Manifestazione degli studenti 10 ottobre Torino, motivazioni e info

Manifestazione Torino Febbraio 2013Il corteo di studenti contro il governo sta costando parecchi disagi per chi deve muoversi nel centro della città. La protesta, cominciata questa mattina, ha comportato moltissimi mezzi deviati e disagi alla circolazione.

 

Gli studenti (e i centri sociali) hanno manifestato con slogan contro il governo, bersagli Renzi ed il ministro dell’istruzione Giannini, e fumogeni accesi. Per l’occasione erano presenti anche studenti valsusini, insegnanti precari e diverse bandiere dei COBAS.

 

La mobilitazione nazionale indetta dall’UDU (Unione degli Universitari) si propone di protestare contro il precariatoaffermare come la parte bella del paese siano gli studenti e riprendersi il futuro

 

AGGIORNAMENTO 10 ottobre 2014 ore 15,17:  Lo slogan della mattinata è stato “la grande bellezza siamo noi!”.

– I Cortei e proteste annunciati mesi fa dalle associazioni studentesche e nei giorni scorsi con blitz e flash mob per manifestare a favore della Buona Scuola e contro la riforma del lavoro voluta dal governo-Renzi sono diventati realtà.

I ragazzi, attraverso questa iniziativa, chiedono altresì un maggiore coinvolgimento in queste riforme che li riguardano da vicino. A Torino gli studenti si sono dati appuntamento in piazza Arbarello con un corteo organizzato dall’Unione degli studenti con lo slogan “La scuola non si paga e non si vende”. Erano alcune centinaia ad urlare “Scuola per tutti e precarietà per nessuno”, slogan contro Renzi e il ministro Giannini, Il corteo si è sviluppato per le vie del centro senza particolari problematiche, a parte i disagi al traffico

 

AGGIORNAMENTO 10 ottobre 2014 ore 18,15: Il Collettivo Alter.polis spiega così la giornata di oggi:

– “Oggi, 10 Ottobre 2014 prima data di mobilitazione degli studenti medi, Torino ha visto scendere migliaia di studenti medi, universitari e precari della conoscenza.

– Il corteo è partito da piazza Albarello, dirigendosi verso piazza Castello, con lo striscione di testa che recitava <<Scuola per tutti, Precarietà per nessuno!>>.

– Chiara la volontà di non limitarsi alla critica della Buona Scuola, seppur centrale in questa importante giornata di mobilitazione nazionale.

– Il piano scuola di Renzi viene presentato come una grande innovazione grazie ad una massiccia operazione mediatica. Risulta evidente, però, come sia in perfetta continuità con i provvedimenti presi dai governi precedenti in materia di istruzione pubblica, consente, infatti, l’entrata dei privati all’interno delle scuole che avranno un forte peso all’interno dei Consigli di Istituto, si renderanno obbligatorie 200 ore di alternanza scuola-lavoro, senza prevedere però finanziamenti statali e introdurrà l’apprendistato come un vero e proprio contratto di lavoro sotto-pagato per gli ultimi anni negli istituti tecnici. La consultazione si rivela quindi uno specchietto per le allodole, poiché le intenzioni sono chiare, così come la volontà di portarli avanti a prescindere da ogni cosa.

– Un’altra denuncia è stata portata agli alti costi dell’istruzione pubblica, dai libri di testo al contributo volontario; per questo la Regione Piemonte, in Piazza Castello, è stata murata con dei libri.

 

– Presenti in questa giornata anche gli studenti universitari, anch’essi colpiti dall’azione del governo nel silenzio generale.

– All’interno della Buona Scuola viene introdotta la questione riguardante le magistrali abilitanti a numero chiuso per l’insegnamento che porterebbero all’esclusione di migliaia di studenti dall’ottenimento dell’abilitazione e aumenterebbero il divario tra atenei di serie A e atenei di serie B.

– Per questo motivo oggi gli studenti sono scesi in piazza con indosso dei cartelli che recitavano “Io voglio insegnare, ma non posso” e simili.

– Notizia degli ultimi giorni è la nuova manovra inserita nel Decreto Sblocca Italia, passata in sordina e senza alcuna risonanza mediatica, la quale svincola 150 milioni di euro destinati al diritto allo studio per inserirli nel Patto di Stabilità.

– L’università continua ad essere attaccata nelle sue fondamenta, non garantendo più un percorso di formazione completo a tutti e eliminando qualsiasi prospettiva lavorativa.

– Gli studenti universitari di oggi saranno se fortunati i precari di domani, o peggio disoccupati.

 

– Oltre ai continui e costanti tagli al Diritto allo Studio sempre più ingenti sono i costi che ogni studente deve affrontare per continuare gli studi, dalle tasse universitarie ai libri di testo, dagli affitti ai trasporti.

– Tanti gli studenti costretti a lavorare per pagarsi gli studi, o addirittura ad abbandonarli, entrando però in un mondo del lavoro sempre più precario dopo anni di interventi da parte dei governi, che vanno tutti nella stessa direzione, l’ultimo quello che ha ottenuto la fiducia ieri, il Jobs Act.

 

– Dopo decenni di neoliberismo selvaggio, la disoccupazione, giovanile e non, ha raggiunto livelli mai visti e il governo Renzi, dietro la retorica dell’innovazione e della rottamazione, ha continuato sulla stessa linea, smantellando definitivamente il sistema dei diritti e delle tutele nel mondo del lavoro, opponendo garantiti e non garantiti, usando come ariete l’artifizio retorico del “Self-made man”, chi ci crede e si impegna riuscirà, gli altri o sono pigri o sono schizzinosi.

– Il corteo ha più volte mandato un messaggio chiaro: il Jobs Act non avrà mai la nostra fiducia, oggi è stato ripetuto più volte, la precarietà è il problema, ma il Jobs Act non è e non sarà mai la soluzione. Questa notte gli studenti hanno infatti sanzionato la sezione del Ministero del Lavoro a Torino rimarcando l’opposizione netta al Jobs Act e che la nostra fiducia non l’avranno mai.

– Il prossimo weekend al teatro Regio si terrà il vertice dei ministri del lavoro europei, per questo gli studenti hanno concluso il corteo davanti al famoso teatro torinese con uno striscione che recitava “Rifiuta il copione, Ribalta il Vertice”.

– Infine si è svolta un’assemblea che ha visto interventi anche da ricercatori, lavoratori e precari del mondo della formazione e non, in vista del corteo del 17 ottobre.

– Ha così inizio l’autunno, con una data di mobilitazione studentesca nazionale molto partecipata in tutta Italia a seguito delle giornate di Napoli contro la Bce e di Milano contro il vertice dei ministri, e continuerà con le parole d’ordine contro la precarietà e il modello di scuola, università e società propagandato dalla retorica renziana, in un percorso che passerà anche per il 14 novembre, data di sciopero sociale metropolitano.”

 

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 Di Redazione

Foto: Archivio