Operazione Digos Torino e Rivanazzano Terme, trovate armi e un missile

La Digos procede al sequestro dell'ingente arsenale di armi, da sparo e da guerra

Nei giorni scorsi, la DIGOS della Questura di Torino, a seguito di un’articolata indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica e diretta dalla Polizia di Prevenzione (UCIGOS), ha eseguito diverse perquisizioni delegate con la collaborazione degli omologhi uffici di Varese, Pavia, Novara e Forlì, traendo in arresto (convalidato il 12 luglio con applicazione della misura cautelare in carcere) un uomo per la detenzione, presso la propria abitazione, di un ingente quantitativo di armi da guerra (tra cui fucili di assalto e mitra) e di armi comuni da sparo, di provenienza perlopiù austriaca, tedesca e statunitense.
Nel medesimo contesto operativo la Polizia di Stato ha sottoposto a Fermo di Indiziato di Delitto un cittadino straniero e uno italiano, entrambi ritenuti responsabili di detenzione e messa in commercio di un missile aria/aria in utilizzo alle forze armate del Qatar.
L’attività di polizia giudiziaria, iniziata nel luglio 2018 anche con l’attivazione di intercettazioni telefoniche e telematiche, trae origine dalle attività di alcuni combattenti italiani con ideologie oltranziste, evidenziatisi in passato per aver preso parte al conflitto armato nella regione ucraina del Donbass.
Nell’ambito di tale attività, sono stati riscontrati diversi contatti tra uno dei predetti miliziani e un esperto di armi che proponeva l’acquisto, per conto terzi, di un missile del quale venivano trasmesse anche alcune foto tramite la messaggistica whatsapp.
Gli ulteriori riscontri investigativi hanno consentito di individuare, successivamente, il vero intermediario della vendita, nell’arrestato, con precedenti di polizia, che, dopo un’intensa attività investigativa anche con pedinamenti, è stato sottoposto a perquisizione e tratto in arresto a seguito del rinvenimento all’interno della propria abitazione di un vero e proprio arsenale di armi da guerra e comuni da sparo illegalmente detenute costituito da:
N.9 fucili da guerra cd. carabine d’assalto
N.1 pistola mitragliatrice da guerra
3 fucili da caccia
7 pistole
6 parti di armi da guerra (otturatori, caricatori, canne, fusti)
20 baionette
306 parti di armi da sparo (caricatori, canne, otturatori, silenziatori, ottiche)
831 munizionamento di vario calibro
All’interno dell’abitazione del predetto sono stati rinvenuti anche diversi stemmi e cartelli con simbologie naziste (tra cui svastiche e riferimenti alle Waffen-SS).
Subito dopo la perquisizione dell’abitazione dell’arrestato, la Polizia di Stato di Torino si è recata nei pressi dell’aeroporto di Rivanazzano Terme (PV) dove, all’interno di un grande deposito, rinveniva un involucro cilindrico di circa 4 metri contenente un missile aria/aria di fabbricazione francese, della lunghezza di 3,54 metri con indicazioni circa la provenienza dalle forze armate del Qatar.
Si metteva pertanto in sicurezza tutta l’area circostante al fine di consentire, con le dovute precauzioni e cautele, l’intervento di personale altamente specializzato dell’Esercito Italiano che ha costatato trattarsi di un missile aria-aria privo di carica esplosiva, ma riarmabile da persone specializzate nel settore.
Grazie ad alcuni approfondimenti investigativi è stata accertata la materiale disponibilità del missile e dell’intero deposito in capo agli indagati, entrambi con precedenti di polizia, i quali sono stati immediatamente localizzati e sottoposti a “Fermo di Indiziato di Delitto” da parte di personale della DIGOS di Torino, in collaborazione con l’omologo ufficio della Questura di Forlì.
Il Deposito, contenente numerosissimo materiale militare, tra cui due contenitori lanciarazzi, è stato sottoposto a sequestro al fine di una più approfondita analisi delle strumentazioni ivi contenute.
L’operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Procura di Torino ha interessato le Procure di Forlì, Novara, Busto Arsizio, Pavia e le locali DIGOS delle Questure che sono state dirette dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione-UCIGOS. Le indagini sono ancora in corso.

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