Riconsegna stendardo rubato Pecetto, oggi la cerimonia

Carabinieri-300x199I Carabinieri della Compagnia di Chieri e la Polizia Municipale di Pecetto hanno ritrovato uno stendardo del Comune di Pecetto. Il manufatto era stato rubato tra il 1975 e il 2002 dalla sede di una società del tiro a segno di Pecetto. Oggi, martedì 22 luglio alle ore 10.30, nel Comune di Pecetto, lo stendardo ritrovato sarà ufficialmente riconsegnato nelle mani del Sindaco di Pecetto.

 

L’atto costitutivo della società del tiro a segno Pecettese in località Tavolazzo, trova riscontro in un decreto emanato da Carlo Emanuele III il 18 novembre 1735. L’attività di esercizio nel tiro a segno è durata fino al 1975, anno in cui la struttura si è trasformata nella “Società Cooperativa Bocciofila Tavolazzo”, mantenendo al suo interno tutti gli arredi e beni già appartenuti alla disciolta società di tiro. Da allora numerose sono state le gestioni legate al gioco delle bocce con interruzioni e riaperture, per fino alla definitiva chiusura della struttura nell’anno 2012. Dall’inventario, spesso privo di riscontri oggettivi, sono stati rinvenuti numerosi oggetti antichi: trofei, arredi, documenti storici, armi e munizioni risalenti ai primi dell’800. Mancava, però, uno stendardo del Comune di Pecetto risalente al 1614.  Al fine di ritrovare il manufatto, i Carabinieri, su impulso del Sindaco di Pecetto T.se, in collaborazione con la Polizia Municipale, hanno avviato le indagine che hanno permesso di rintracciare lo stendardo a Sarzana (SP). Le indagini hanno portato ad una casa d’aste di Sarzana (Sp), dove nella vendita del 16 febbraio 2013 vi era uno stendardo ricamato su seta bianca con stemma al centro recante bandeau con iscrizione “Comune di Pecetto” e dicitura “Società dei Tiratori  Pecettesi” con negli angoli effigi di uccelli tra racemi.

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Il manufatto è un importante opera storica per il territorio; in esso è raffigurato il primo stemma della Comunità di Pecetto, risalente al 1614, e con ogni probabilità ne rappresenta la raffigurazione più antica tutt’ora esistente; infatti la sua realizzazione è da attribuirsi tra le fine del ‘700 e gli inizi dell’800.

 

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Massimiliano Rambaldi