COVID-19 e autismo, le indicazioni dell’ISS per prevenire il disagio legato all’epidemia

All’autismo, di cui oggi 2 aprile ricorre la Giornata Mondiale, l’Istituto Superiore di Sanità ha dedicato uno dei rapporti COVID-19

All’autismo, di cui oggi 2 aprile ricorre la Giornata Mondiale, l’Istituto Superiore di Sanità ha dedicato uno dei rapporti COVID-19. Le persone nello spettro autistico, infatti, possono maggiormente accusare lo stress dovuto all’applicazione delle misure di contenimento e all’eventuale isolamento domiciliare o ospedalizzazione in caso di contagio.
Il documento, messo a punto con un gruppo multidisciplinare di esperti, in collaborazione con la Società Scientifica Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’adolescenza (SINPIA), la Società Italiana di Psichiatria (SIP), la Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP) e la Società Italiana per i disturbi del neurosviluppo (SIDiN), offre indicazioni per prevenire il disagio e per un appropriato sostegno, nei differenti contesti, delle persone nello spettro autistico e i loro familiari.
Tra le indicazioni da seguire in casa è importante che le persone nello spettro autistico siano supportate nel mantenere la routine quotidiana: mantenere il ritmo sonno-veglia, partecipare ai lavori domestici, organizzare la giornata attraverso un calendario, essere aiutate ad esprimere i propri sentimenti attraverso attività di scrittura, film o giochi. E’ importante mantenere, quando possibile, gli interventi dei professionisti che li hanno in carico anche da remoto, attraverso video chiamate o telefonate.
In caso di isolamento domiciliare è necessaria la collaborazione in un familiare caregiver fornito di adeguati Dispositivi di Protezione Individuale, che gestisca le condizioni di salute, le consuete attività quotidiane e aiuti a prevenire la comparsa di emergenze comportamentali.
Se è necessaria l’ospedalizzazione le persone nello spettro autistico devono essere indirizzate verso strutture ospedaliere in cui siano stati precedentemente attivati percorsi di accoglienza specifici per le persone con disabilità e autismo (percorso DAMA).
Nelle strutture residenziali andrebbero sviluppate procedure per ridurre al minimo il rischio di infezione da COVID-19 e protocolli per rispondere alle persone che possono aver contratto l’infezione. E’ inoltre indicata la designazione di un referente per la prevenzione e il controllo delle infezioni legate all’assistenza per COVID-19 che garantisca informazioni aggiornate sia agli operatori che agli utenti sulla corretta igiene e sull’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale.
“Questo rapporto dell’ISS – dice Maria Luisa Scattoni, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Autismo dell’ISS – ha considerato tutti i fattori di vulnerabilità delle persone nello spettro autistico: la difficoltà di comunicazione, la frequente coesistenza di disabilità intellettiva, l’estremo disagio ai cambiamenti di routine e contesti ambientali e l’alto rischio di sviluppare un disturbo psichiatrico. Pertanto, il distress legato alla pandemia COVID-19 e alle misure che sono state decise per contenerla possono favorire l’incremento di condotte stereotipate, oppositività e condotte aggressive verso sé stessi, oggetti e altre persone e lo sviluppo di comorbilità psichiatriche. Inoltre alcune persone nello spettro autistico possono non essere in grado di garantire la gestione dei rischi personali e sociali durante l’epidemia COVID-19”.
Tutte le indicazioni sono consultabili nel Rapporto completo

Per approfondire consultare il sito dell’Osservatorio Nazionale Autismo

Notizie: Ufficio Stampa ISS
Foto: wikipedia.org

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