Manifestazione studenti Torino contro Buona Scuola governo Renzi 12 marzo 2015, info e orari

poliziaGli studenti scenderanno in piazza il 12 marzo 2015 come protesta contro i programmi della “Buona Scuola” voluta dal governo Renzi.

 

L’appuntamento è alle 9,00 in piazza Albarello. Di seguito riportiamo il comunicato del Collettivo LaSt Laboratorio Studentesco:

 

“Il 12 marzo, giornata di mobilitazione studentesca nazionale, anche a Torino gli studenti e le studentesse scenderanno ancora una volta in piazza pretendendo il ritiro immediato della Buona Scuola.

Fin dal 10 ottobre abbiamo riempito le piazze di tutta Italia esprimendo la nostra contrarietà a questa proposta di riforma. Dopo il Consiglio dei Ministri del 3 marzo il Governo ha fatto un passo indietro sulla forma del decreto e ha annunciato che presenterà un disegno di legge il 10, con il rischio di far saltare anche le assunzioni promesse per settembre.

Dopo un autunno in cui alla consultazione di Renzi hanno risposto solamente 6000 studenti, dalle piazze è arrivata la reale risposta dalle centinaia di migliaia di studenti che si sono mobilitati per una reale alternativa alla Buona Scuola.
La mobilitazione, però, non può e non deve limitarsi al tradizionale periodo autunnale. Durante l’iter parlamentare, gli studenti e le studentesse di tutta Italia torneranno ad affollare le piazze per pretendere il ritiro della Buona Scuola.
Già dal 14 novembre abbiamo manifestato la nostra condizione di invisibilità sia sul piano dei diritti sia sul piano della considerazione da parte di chi ci governa, indossando le maschere bianche. Il 12 marzo ancora una volta riprenderemo voce lacerando il velo d’invisibilità sotto cui ci vuole costringere il governo.

Il Piano Scuola di Renzi sostanzialmente non si discosta dalle riforme Gelmini e Aprea contro cui ci siamo già mobilitati. Per l’ennesima volta il governo ha dimostrato di non avere nessuna intenzione di finanziare la scuola pubblica: infatti lascia ai dirigenti scolastici, che si troveranno costretti a ricorrere ad enti privati, il compito di reperire i fondi necessari.
Per quanto riguarda la didattica, il Piano Scuola presenta solo una lunga lista di buone intenzioni, ma nemmeno una parola è dedicata ai fondi che verranno realmente stanziati. Secondo Renzi l’istruzione non è di competenza esclusiva dello Stato; è inaccettabile che si richeda ai privati di risolvere i problemi della scuola pubblica e che il governo non si ponga come prioritario il tema dell’istruzione!
Come se non bastasse il Governo continua ad agevolare gli istituti paritari con finanziamenti e sgravi fiscali, nonostante sia contro i principi costituzionali che prevedono l’esistenza delle scuole private e paritarie a condizione che siano prive di oneri per lo Stato.
Il Piano Scuola però propone anche importanti modifiche in tema di scatti stipendiali. Gli insegnanti, infatti, ogni 3 anni potranno ricevere, a discrezione del Drigente Scolastico, degli aumenti di stipendio in base al numero di crediti conseguiti tramite lo svolgimento di attività non didattiche. Emerge la volontà di attribuire al Dirigente Scolastico una funzione simile a quella di un manager e di creare un ambiente estremamente competitivo all’interno delle scuole.
Questa riforma, inoltre, porterà alla creazione di un modello di scuola che si adatta al mondo del lavoro, preparando i giovani al loro futuro di precarietà. Si introdurrà al quarto e quinto anno degli istituti tecnici e professionali l’apprendistato, un vero e proprio contratto sottopagato che non fa altro che anticipare l’ingresso dei giovani in un mondo del lavoro basato sul ricatto e sullo sfruttamento. Renzi si è già dimostrato un “esperto” sul tema, infatti il panorama lavorativo a seguito del Jobs Act, decreto portato avanti dal suo governo, è caratterizzato da un’estrema precarietà.
Inoltre non riteniamo sia un caso che nelle 136 pagine del Piano Scuola neanche una sia dedicata al diritto allo studio, tema più che mai urgente in un paese in cui le percentuali di abbandono scolastico hanno raggiunto dei livelli preoccupanti. Tra contributo volontario, caro libri, caro trasporti appare evidente come l’istruzione sia sempre più un privilegio per coloro che se lo possono permettere.

Il 12 marzo in Torino e in tutta Italia siamo pronti a tornare in piazza!

RIPRENDI VOCE! Porta in piazza pentole e mestoli! Facciamoci sentire!”

 

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Di Redazione