Intervista a Carmine Appice Cactus, il batterista italo-americano presenta “Tightrope”

Carmine Appice presenta l'ultimo disco dei Cactus che promette di stupire a colpi di rock e di blues

Un doppio ritorno per questa domenica di marzo 2021. Su CronacaTorino ritorna il batterista italo-americano Carmine Appice (nella foto, seduto vicino ai compagni di band) che ci parla del nuovo disco dei Cactus “Tightrope”.
Un viaggio tra rock e blues di cui davvero non ci si stanca mai.
Ecco cosa ci ha raccontato:
Ciao Carmine e bentornato su CronacaTorino, come stai? Questo virus ha cambiato completamente la nostra vita. Come stai attraversando questo periodo?

Ciao, Cià. Beh, mi sono trasferito in Florida. Ho uno studio a casa mia. Sto ripubblicando su Modern Drummer Publications tutti i miei libri sulla batteria per tutto il mondo. Ho dovuto anche fare video nel mio studio per le promozioni di Amazon.
I libri escono in diverse lingue, compreso l’italiano, e quindi ci è voluto tempo. Sto registrando un album strumentale che si chiama “Energy Overload” con Fernando Perdomo. Con i Vanilla Fudge stiamo lavorando a una canzone che si intitola “Stop in the Name of Love” (Supremes song). È l’ultima registrazione che Tim Bogert ha fatto prima di morire.
E ovviamente c’è stato il mixaggio di “Tightrope” con i Cactus, disco registrato durante la “pandemoniac”. Io però ora sono stato completamente vaccinato.
Cosa devono aspettarsi i fan da questo nuovo capitolo dei Cactus?
Considero questo disco come uno dei migliori, se non proprio il migliore, tra quelli che i Cactus hanno fatto fino ad oggi. Ottima esecuzione, ottime canzoni, ottima produzione. Ci sono alcune delle migliori parti di batteria che abbia mai registrato con i Cactus.
Il nostro nuovo chitarrista poi è un musicista fantastico e ci sono anche due canzoni con Jim McCarty!
C’è una canzone a cui sei particolarmente legato?
Ne ho due. Primitive Touch e Tightrope, ma sono tutte veramente Cactus!
Gli anni passano, ma la musica dei Cactus non invecchia mai. Qual è il vostro segreto?
È rock basato sul blues. Il blues e il rock esistono da oltre 60-70 anni. Alla gente piace ancora e anche per noi è così. Quando qualcosa è rock lo siamo anche noi. Adoriamo suonare questa musica…
Ai Cactus si sono aggiunti due nuovi elementi. Cosa hanno portato Paul Warren e James Caputo alla band?
Hanno portato una nuova energia e grandi idee musicali. Paul ha prodotto l’album con me. Ha grandi orecchie e molta esperienza nella produzione che ha davvero aggiunto qualcosa in più. Entrambi hanno aggiunto grandi idee per la composizione delle canzoni.
La pandemia ti ha ispirato in modo diverso?
No, dovevo semplicemente mescolare il tutto in un modo diverso tramite Internet. Ma era comunque un qualcosa che già avevo fatto prima.
Progetti per questo 2021?
La canzone dei Vanilla Fudge uscirà, si spera, il 7 giugno 2021. Poi c’è l’album dei Cactus con relativo video.
Non manca poi Carmine Appice & Fernando Perdomo con un l’album strumentale “Energy Overload” e relativo video. C’è anche il mio 25esimo anniversario Guitar Zeus BOX set con 4 LP, 3 CD bootleg e molto altro ancora. Inoltre l’uscita di tutti i miei libri didattici.
Spero poi un tour per Cactus-Vanilla Fudge alla fine dell’anno, da settembre a dicembre.
C’è un artista con cui vorresti lavorare?
Mi piacerebbe lavorare di nuovo con Joe Bonamassa… Stavamo per fare qualcosa nel 2006 prima che la sua carriera esplodesse. Si tratta di un qualcosa di incompiuto per me…
Siamo italiani. Hai ricordi speciali legati al nostro Paese?
Amo l’Italia… Il cibo, ovviamente, ma anche il Colosseo e tutti gli edifici storici. Le persone sono sempre fantastiche il tempo è stato sempre bello. Gli italiani sono un grande pubblico per cui suonare.
Ultima domanda: un messaggio per i tuoi fan italiani
Vorrei ringraziare tutti i nostri fan che ci hanno sempre supportati. Continuerò a fare buona musica finché le persone apprezzeranno e acquisteranno la musica. State al sicuro e rimanete in salute. Cià! (A. Gazzera)

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