869 (+77) in provincia di Torino, 94 (+3) in provincia di Vercelli, 90 (+12) nel Verbano-Cusio-Ossola, 25 (+2) provenienti da altre regioni. Altri 1.437 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

Ore 19.30. I decessi salgono a 2.064. Sono 95 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi, di cui 30 al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente può comprendere anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 2.064 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 413 ad Alessandria, 100 ad Asti, 134 a Biella, 145 a Cuneo, 201 a Novara, 845 a Torino, 113 a Vercelli, 89 nel Verbano-Cusio-Ossola, 24 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

Ore 19.30. Il bollettino dei contagi. Sono 18.446 (+673 rispetto a ieri) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte: 2.464 in provincia di Alessandria, 905 in provincia di Asti, 717 in provincia di Biella, 1.800 in provincia di Cuneo, 1.747 in provincia di Novara, 8.753 in provincia di Torino, 850 in provincia di Vercelli, 906 nel Verbano-Cusio-Ossola, 210 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 94 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. I ricoverati in terapia intensiva sono 358 (-11 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 3.406. Le persone in isolamento domiciliare sono 9.553, I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 78.066, di cui 40.184 risultati negativi.

Ore 16.15. In arrivo 5 milioni di mascherine. La Regione Piemonte annuncia l’acquisto di 5 milioni di mascherine lavabili da distribuire a tutta la popolazione piemontese. Il costo di 6 milioni di euro verrà coperto utilizzando una parte delle donazioni ricevute sul conto corrente attivato per l’emergenza Coronavirus. Ad aggiudicarsi la gara realizzata tramite SCR sono state tre aziende piemontesi.

Per quanto riguarda le modalità di distribuzione, il presidente Alberto Cirio, insieme agli assessori Marco Gabusi e Luigi Icardi, precisa che “con Poste italiane e le associazioni che rappresentano gli enti locali stiamo definendo le modalità migliori per organizzare la distribuzione alle famiglie su tutto il territorio”. Cirio e i due assessori ringraziano “tutti i capigruppo del Consiglio regionale per la sensibilità dimostrata e la generosità di chi ci ha permesso con le proprie donazioni di coprire la spesa. Prima di rendere le mascherine obbligatorie era, infatti, fondamentale poterle garantire a tutti, ancor più in vista della fase di ripartenza”. Per approfondire

Ore 12. Il contagio in Piemonte è condizionato dalla vicinanza con la Lombardia. In un’intervista pubblicata oggi da La Stampa il presidente Alberto Cirio afferma che “da quanto ci dicono medici e scienziati sul nostro territorio il contagio è condizionato cronologicamente e geograficamente dalla vicinanza con la Lombardia. Non è un caso che province di confine come Alessandria abbiano dei dati sull’epidemia molto più alti rispetto ad altre aree ad ovest del Piemonte; è evidente che siamo indietro di una settimana rispetto alla Lombardia, ma anche ad altre regioni. È normale che i numeri calino in modo più graduale, però registriamo già un dato positivo sulle terapie intensive, sono diminuiti gli accessi ai pronto soccorso e sta aumentando il numero dei guariti. Qui il contagio è iniziato dopo e finirà dopo”.

Il presidente fa anche presente che “la gestione è stata immediata e tempestiva. A 24 ore dal caso di Codogno ho istituito un’Unità di Crisi, una settimana prima che il Governo lo chiedesse a tutti in modo ufficiale il 4 marzo. Siamo anche stati i primi a montare le tende per i triage fuori dagli ospedali, ad autoprodurre mascherine e reagenti per i tamponi e a creare protocolli per l’autocertificazione dei dispositivi di protezione fatti in Piemonte”.

Infine, rileva che nella prima fase di partenza “l’Unità di Crisi ha dovuto scontare le difficoltà strutturali del sistema sanitario regionale. Prima tra tutte la carenza di laboratori per eseguire i tamponi, che erano rimasti solo due. La sanità che mi è stata consegnata pochi mesi fa da chi l’aveva governata negli ultimi 5 anni aveva l’eccellenza degli ospedali, ma un pressoché completo abbandono della medicina territoriale”.
Notizie: Ufficio Stampa Regione Piemonte

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