Demolitore abusivo provincia di Asti, operazione dei Carabinieri

L'operazione ha permesso di smantellare un’attività illecita di demolizione auto, interrompendo così la commissione di reati che avevano già prodotto rilevantissimi danni ambientali

Un’indagine durata tre mesi ha consentito ai Carabinieri della Stazione di Incisa Scapaccino, in collaborazione con la Stazione Carabinieri Forestali di Nizza Monferrato, di smantellare un’attività illecita di demolizione auto, interrompendo così la commissione di reati che avevano già prodotto rilevantissimi danni ambientali sul territorio.
Secondo quanto spiegato, l’attività investigativa aveva avuto origine da un controllo effettuato dai militari di Incisa Scapaccino su due cooperative che gestivano l’avviamento di lavoratori stagionali per la vendemmia.
L’attività iniziale aveva permesso di identificare 13 cittadini extracomunitari dell’est Europa, dei quali uno deferito all’Autorità Giudiziaria in quanto privo di titolo di soggiorno sul Territorio Nazionale, ospitati in un cascinale e in una roulotte.
Successive indagini, avrebbero accertato che il terreno attiguo al ricovero dei lavoratori stagionali, era utilizzato come luogo in cui sarebbe stato avviato un esercizio abusivo di demolizione di autoveicoli, nel corso del quale venivano commesse numerose violazioni ambientali con danni ingenti per il territorio circostante.
In particolare i militari avrebbero appurato che coloro i quali gestivano l’illecita attività, fraudolentemente avviavano le pratiche per l’esportazione in paesi dell’est europeo di auto e altri veicoli a motore, che invece erano stati abusivamente demoliti per ricavarne pezzi di ricambio da rivendere sul mercato nero. Non solo, ma le fasi di demolizione dei veicoli non avrebbero seguito le procedure previste dalla legge in materia ambientale, infatti i rifiuti di tale processo venivano accumulati in una discarica abusiva e venivano anche accesi fuochi in cui venivano bruciati pezzi di diversi metalli (alluminio, rame, ecc.), per separarli da vernici e parti in plastica al fine di ricavarne la materia “pura”, per poi rivenderla ai raccoglitori autorizzati. Inoltre, parte dei materiali di scarto veniva illecitamente sversata nel fiume Belbo nel territorio del comune di Incisa Scapaccino.
I responsabili sarebbero quattro cittadini macedoni.
Sono stati contestati i reati di esercizio abusivo della professione, attività di gestione dei rifiuti non autorizzata e abuso urbanistico per opere edili eseguite senza autorizzazione nonché venivano comminate sanzioni amministrative per l’ammontare di 10mila euro.
La bonifica dei terreni e delle sponde del fiume danneggiate dall’illecita attività è in corso ad opera dei responsabili, ai quali è stato intimato l’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi a pena di ulteriori sanzioni penali e amministrative nel caso non ottemperassero a tale onere.

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