Manifestazione lavoratori ex Embraco davanti Tribunale di Torino, tutta la situazione

I legali delle organizzazioni sindacali hanno evidenziato lo stato di dissesto in cui versa la società, ma si sono rimessi alla valutazione del collegio del tribunale sia sul rinvio, sia sulla istanza di fallimento.

Ieri  si è svolta la prima udienza davanti alla sezione fallimentare del Tribunale di Torino sul caso della Ventures ex Embraco. Ventures ha chiesto un rinvio di 60 giorni per valutare l’esito delle trattative con il socio cinese che ha dichiarato l’intenzione di rifinanziare la società. Ventures ha riconosciuto la mancanza di liquidità, lo stato di insolvenza e i debiti verso l’erario e verso i lavoratori. I legali delle organizzazioni sindacali hanno evidenziato lo stato di dissesto in cui versa la società, ma si sono rimessi alla valutazione del collegio del tribunale sia sul rinvio, sia sulla istanza di fallimento.
“Purtroppo la vertenza ex Embraco ha preso una deriva negativa. La manifestazione di oggi con i lavoratori davanti il tribunale di Torino denota una triste vena stoica, dopo che due anni or sono la vicenda si dava per conclusa positivamente. In queste settimane, dopo anni di prese in giro ai lavoratori, la Ventures ha cercato un ultimo colpo di coda annunciando investimenti da partner cinesi, ma di fatto cercando di bloccare un eventuale fallimento. La triste vicenda riprende purtroppo un filone negativo tutto italiano delle reindustrializzazioni/riorganizzazioni industriali. Ricordiamo solo alcune di esse, da De Tomaso a Blutec”. Lo dichiarano Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del comparto auto e dell’elettrodomestico, e Vito Benevento, segretario provinciale Uilm di Torino, auspicando una convocazione urgente da parte del Mise di cui si sono perse le tracce. “Le notizie dell’accertamento della Guardia di Finanza e della Procura di Torino che hanno richiesto il fallimento della Ventures e la bancarotta distrattiva per i proprietari ­– sottolineano Ficco e Benevento –  lasciano un velo di tristezza su una vicenda che vede penalizzati i lavoratori e le loro famiglie. Non rimane che accelerare un percorso da costruire in sede ministeriale che porti alla ricerca di un investitore finalmente serio, con un progetto strutturato, che possa svilupparsi nello stabilimento di Riva di Chieri. Tale percorso dovrà essere accompagnato dagli ammortizzatori sociali”.

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