Lettera inviata a Renzi dai lavoratori dell’Agrati Collegno Torino, oggi alle 15 l’incontro

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E’ successo lunedì 7 aprile 2014 a Collegno (To).

 

I lavoratori dell’Agrati di Collegno hanno rivolto un appello al presidente del Consiglio Matteo Renzi e ai ministri dello Sviluppo economico Federica Guidi e del Lavoro Giuliano Poletti, per sollecitare un impegno del Governo affinché l’azienda non chiuda lo stabilimento in provincia di Torino, licenziando tutti gli 82 dipendenti.

 

Oggi, alle ore 15, si svolgerà un incontro al ministero per lo Sviluppo economico, per affrontare l’argomento.

 

Di seguito il testo dell’appello dei lavoratori:

 

Spettabile Presidente del Consiglio e Spettabili Ministri,

siamo gli 82 lavoratori dipendenti della Ditta AGRATI di Collegno (TO) che la multinazionale italiana Agrati ha deciso di chiudere.

La Agrati ha 6 Stabilimenti in Italia, 3 in Francia e 1 in Cina oltre a diversi punti di commercializzazione nel mondo con oltre 1500 dipendenti di cui circa 600 in Italia.

La sede della multinazionale Agrati è a Veduggio (MB).

Nostro malgrado siamo, data la particolarità della situazione, alla ribalta delle cronache nazionali, proprio ieri abbiamo effettuato un ulteriore presidio al quale hanno partecipato Deputati e Senatori, Consiglieri Comunali, Provinciali e Regionali di tutto l’arco costituzionale, l’Assessore al Lavoro della Provincia di Torino e della Regione Piemonte che ci hanno portato la loro solidarietà.

 

Mancano ormai meno di due settimane al nostro licenziamento.

Negli ultimi 5 anni né nel nostro stabilimento né negli altri Stabilimenti italiani è stata fatta Cassa Integrazione.

 

La multinazionale in oggetto ha lavoro e bilanci in attivo. Negli stabilimenti del gruppo si fa straordinario.

Senza che ci fossero state avvisaglie di nessun genere il 30 Gennaio è stata avviata procedura di Cessazione dell’Attività.

Dato che l’Azienda non ha, fino ad ora, dato segnali di voler modificare la sua posizione chiediamo il Suo intervento e quello dei Ministri competenti per salvare oltre i nostri posti di lavoro e la nostra dignità anche un pezzo di industria del nostro paese; facendo tutte le pressioni possibili affinchè l’Azienda cambi la sua posizione.

 

Martedì 8 Aprile alle ore 15 siamo stati convocati al Ministero per lo Sviluppo Economico dopo aver da tempo sollecitato un tavolo di crisi; vorremmo che il nostro caso non fosse trattato che un fatto tecnico ma come la necessità di salvare un pezzo di industria italiana.

 

Non ci rassegniamo a soccombere al potere di una multinazionale italiana che da 60 giorni ci paga senza farci lavorare.

Non ci rassegniamo ad essere considerati dei numeri da cancellare.

Non ci rassegniamo a perdere la nostra dignità di lavoratori visto che l nostro lavoro c’è.

Vi ringraziamo se vorrete occuparVi del nostro caso,

 

I lavoratori Agrati e le loro famiglie”

 

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