Maxi evasione fiscale sigarette Torino, mille tonnellate di bionde smerciate illegalmente

GDFUna maxievasione è stata contestata dalla GDF di Torino. Su oltre un milione di  di chilogrammi di sigarette immessi illegalmente nel territorio dell’U.E., tra il 2011 ed il 2014. E’ stata contestata un’evasione dell’accisa per 130 milioni di euro e dell’IVA per 36 milioni di euro.

 

Il Nucleo Polizia Tributaria Torino e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del capoluogo piemontese avevano eseguito, a Torino, Roma ed in Germania, nel novembre 2014, una vasta attività di Polizia, coordinata dalla locale Procura della Repubblica e dall’Autorità giudiziaria tedesca di Francoforte sull’Oder, volta a smantellare una delle più grosse organizzazioni contrabbandiere di sigarette presenti in Europa, il cui stabilimento di produzione dei tabacchi lavorati era situato in provincia di Torino.

 

L’operazione, condotta contestualmente in Italia ed in Germania, aveva riguardato l’esecuzione di 11 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di Torino, dr.ssa Roberta Vicini, nei confronti di altrettanti soggetti facenti parte, secondo l’accusa, di una vasta associazione per delinquere a carattere transnazionale.

 

In tale ambito, era stato sequestrato l’intero stabilimento di produzione, regolarmente autorizzato, delle sigarette destinate al contrabbando in Europa. Nei confronti di altre 6 persone era stato disposto l’arresto in Germania, su ordine della magistratura tedesca.

 

Gli elementi acquisiti dalle Fiamme Gialle hanno dimostrato il coinvolgimento dei responsabili della società produttrice nazionale e di taluni dipendenti della stessa, i quali, dal 2011, hanno realizzato, attraverso fittizie esportazioni di sigarette italiane in Stati e territori extra UE, una rilevante evasione dell’accisa e dell’IVA sul prodotto.

 

In particolare, il meccanismo di frode attuato dagli indagati consisteva nel simulare cessioni all’esportazione di tabacchi lavorati, prodotti in Italia, che,  invece, non abbandonavano mai il territorio dell’UE, oppure uscivano temporaneamente per esservi in seguito reintrodotti illegalmente, in entrambi i casi senza il pagamento delle imposte dovute.

 

Le sigarette indirizzate verso partner commerciali con sede in Stati extra UE (principalmente Ucraina, Moldavia e Turchia), ovvero verso imprese formalmente ubicate in Paesi con particolari regimi fiscali e/o politici (Transnistria), avevano come destinatarie società estere risultate inesistenti, operanti in settori economici diversi ovvero prive di autorizzazione al commercio dei tabacchi.

 

La ricostruzione delle operazioni illecite realizzate dall’organizzazione ha portato alla luce un’evasione multimilionaria, atteso che i tabacchi lavorati complessivamente immessi in contrabbando, nel periodo dal 2011 al 2014, sono risultati essere pari ad oltre 1.000.000 di chilogrammi, cui corrisponde un’accisa evasa (constatata dalle Fiamme Gialle unitamente alla locale Agenzia delle Dogane) superiore a 130 milioni di euro ed un’imposta sul valore aggiunto dovuta per oltre 35 milioni di euro, imposte sottratte alle casse dell’Erario nel triennio interessato.

 

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