Intervista Luca Carabetta, Movimento 5 Stelle: “Non siamo Demolitori”. Le domande di Cronaca Torino

Cronaca Torino ha intervistato Luca Carabetta, 22enne membro del Movimento 5 Stelle Valsusino, riguardo all’Exploit Grillino di questa tornata elettorale.

 

– Il M5S si afferma come primo partito d’Italia alla Camera. Affermazione aspettata o sorprendente?

Se avessimo ascoltato i sondaggi ora saremmo decisamente sorpresi. In realtà crediamo, e la situazione reale ne è la prova, che i sondaggi siano quantomeno distanti dalla realtà quotidiana, realtà che si può conoscere solo per le strade, nelle piazze, attraverso il contatto diretto con la società civile: qui noi abbiamo avuto un enorme riscontro e il grande risultato è una conferma di ciò che abbiamo vissuto sulla nostra pelle.

 

– Secondo i dati del Ministero dell’Interno riguardanti il voto alla Camera, il M5S ha vinto nelle Marche, in Liguria, in Abruzzo e nelle Isole maggiori. Ma ben più importante, ha dilagato in tutta la provincia di Torino, insidiando e talvolta battendo il Partito Democratico. Resiste solo Torino, ancora saldamente nelle mani di Bersani e colleghi.

I successi non si contano a livello Nazionale, ne siamo orgogliosi. Nella circoscrizione Piemonte 1 (Provincia di Torino ndr) i risultati sono stati impressionanti, in alcuni casi corrispondenti ad oltre il 50% delle preferenze. Per quanto riguarda Torino non sarei così pessimista: la coalizione del centrosinistra perde l’11%, quella del centrodestra segna un pesante -15%. L’importante è il trend di crescita: le 5 Stelle continuano ad accumulare consensi, la vecchia politica perde pezzi ed è destinata a scomparire.

 

– Perino, leader del movimento No Tav, ha attribuito la vittoria del Movimento alla volontà popolare anti-Alta Velocità. È d’accordo su questo punto di vista?

Il dato è inconfutabile: la Valsusa è a 5 Stelle. Il M5S è stata l’unica forza politica ad avere seguito costantemente e con impegno la lotta contro la Torino-Lione e non l’ha fatto per inciuci politici ma facendo sempre valere il buon senso dato da seri e indipendenti studi scientifici che dimostrano l’assurdità di questa grande opera inutile.

 

– Dove pensate di recuperare i soldi per il reddito di cittadinanza, se sul piano lavori già avete l’annullamento di grandi opere già finanziate e che, in caso di blocco, andranno a pesare sul bilancio economico?

Premettiamo che le nostre proposte arrivano da numerose esperienze positive in altri Paesi che scegliamo di prendere come modello. L’Europa sceglie il reddito di cittadinanza, noi semplicemente ci adeguiamo.
Ponendo lo stop alle grandi opere (il cui costo ammonta a 50MLD) occorrerà pagare delle penali, è vero. Possiamo però stimare queste “multe” attorno al 5% dei 50MLD e quindi non parliamo di una spesa ma di un sostanzioso risparmio per i cittadini (ricordiamolo, siamo sempre noi a pagare). Le grandi opere rimangono l’ultimo appiglio per una politica poco lungimirante che sopravvive solo tagliando dei nastri.
Per finanziare la ripresa Italiana, non parliamo solo del reddito di cittadinanza, occorre ricordare dei gravosi punti che, come da programma, intendiamo combattere. Parliamo dei 275 miliardi di euro ottenibili dalla lotta contro la criminalità e l’evasione, i 60 miliardi ottenibili dalla lotta contro la corruzione, i 20 miliardi risparmiati fermando le spese militari ed i 10 risparmiati dal taglio dei costi della politica.

 

– Dati a parte, questo è un nuovo giorno per il M5S, che sbarca ufficialmente in parlamento. In questo panorama incerto, quale contributo darà il movimento? Sarà un ago della bilancia o rimarra fedele allo spirito demolitore?

“Spirito demolitore” non è assolutamente un termine adatto. Le proposte del M5S non sono elaborate sulla base della voglia irrazionale di sventrare le diverse strutture politiche che in questi anni ci hanno ridotto alla fame, qui si ragiona in base al buon senso portato avanti da persone oneste. Al Parlamento il nostro ruolo sarà semplice: approveremo o meno una proposta a seconda che essa rientri o meno nei principi che stanno alla base del grande lavoro svolto in questi anni. Non ci saranno inciuci nè volontà politiche, si votano le idee.

 

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Matteo Maero