Donna picchiata e minacciata da ex Rosta, uomo arrestato dai Carabinieri

Sarebbe stato accertato che l’indagato aveva appiccato il fuoco a un negozio d’abbigliamento di Buttigliera Alta, dove lavorava un’amica dell’ex

gior1I Carabinieri di Avigliana e Rivoli, sotto la direzione della Procura della Repubblica, lo scorso gennaio avevano notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ad un uomo di 51 anni, abitante a Rosta, nei cui confronti erano stati acquisiti gravi e convergenti elementi di responsabilità per aver molestato, intimidito e picchiato l’ex convivente.
Secondo quanto spiegato, in questi giorni, l’uomo è stato condannato in primo grado a 2 anni e 6 mesi di reclusione per atti persecutori. Il fascicolo è ora in Corte di Appello con udienza fissata al 27 aprile prossimo.
In base a quanto appurato, il procedimento penale tra origine da diverse querele (la prima è del 22 settembre 2014) presentate da Nadia (nome di fantasia, ndr) di 40 anni, residente in provincia di Torino, che avrebbero descritto quelle condotte di lesioni, minacce e danneggiamenti (pneumatici bucati, carrozzeria della macchina danneggiata con scritte volgari, telefoni cellulari spaccati, etc..), che, secondo la denunciante, avrebbero trovato origine nel fatto che l’uomo non avesse accettato la fine della loro convivenza. L’uomo avrebbe cercato in modo ossessivo attraverso telefonate e sms (oltre mille) e presentandosi in casa della donna di convincerla a tornare a vivere con lui.
Il 26 dicembre 2015, il 51enne avrebbe bucato le gomme della macchina di Nadia perché si sarebbe rifiutata di trascorrere il Natale assieme a lui. Per tale motivo l’avrebbe invitata e costretta a trascorrere insieme il 31 dicembre a Torino per poi, dopo cena, farla scendere e salire dalla macchina, nel cuore della notte, a suo piacimento nel viaggio di ritorno a casa. L’indagato, quella notte, avrebbe colpito Nadia ripetutamente al volto con schiaffi e pugni e l’avrebbe minacciata di morte nel caso non fosse tornata a “essere soltanto sua”, dicendole che prima o poi l’avrebbe uccisa. Sarebbe stato accertato che l’indagato aveva appiccato il fuoco a un negozio d’abbigliamento di Buttigliera Alta, dove lavorava un’amica dell’ex, colpevole di aver incontrato Nadia qualche giorno prima.