Radioattività Alpi Piemonte, persistono gli effetti della fuga radioattiva del 1989

I risultati dello studio sono stati pubblicati ieri dall’ARPA Piemonte.

 

Continuano le analisi sulla radioattività del territorio piemontese, dopo gli sconcertanti risultati delle rilevazioni sulla fauna.

 

Secondo lo studio di Arpa Piemonte, anche la flora che si trova sui rilievi a nord/ovest del Piemonte (Parte delle Alpi Cozie, le Graie e parte delle Pennine) presenterebbe livelli elevati di Cesio-137, elemento radioattivo e dal lunghissimo tempo di decadimento (circa 30 anni).

 

A soffrire di più di questa “infezione”, la cui origine è presumibilmente la fuga radioattiva di Chernobyl, sono i prodotti caseari, come il latte vaccino di alpeggio e quello caprino. Tuttavia, spiega l’ARPA, i valori di Cesio presenti sono di 500-1000 volte inferiori alla quantità di rischio per l’essere umano.

 

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Di Redazione