Finti certificati Valli di Lanzo Torino, le indagini della Gdf

Gli interventi della Guardia di Finanza si inquadrano nelle consueta attività di servizio orientata, in questo caso, alla tutela degli interessi delle imprese che quotidianamente operano nella legalità

GDFL’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza.
Secondo quanto spiegato, ufficialmente sarebbero risultati assenti per malattia, almeno così avrebbero prescritto i certificati medici presentati all’INPS, ma nella realtà alcuni operai di un’azienda delle valli di Lanzo, attiva nel settore della grande distribuzione, avrebbero lavorato percependo compensi in nero.
In base a quanto appurato, questo è quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Lanzo Torinese al termine delle indagini che avrebbero portato alla luce la truffa e per la quale sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Ivrea, il titolare dell’azienda e alcuni lavoratori compiacenti. Le investigazioni dei Finanzieri avrebbero accertato, che le prestazioni lavorative avvenivano prevalentemente durante le ore notturne, in tal modo non si correva il rischio di incorrere in una visita fiscale.
Stando alle indagini, il meccanismo, però, non sarebbe servito ad eludere i controlli. Doppio il danno perpetrato alle casse dello Stato: infatti, oltre a percepire indebitamente l’indennità per malattia, i lavoratori avrebbero intascato i compensi completamente “in nero”. Nel corso delle indagini, le Fiamme Gialle avrebbero inoltre scoperto che l’impresa ispezionata impiegava ben 13 dipendenti completamente in nero e mai assunti e 22 lavoratori assunti irregolarmente. I compensi elargiti dal datore di lavoro senza versamento dei contributi sarebbero stati quantificati in circa 220.000 Euro.
Pesanti le conseguenze a carico dell’azienda; infatti, oltre al recupero delle imposte evase, dovranno essere sanate le posizioni lavorative pregresse, con versamento dei relativi contributi e della maxi-sanzione sul lavoro, che vista l’entità delle retribuzioni e il numero dei lavoratori irregolari sfiora i 740.000 Euro.
Gli interventi della Guardia di Finanza si inquadrano nelle consueta attività di servizio orientata, in questo caso, alla tutela degli interessi delle imprese che quotidianamente operano nella legalità, attraverso la prevenzione e la repressione di ogni forma di concorrenza sleale come quella dell’utilizzo di manodopera in nero.