Evasione commercio metalli Torino, l’operazione “Black Iron” della GDF scopre 100 milioni di euro irregolari

GDFLa Guardia di Finanza di Torino ha concluso nei giorni scorsi un’attività operativa che ha portato alla scoperta di una rilevante evasione fiscale nel settore del commercio dei metalli ferrosi, con consistenti risultati in termini di recupero a tassazione di redditi per complessivi 100 milioni di euro.

 

L’operazione, condotta dai Finanzieri del Gruppo Orbassano, denominata “Black Iron”, durata oltre un anno, ha visto le Fiamme Gialle avviare un’azione di monitoraggio indirizzata nei confronti degli operatori economici attivi nel settore merceologico del commercio dei rottami metallici.

 

La frequente ricorrenza di frodi in tale settore ha indotto il Legislatore ad adottare una particolare disciplina fiscale, denominata “inversione contabile” o “Reverse Charge”, recentemente estesa anche ad altri settori (ad esempio nell’edilizia) che non soggiace al pagamento dell’IVA nelle fasi intermedie della filiera.

 

Gli approfondimenti condotti dai militari del Gruppo Orbassano hanno permesso di pizzicare centinaia di soggetti che risultavano come fornitori delle imprese oggetto delle verifiche.

 

Da qui la frode scoperta: decine di imprese, spesso ditte individuali, riconducibili per lo più a persone senza alcun trascorso imprenditoriale, prive di mezzi propri e senza possibilità alcuna di avviare un così fiorente commercio, erano utilizzate dalle società verificate come presunti fornitori per “stampare” le fatture che, su un piano esclusivamente documentale, dovevano giustificare la provenienza dei rottami oggetto di compravendita. Le fatture false rinvenute dai militari, infatti, hanno permesso di riscontrare centinaia di anomalie.

 

Tra i fornitori delle società controllate, ad esempio, figuravano soggetti deceduti, persone che non hanno mai avuto rapporti con i presunti “clienti”, ovvero che hanno effettuato forniture ma per importi nettamente inferiori rispetto a quelli indicati in fattura.

 

Sono stati 10 gli interventi ispettivi eseguiti dai Finanzieri dai quali è emerso che l’ammontare complessivo delle fatture false si aggirava intorno ai 4 milioni di euro. Sette società, inoltre, a fronte di volumi d’affari milionari, omettevano sistematicamente di presentare la dichiarazione dei redditi, risultando evasori totali.

 

Le condotte fraudolente hanno riguardato 8 titolari delle imprese verificate, tutti denunciati a piede libero all’Autorità Giudiziaria per utilizzazione di fatture false ed evasione fiscale, e hanno permesso di constatare e segnalare ai competenti Uffici finanziari per il recupero a tassazione redditi non dichiarati al Fisco per circa 100milioni di euro.

 

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Massimiliano Rambaldi