Situazione Embraco Riva di Chieri, venerdì nuovo tavolo di confronto

Venerdì 3 novembre alle 17 in Regione, si terrà il tavolo di concertazione convocato dall’assessore al Lavoro Gianna Pentenero.

Spiraglio sulla vicenda Embraco, l’azienda del gruppo Whirlpool che negli scorsi giorni ha annunciato di non voler rinnovare i contratti di solidarietà degli oltre 500 dipendenti dello stabilimento di Riva Presso Chieri e dove lavorano anche persone che abitano tra Nichelino e comuni limitrofi. Venerdì 3 novembre alle 17 in Regione, si terrà il tavolo di concertazione convocato dall’assessore al Lavoro Gianna Pentenero. L’annuncio è stato dato dal sindaco di Chieri Claudio Martano durante il Consiglio comunale di ieri sera – lunedì 30 ottobre – al quale hanno partecipato una rappresentanza dei lavoratori oltre al sindaco di Riva, Livio Strasly, e a quello di Nichelino Giampiero Tolardo, accompagnato dall’assessore al lavoro Fiodor Verzola e dalla consigliera Marta Marando. Amministrazione nichelinese che poco prima del consiglio era andata a fare visita ai lavoratori in presidio, davanti all’azienda. A rischio 537 lavoratori provenienti da Chierese e Torinese (135 solo a Chieri, 40 da Riva, 112 da Torino, 20 da Villanova D’Asti, dati Fiom) tra cui anche 25 nichelinesi.
Nella mattinata di lunedì il sindaco di Riva, Livio Strasly, è stato ricevuto in azienda per discutere la situazione con i vertici. Alla riunione non sono stati però accolti i rappresentanti sindacali, che hanno protestato in Consiglio.
“Siamo stati invitati in azienda per un colloquio. Non me la sono sentita di portare con me le rappresentanze dei lavoratori, ma non ci sono segreti – spiega Strasly – L’azienda si è mostrata aperta al dialogo e ci è stata data disponibilità a partecipare ai tavoli con Ministero e Regione e valutare ammortizzatori sociali. Noi lavoreremo al massimo delle nostre possibilità e domani (martedì) invierò una lettera ai sindaci dei Comuni coinvolti in virtù dell’incontro di oggi”.
“A Nichelino ci sono 25 famiglie che rischiano di non veder rinnovato il contratto di solidarietà e la  perdita di 537 posti di lavoro è una ricaduta gravissima per tutto il territorio – ha rimarcato Tolardo – Le dinamiche delle multinazionali non sono di facile gestione poiché prevedono lo stanziamento di finanziamenti che non sempre vengono usati a sostegno dei lavoratori. Siamo disponibili a sollecitare la Regione e portare il tema a livello nazionale”.
Preoccupati Daniele Barbuto, Fiom, e Silvano Zaffalon, Uilm: “È da 14 anni che andiamo avanti con ammortizzatori sociali e investimenti della Regione, il prossimo settembre scade il triennio mobile e moltissime famiglie rischiano di rimanere a reddito zero poiché entrambi i coniugi lavorano all’Embraco, senza contare tutti i lavoratori dell’indotto – spiegano – Il lavoro c’è e il nostro livello di produttività è tra i più alti, ma pesano i costi. Ci vogliono politiche reali altrimenti l’intento è quello di trasferirsi in Slovacchia”, dove l’azienda produttrice di compressori per frigoriferi ha già trasferito parte delle lavorazioni.
Intanto prosegue il presidio permanente di fronte ai cancelli e lo sciopero a scacchiera di due ore al giorno dei lavoratori, ponte di Ognissanti compreso, mentre la politica cerca di dare il proprio supporto. Due gli Ordini del giorno a sostegno dei lavoratori (Pd e Lista Per Chieri) discussi durante il Consiglio chierese, mentre la Capogruppo di Forza Italia Rachele Sacco ha proposto la convocazione di un Consiglio comunale aperto alla presenza di tutti i sindaci “Per discutere della situazione a tutela della dignità dei lavoratori”.