Sequestro GdF mobilificio Beinasco, accuse di truffa e bancarotta fraudolenta

GDFLe Fiamme Gialle hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso in via d’urgenza da Valerio Longi, magistrato inquirente della Procura della Repubblica di Torino, ponendo i sigilli ai locali della sede di un mobilificio di Beinasco. Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino aveva già in corso mirati approfondimenti investigativi, quando sono iniziate a pervenire numerose querele nei confronti dell’azienda.

 

I finanzieri del Gruppo Orbassano avevano infatti acquisito informazioni circa numerosi inadempimenti da parte del mobilificio che, nel frattempo, pur mantenendo la medesima sede e sostanzialmente il medesimo personale dipendente, sarebbe stato oggetto di una sospetta cessione ad altra società, variando la denominazione sociale in una molto simile alla precedente.

 

La quasi totalità degli acquirenti non avrebbe saputo della cessione dell’azienda, ritenendo di avere rapporti con sempre la stessa realtà. Progressivamente parte del personale sarebbe stato licenziato o si sarebbe dimesso, mentre la nuova proprietà si preparava a chiudere i locali. Il tutto a danno dei clienti che avrebbero corrisposto cospicui acconti (mediamente il 30% del prezzo concordato) senza ottenere la fornitura pattuita, ricevendo giustificazioni via via sempre più evasive e poco plausibili fino al blocco totale dei centralini. Dalle denunce pervenute, nonché dai riscontri effettuati, anche sul web, sarebbe emerso che gli acquirenti, dopo aver visionato il mobilio in esposizione, si sarebbero accordati su un prezzo (di acquisto, trasporto e montaggio) di per sé competitivo, ed al momento della firma del contratto, allettati dalla promessa di ulteriori benefici economici (maggiori sconti o maggiori arredi o prestazioni), avrebbero corrisposto considerevoli acconti, peraltro in contanti o con assegno, ma non avrebbero ricevuto, alla data prevista, alcun pezzo di arredamento o ne ricevevano solo una minima parte.

 

Le ipotesi di reato ipotizzate nei confronti degli indagati sono la truffa e la bancarotta fraudolenta. Gli investigatori invitano chiunque sia stato coinvolto nella vicenda a rivolgersi agli uffici della Guardia di Finanza di Orbassano.

 

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Massimiliano Rambaldi