Situazione ex Embraco Riva di Chieri, nuova destinazione per l’azienda

La ex Embraco di Riva di Chieri realizzerà con la Acc Belluno compressori per i frigo

La ex Embraco di Riva di Chieri realizzerà con la Acc Belluno compressori per i frigo. La nuova azienda si chiamerà Italcomp e produrrà sei milioni di pezzi all’anno. Secondo le stime sono salvi 700 posti di lavoro. Il piano del Ministero dello Sviluppo Economico, che prevede un investimento di 50 milioni di euro tra pubblico e privato, è stato presentato in prefettura a Torino dalla sottosegretaria Alessandra Todde. A Riva di Chieri la nuova linea di produzione sarà installata nel 2022, ai lavoratori sarà garantita nel frattempo la cassa integrazione e uno scivolo per chi vorrà lasciare.

«Accogliamo con favore la volontà del Ministero dello Sviluppo economico di un impegno pubblico diretto per risolvere le crisi della ex Embraco e della Wanbao ACC, entrambe realtà del settore dei compressori per frigoriferi colpite dalla crisi, ma chiediamo un tavolo unico con la partecipazione delle Regioni interessate che approfondisca piano industriale e investimenti necessari». Lo dichiara Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore degli elettrodomestici al termine dell’incontro dedicato oggi a Torino alla vertenza della ex Embraco. «Uno scenario strategico per un grande polo di eccellenza industriale, per la produzione di compressori di alta gamma con un progetto integrato», dice Antonio Spera, Segretario Nazionale dell’UGL Metalmeccanici.
«Questo progetto – dice Jessica Costanzo del Movimento 5 Stelle – parte dalla consapevolezza che la specializzazione è la chiave del successo dell’operazione e che d’ora in avanti si eviterà in ogni modo la competizione tra siti. Il cambio di paradigma molto apprezzabile: integrazione sarà la parola chiave, poiché si è visto che negli anni pregressi mettere uno contro l’altro siti che si occupano di produzione dei medesimi beni non ha portato a nulla di buono. La diversificazione è importante: occorre puntare sul know-how e sulle competenze dei lavoratori che dovranno comunque essere riaggiornate dopo lo stop di ben quattro anni per le note vicende. Salvare l’ex-Embraco è da sempre obiettivo del governo. Ora, per rispetto di tutti i lavoratori e delle loro storie, occorre mettere da parte ogni trionfalismo e concentrarsi finalmente su una seria politica industriale».
«Accogliamo con favore l’apertura di un tavolo che finalmente parla di politiche industriali e di investimenti pubblici e privati. Sono anni che i lavoratori ex Embraco aspettano un vero progetto di reindustrializzazione». Così Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom e responsabile elettrodomestico.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here