Interrogazione parlamentare per match Juventus Roma, polemiche e commenti

FirmaGli strascichi di Juventus-Roma si sono puntualmente fatti sentire e sono arrivati anche in Parlamento. Marco Miccoli del Partito Democratico e Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia, infatti, si sono pronunciati in merito al match giocato ieri a Torino, sollevando non poche polemiche.

 

ESPOSTO ALLA CONSOB – L’esponente del PD Marco Miccoli, noto tifoso romanista, ha annunciato di voler presentare un esposto alla Consob sui presunti errori arbitrali riscontrati nella sfida, per tutelare la correttezza del campionato e l’applicazione delle regole.

– Il senatore non è nuovo a dichiarazioni del genere; il 5 marzo scorso, a seguito di alcuni errori arbitrali, chiese addirittura al premier Renzi un intervento diretto, per controllare il mondo del calcio, temendo una nuova ‘Calciopoli’.

 

LA SPIEGAZIONE DI RAMPELLI – Fabio Rampelli, tramite la sua pagina facebook, ha dichiarato “Stamane presento un’interrogazione parlamentare su Juventus-Roma e sul comportamento dell’arbitro Rocchi, che avrebbe potuto e potrebbe far scaturire incidenti dalle conseguenze incalcolabili. A tutto c’è un limite. Gli italiani pagano fior di quattrini per il campionato di calcio e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Del Rio, che detiene la delega allo sport, ha il dovere di spiegarci come intenda garantire risultati ottenuti per esclusivi meriti sportivi.

– “Sono un ex atleta azzurro – prosegue Rampelli -, quindi uno sportivo prima che un tifoso, e non sono mai stato un esagitato; i commentatori delle varie trasmissioni televisive hanno gridato allo scandalo in maniera unanime dopo la visione in moviola degli episodi da cui sono nati i goal della Juventus. Migliaia di utenti di decine di emittenti in tutta Italia, appartenenti a ogni tifoseria, hanno gridato all’ennesimo scandalo calcistico. Assegnare due rigori inesistenti e un goal in fuorigioco, determinando matematicamente la vittoria della partita, può significare attribuire i punti sufficienti per l’assegnazione finale del titolo, ma anche condizionare l’andamento in borsa delle società quotate, alterare per importi milionari i premi delle scommesse regolari.

– “Ricordo che i cittadini, per i tornei nazionali di football – aggiunge ancora Rampelli -, sostengono ogni settimana in tutti i campi d’Italia decine di milioni di euro in: polizia di stato, carabinieri, vigili del fuoco, polizia municipale, 118, assistenza sanitaria per contusi e feriti, nettezza urbana, potenziamento trasporto pubblico, riparazione danni per atti di vandalismo commessi allo stadio, sui treni, sugli autobus e nelle città…

– Se la Figc e la Lega calcio, che non prendono iniziative per introdurre la moviola in campo e limitare il potere discrezionale dei giudici di gara, vogliono rischiare che lo scudetto sia assegnato aldilà dei valori in campo, oltre a pagare gli arbitri e paghino tutto il resto. È già assurdo che spetti allo stato sostenere le spese elencate, in presenza di gare regolari, ma è pressoché certo che non si debba far tirare fuori agli italiani un solo euro per lo svolgimento di un torneo falsato dagli errori o dai favori già accertati in passato.

– “La posizione ha destato qualche contestazione – ha proseguito l’esponente di Fratelli d’Italia -, terminata con la spiegazione sempre sulla pagina del popolare social network “Mi sa che non è chiara l’intenzione della mia iniziativa, la partita di ieri è solo un pretesto. I milioni di euro dei cittadini che vengono spesi ogni settimana per il calcio, soldi pubblici, sono un problema serio, non questione tra tifoserie, che non m’interessa. Per questo è giusto che me ne occupi da parlamentare, a tutela del buon uso dei soldi di tutti, oltretutto in una fase in cui di soldi ce ne sono pochi. Chi ne beneficia deve esserne consapevole.

– “Non possono essere gestiti – conclude Fabio Rampelli – con l’approssimazione insita nell’umana imperfezione di una terna arbitrale. Si utilizzi la moviola in campo e si spazzino via per tutte le squadre almeno quegli errori macroscopici che vengono inspiegabilmente tollerati (e che penalizzano soprattutto le squadre meno ‘potenti’). Se lo Stato spende soldi per il calcio, cosa discutibile ma reale, non può avallare la reiterazione di questi obbrobri perché ne paga le conseguenze. Quindi la Lega calcio, con i soldi degli italiani, deve garantire che si vincano le partite per effettivi meriti sportivi, se non può o non vuole farlo si deve pagare il 100% dei costi del campionato, senza pretendere un euro dagli italiani. E questo vale per romanisti, juventini, laziali, milanisti, napoletani, agnostici, appassionati di sport minori, ecc. Semplicissimo, non capisco perché in molti si agitino.”

 

L’IRONIA DEL WEB – Due prese di posizione accolte tra l’ironico e l’arrabbiato da parte degli utenti che, di certo, non le hanno ‘mandate a dire’ ai due politici.

– La domanda più frequente, difatti, è semplice: con tutti i problemi che vive l’Italia in questa fase storica, possibile che si sprechi tempo dietro al calcio?

 

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Di Redazione