Stadio Filadelfia Torino, si riaccende la bagarre ma, sul futuro del progetto, ancora più ombre che luci

Si è riunita a Palazzo Civico la quinta commissione del Comune di Torino. Uno degli argomenti all’ordine del giorno è stata l’annosa questione della ristrutturazione dello Stadio Filadelfia, amatissima sede delle partite casalinghe del Torino FC dal 1926 al 1963 (nella foto, un ‘moncone’ delle tribune).

 

“FILA” ARGOMENTO CALDO… – La questione del Filadelfia è certamente di importanza rilevante. Così, per l’occasione, hanno presenziato alla riunione importanti membri del direttivo di Urbano Cairo e della Fondazione Filadelfia. Tra questi  Giuseppe Ferrauto (Direttore Generale della Cairo Communication), Luigi Chiabrera e Domenico Beccaria, rispettivamente presidente della fondazione e Responsabile del Museo del Grande Torino. Il Comune è stato invece rappresentato da Stefano Gallo, assessore allo Sport ed al Tempo Libero, e da Giuseppe Sbriglio, predecessore di Gallo ed ora consigliere.

 

…COME IL DIBATTIMENTO – Il dibattimento legato al Filadelfia è iniziato su toni movimentanti, con Gallo che ha faticato non poco a prendere la parola, interrotto da Cassiani, presidente della quinta commissione.

– L’assessore ha confermato la partecipazione del Torino FC al capitale previsto per la ristrutturazione (successivamente confermata da Ferrauto), con un contributo di non meno di un milione di euro.

– Dopodiché, Cassiani ha annunciato, leggendo una lettera scritta dal sindaco di Torino Piero Fassino, la conferma dello stanziamento dei tre milioni e mezzo di euro da parte del Comune, divisi sui bilanci di tre anni con la formula 1/1/1,5.

– Sempre nella missiva, il primo cittadino ha sottolineato l’augurio che la fondazione rispetti la consegna del progetto definitivo fissata al 15 maggio 2013; Chiabrera ha risposto in maniera affermativa, ma specificando la speranza che il comune dia la giusta importanza alla questione.

– Confermato anche il contributo della Regione, sempre di tre milioni e mezzo di euro.

 

OBIETTORI E PUNTUALIZZAZIONI – Il dibattito si è poi spostato e sono intervenuti prima Vittorio Bertola, del Movimento 5 Stelle, poi Domenico Beccaria.

– Il primo ha puntualizzato la mancata delibera sul fondo di dotazione, benché già messo a bilancio, mentre il secondo ha espresso scetticismo circa la lettera di Fassino. Questo, soprattutto a causa delle affermazioni precedenti di Gallo che, a gennaio, aveva sostenuto con lo stesso Beccaria che il mancato versamento dei fondi fosse causato dalla mancanza di un vero progetto per il “FIla”, benché il Comune non l’avesse richiesto esplicitamente.

– Gallo ha risposto per le rime a Beccaria, affermando come il Filadelfia sia sempre stato nei programmi del sindaco, ma che i fondi verranno stanziati solo dopo il momento del rilascio definitivo del progetto, cioé il 15 maggio 2013.

 

QUARANT’ANNI DI FATICHE/IL TENTATIVO DI PIANELLI – La volontà di ristrutturare il Campo Torino (così è anche conosciuto il FIiadelfia) risale al 1970, quando la neonata Società Civile Campo Torino presentò un progetto per convertire lo stadio in un moderno polivalente, dedicato all’allenamento della compagini granata.

– Dopo un lungo braccio di ferro con il Comune (in quanto il Filadelfia era stato intanto regolato come Verde Pubblico) e il ritardo della partenza dei lavori, nel 1973 l’allora presidente del Torino Orfeo Pianelli decise di fermare il tutto.

 

QUARANT’ANNI DI FATICHE/IL TENTATIVO DEL 1987 – Durante tutti gli anni ’80, il Fila rimase centro di allenamento delle compagini granata (semplicemente come stadio e non come polivalente come nell’idea di Pianelli ndr). Tuttavia, cominciarono ad emergere i primi problemi strutturali.

– Durante la presidenza Sergio Rossi, il Torino assunse l’ingegnere Francesco Ossola al fine di stimare le condizioni dello Stadio, gravi ma non irreversibili.

– Così, nel 1986, la SCC Torino richiese la concessione edilizia, ottenendola.

– Il progetto ricalcò quello di Pianelli, ma nell’ottica di una ristrutturazione più “fedele” all’originale, e perciò accettata anche dai “fedelissimi” Granata.

– Dopo un lungo iter burocratico, il 22 luglio 1970 venne dato l’ok per l’inizio dei lavori. Questi, per motivi non ancora precisati, non presero comunque mai il via.

 

QUARANT’ANNI DI FATICHE/IL DRAMMA DELLA DEMOLIZIONE – Dopo alcuni infruttuosi tentativi da parte di Roberto Goveani e Gianmarco Calleri, la situazione parve sbloccarsi nel 1995, quando Diego Novelli, ex-sindaco di Torino ed allora consigliere, riunì importanti personalità di Torino e formò una fondazione specifica volta alla ricostruzione dello Stadio Filadelfia.

– Dopo una serie di studi legati alla fattibilità dell’opera, nel settembre del 1995 venne presentato il progetto definitivo.

– Il progetto convinse e cominciarono i lavori, dapprima di demolizione. Malgrado la volontà della fondazione, nel biennio 1995-1997 che aumentarono i contrasti tra le parti.

–  Tutto questo, unito ad un eterno iter burocratico, fece perdere la pazienza a fondazione e Comune cosicché, dei lavori iniziali, non rimase che la barbara demolizione.

 

ED ADESSO? GLI ULTIMI SVILUPPI – A parte il tentativo della dirigenza Cimminelli nel 2004, bloccato dai famosi 573 emendamenti del consigliere dei Verdi Silvio Viale, non si sono più stati segnalati ulteriori tentativi di rilievo al fine di ricostruire lo Stadio Fliadelfia.

– Attualmente, la Società Civile Campo Torino si occupa di mantenere pulito ed in buono stato ciò che rimane della struttura, aspettando una soluzione concreta a questa infinita questione.

-Tuttavia, dopo i trascorsi, i tifosi diffidano fortemente da ogni tentativo del Comune circa la ricostruzione di questo importantissimo “monumento granata”, da preservare con ogni mezzo anche dagli sciacalli che, quattro anni fa, stavano per darlo in concessione ad un famoso consorzio alimentare, che ne avrebbe fatto un centro commerciale.

– Attualmente, non è chiaro quando la questione FIladelfia avrà fine. La riunione della quinta commissione odierna è servita a poco e la situazione rimane in un punto di stallo.

 

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Di Redazione

foto: wikipedia.it