Idee per cene romantiche: come stupire il partner con i fiori commestibili

La bella stagione è una buona occasione per preparare prelibatezze culinarie… a base di fiori. Sì, avete capito bene, se l’abbinamento vi sembra un tantino ardito e pensate ancora ai fiori in mezzo ai prati, dovrete presto ricredervi. Non tutti sanno, infatti, che i fiori d’acacia, il glicine o i denti di leone (solo per dirne qualcuno) sono deliziosi da gustare e, se sapientemente preparati, possono diventare l’ingrediente principale di una cena fantasiosa e romantica, dal successo garantito.

 

I FIORI EDULI – Esistono circa 50 specie differenti di fiori eduli, o commestibili. Alcuni senza saperlo li consumiamo già (è il caso di carciofi, fiori di zucca, cavolfiori e zafferano). Altri, invece, di derivazione a volte più esotica, siamo più propensi ad immaginarli in un giardino o all’interno di un vaso;

– Non è difficile trovarli all’interno di comuni supermercati, nel banco frigo e chiaramente Sono coltivati a scopo alimentare, senza l’utilizzo di sostanze chimiche e pesticidi, lontano da smog e traffico cittadino

– In alternativa, è possibile acquistarli anche online, sui siti internet specializzati nella vendita di fiori eduli;

– Per conservare intatti il profumo e la consistenza, chi volesse coltivarli in casa deve coglierli al mattino presto, maneggiandoli ovviamente con estrema delicatezza: si tratta sempre di fiori.

– Più nel dettaglio, gli eduli piccoli e senza gambo devono essere conservati all’interno di sacchetti di plastica, mentre quelli con gambo vanno bene anche in vasetti di acqua. Per evitare l’appassimento dei petali è, inoltre, necessario separarli dalla corolla e dal gambo;

– Una volta colti, i fiori commestibili devono essere lavati e asciugati come una normale verdura. Prima di “cucinarli”, il consiglio è quello di sciacquarli con attenzione in acqua fredda e tamponarli con un panno pulito e inodore.

 

I FIORI DA METTERE IN TAVOLA – Scopriamo ora alcuni fiori perfetti per dare un tocco di originalità alle nostre ricette, festeggiare una ricorrenza speciale o stupire il partner con una cenetta davvero indimenticabile:

 

– Begonia. Si tratta di una pianta molto diffusa, anche nelle zone caratterizzate da elevate temperature. Ne esistono circa 900 specie, ma solo i fiori della varietà tuberhybrida sono commestibili e si prestano bene alla preparazione di insalate, macedonie, sorbetti, gelati o dolci freddi estivi. Se uniti alla menta piperita, diventano un drink fresco e rigenerante, dal retrogusto acidulo come il limone;

– Borragine. Le sue foglie sono ideali per guarnire frittate o preparare contorni e ripieni. Quanto ai fiori, essi sbocciano più tardivamente rispetto alle foglie (in genere, fra giugno e luglio) e sono utilizzati per lo più in infusione per aromatizzare l’aceto, le tisane, ma anche per preparare interessanti wine cocktail. I fiori della borragine possono essere degustati anche crudi, in insalate fresche e dal sapore estivo;

– Calendula. Gode di numerose proprietà officinali (anti-virali, anti-settiche e anti-infiammatorie), ma in cucina questa pianta è apprezzata soprattutto per l’aroma spiccato, che sprigiona e che fa subito pensare allo zafferano. I suoi fiori possono essere utilizzati cotti o crudi per la preparazione di tutte le portate, dall’antipasto al dessert, incluse zuppe, minestroni e risotti;

– Dragoncello. Se nel frigorifero non ci sono ostriche né crostacei per rendere più calda l’atmosfera, niente paura perché questa pianta vanta un discreto potere afrodisiaco e, sin dal passato, viene utilizzata per insaporire carni e vivande;

– Garofano. I chiodi di garofano sono un condimento sano, che, diversamente dal sale, è capace di conferire sapore alle pietanze senza mettere a rischio il girovita. I suoi fiori sono, invece, dotati di una profumazione gradevole e delicata: una volta raccolti e dissecati, sono adatti per la preparazione di dolci, sughi e per accompagnare piatti di carne bianca o pesce. Con i chiodi di garofano si possono fare anche ottimi liquori, il “coronamento” perfetto per un pasto all’insegna della natura;

– Geranio. Il geranio è un buon astringente, diuretico, utile per le irritazioni alla gola e per l’ulcera allo stomaco. La varietà Robertianum, detto anche erba roberta, ma anche il geranio odoroso e quello di colore rosa sono ideali per aromatizzare dessert e dolci al cucchiaio, ma anche per bevande alcoliche come vini e liquori. Diversamente da quello che tutti credono, il profumo di questa pianta deriva per lo più dalle foglie che dai fiori;

– Lavanda. È un cespuglio perenne, che fiorisce dalla tarda primavera fino al mese di luglio. I suoi fiori, già molto apprezzati in erboristeria e in cosmetica, trovano spazio anche fra i fornelli, come contorno da abbinare a piatti di carne, formaggi e dessert. Se fatti essiccare e messi in infusione, possono diventare una bevanda delicata dalle proprietà rilassanti;

– Nasturzio. I suoi fiori, caratterizzati da colori intensi e vivaci, hanno un sapore leggermente piccante che ricorda la senape e possono essere degustati sia in infusione che freschi, in insalate e in abbinamento con carne o bresaola. Oltre a essere deliziosi, i fiori del nasturzio sono un vero e proprio toccasana per chi è raffreddato, soffre di calvizie o semplicemente ha difficoltà ad addormentarsi;

– Primula. Le primule si raccolgono nelle zone montane, nei prati e ai margini dei boschi. Di questa pianta si possono consumare sia le foglie (perfette in insalate, zuppe e salse) che i fiori (infusi nel vino e nei cocktail) e la radice (dona un aroma fruttato alla birra). Le primule si utilizzano anche in confetteria, candite o sotto forma di marmellata;

– Rosa. È il più noto fra i fiori eduli, ideale per una cenetta romantica a lume di candela. La sua funzione non è, però, solo decorativa: la sua essenza è ampiamente utilizzata in pasticcera, mentre, invece, i suoi petali hanno un sapore lievemente piccante e si prestano molto bene a insaporire secondi a base di carne;

– Yucca gloriosa. I suoi petali bianchi, spessi quanto invitanti, vengono utilizzati in insalate fresche oppure zuccherati come frittelle;

– Viola. I suoi fiori, da raccogliere fra aprile e settembre, si consumano spesso canditi o brinati, in dessert, insalate e confetture. Il consumo di viola apporta benefici all’apparato renale e, grazie alle sue proprietà anti-ossidanti, anche alla pelle.

 

BELLI DA VEDERE E ANCHE SANI, MA OCCHIO A NON ESAGERARE – Dal punto di vista nutrizionale, i fiori eduli sono poverissimi di grassi e ricchi di sostanze nutritive come minerali, proteine e vitamine (A e C);

– Malgrado ciò, non bisogna abusarne perché potrebbero scatenare una reazione allergica, soprattutto nei soggetti più sensibili e vulnerabili;

– Sono fortemente sconsigliati alle donne incinte e ai soggetti che soffrono di allergie e attacchi d’asma;

– Non bisogna, infine, commettere l’errore di credere che tutti i fiori siano ugualmente buoni da mangiare: oltre a non essere commestibili, alcune varietà sono, infatti, anche velenose.

 

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Di Redazione

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