Furto di identità Torino, l’odissea di un artigiano

Il truffatore, quello vero, anzichè incassare l'assegno, lo ha clonato ben 17 volte riutilizzandolo con magazzini e grossisti per pagare forniture di materiali

Finisce a processo tre volte in due anni per truffa: ma, in realtà, il truffatore non è lui e il Giudice del Tribunale di Torino lo assolve per non aver commesso il fatto.
Questa è l’assurda vicenda di uno sfortunato artigiano edile di Nichelino, di origini calabresi ma nato a Torino. In Tribunale, l’ultima volta, ha detto di essere vittima di un errore giudiziario. E, in effetti, le persone truffate, chiamate a testimoniare in tribunale, non lo hanno riconosciuto. Tutto è partito, secondo la ricostruzione dell’accaduto, da un assegno circolare emesso dall’uomo nel 2014.
Il truffatore, quello vero, anzichè incassarlo, lo ha clonato ben 17 volte riutilizzandolo con magazzini e grossisti per pagare forniture di materiali poi ritirati da un complice. Quando le aziende sono andate per incassare il denaro si sono accorte che l’assegno era sostanzialmente farlocco.
L’intestatario, l’artigiano di Nichelino, è stato quindi denunciato ma quando le vittime se lo sono trovate di fronte, in Tribunale, hanno dovuto ammettere che, effettivamente, quell’uomo non lo avevano mai visto prima.
A processo tre volte per lo stesso reato, il nichelinese è stato assolto tutte e tre le volte per non aver commesso il fatto.
“Un truffatore mi ha rubato l’identità – ha sostenuto l’imputato in Tribunale – parla in piemontese e va in giro dicendo di essere me. Compra materiale con assegni circolari clonati e li firma a nome mio. Oltre ai commercianti truffati sono anche io una vittima”.
Foto: wikipedia.org

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