Progetto BiciclAbile Torino, parte il recupero delle biciclette abbandonate

Una parte delle due ruote andrà ai servizi sociali e sanitari per essere impiegata in attività di reinserimento di persone in difficoltà

polizia_municipale_torino-300x225Prendere biciclette abbandonate dal deposito della Polizia municipale, portarle in officina e riparare freni, oliare catene, regolare cambi, eliminare la ruggine dai telai ed effettuare tutti quei piccoli interventi che servono a metterle di nuovo in strada pienamente funzionanti.
Poi, una volta rimesse a posto, una parte delle due ruote andrà ai servizi sociali e sanitari per essere impiegata in attività di reinserimento di persone in difficoltà, mentre un’altra sarà rivenduta e il ricavato usato per finanziare BiciclAbile: un progetto della Direzione Politiche sociali della Città di Torino che offrirà a disabili l’opportunità di lavorare al ricondizionamento delle bici senza più proprietario.
L’iniziativa ha ottenuto questa mattina il via libera dall’esecutivo di Palazzo Civico, che ha approvato una deliberazione presentata dal vicesindaco Elide Tisi, di concerto con gli assessori Giuliana Tedesco (Polizia municipale) ed Enzo Lavolta (Ambiente). “Riparare biciclette abbandonate – spiega il vicesindaco Elide Tisi – diventa un’occasione d’esperienza lavorativa per disabili inseriti nei centri diurni comunali L’Orologio, El Duende, Artemista e Casa di Zenzero, offrendo loro l’opportunità di dare un contributo utile all’interno di un contesto socializzante”.
Due tecnici volontari, artigiani titolari di un negozio e di una officina di riparazione, metteranno a disposizione la loro attrezzatura, il loro tempo e le loro competenze per insegnare ai ragazzi disabili a riparare una bici malfunzionante e a ridarle un aspetto curato in ogni dettaglio. “Il progetto BiciclAbile – aggiunge Tisi – consente di recuperare, senza costi per la Città, biciclette che potranno essere donate a persone in situazione di particolare difficoltà, come i senza dimora che frequentano i dormitori cittadini, e a chi riceve sostegno dai servizi territoriali o da organizzazioni di volontariato”.