Intervista a Milton McDonald, lo storico collaboratore dei Take That si racconta

Il chitarrista Milton McDonald racconta la sua incredibile carriera tra Mick Jagger, i Take That e un pezzo di Italia con la nostra Gianna Nannini

Il chitarrista Milton McDonald è un musicista che negli anni ha saputo creare una carriera ricca di collaborazioni. Dall’album di Mick Jagger ai Take That passando per la collaborazione con Jeff Lynne ELO e la nostra Gianna Nannini. Una storia che continua e che non vuole assolutamente fermarsi. Ecco cosa ci ha raccontato:
Ciao Milton, cominciamo parlando di te.
Quando hai deciso che saresti diventato un musicista?
Ero molto giovane. A sei anni prendevo lezioni di piano, ma lo strumento non mi diceva molto e odiavo fare pratica. A 10-11 anni ho preso in mano la chitarra ed è stato subito amore.
Hai lavorato con tantissimi musicisti con la stessa passione e successo. Ci spieghi il tuo segreto?
La passione è il segreto. Non c’è una formula magica per spiegare perché piace un artista o una canzone, ma non c’è nemmeno un qualcosa di scientifico per misurare la buona o la cattiva musica. Spero di aver trattato tutti gli artisti e tutte le canzoni con lo stesso rispetto. Non ho dubbi che la passione nell’esibizione possa portare a un livello più alto una canzone e aiutarla a connettersi con il pubblico.
Nel 2001 hai lavorato con Mick Jagger. Com è stato lavorare con lui?
Come un sogno che si avvera. Ho passato due giorni in uno studio musicale a Parigi con Mick e con il mio amico Matt Clifford. Abbiamo lavorato sulle canzoni dell’album ed è stato veramente affascinante assistere al processo creativo di un musicista del suo calibro.
Mick ha lavorato con così tanti musicisti di fama mondiale che credo nulla possa impressionarlo! Il miglior consiglio di Matt è stato “Prova a non suonare come Keith!”. Un qualcosa che sembra più difficile di quanto sembri, ma basta che Mick apra bocca per cambiare tutto
Dal 1993 lavori con i Take That. Come è nata la collaborazione tra voi?
Avevo già lavorato con Mike Stevens, che è il direttore musicale dei Take That, su alcuni progetti agli inizi degli anni 90 e quindi sono stato fortunato a essere nei paraggi. Certo, non avrei mai immaginato di lavorare con loro per quasi 30 anni.
C’è un momento particolare di questi anni che ti rimarrà impresso nel cuore?
Tanti bei momenti… Ho una memoria terribile per quello che riguarda date, dettagli e istanti. Penso, comunque, che se dovessi scegliere ti direi il primo show dell’Ultimate Tour del 2006 a Wembley. L’accoglienza del pubblico fu davvero pazzesca e ne fummo tutti davvero stupiti.
E cosa ci racconti della collaborazione con Jeff Lynne? C’è una canzone in particolare che ti piace suonare degli ELO?
Non è facile crearsi e mantenere una carriera come musicista professionista.Certo, hai bisogno di molte abilità e della giusta attitudine, ma alla fine è importante avere un po’ di fortuna. Non ho mai sottovalutato o dimenticato quanto sono stato fortunato nell’avere la possibilità di lavorare con Jeff Lynne. In questa fase della mia carriera è stata certamente la ciliegina sulla torta.
Ci sono tantissime canzoni degli ELO che ho sentito crescendo ed è impossibile scegliere una preferita. Forse “Telephone Line” perché con l’inizio di tastiera la reazione del pubblico è sempre la stessa: un sospiro universale di amore e perdita. Immagina scrivere una canzone che possa fare quello. Mi piace molto anche “Rockaria”, questo perché mia moglie, Melanie Lewis-McDonald, la canta magnificamente dal vivo!
Progetti per il futuro?
Non guardo troppo avanti vista la situazione del mondo. Tra maggio e giugno ci sarebbero dovuti essere alcuni concerti in Europa con Gianna Nannini, ma con questo caos chissà quando saranno possibili… Ho dei concerti con ELO nei prossimi mesi e spero di lavorare con Gary Barlow nel 2021. Sempre se ce lo faranno fare…
C’è un musicista con cui ti piacerebbe collaborare?
I musicisti con cui avrei sempre voluto collaborare sono David Bowie e Stevie Wonder. Mi piacerebbe lavorare con Glenn Hughes, ha una voce pazzesca e il suo basso è qualcosa di veramente potente.
Se dovessi mettere in piedi una sorta di “Band dei Sogni”… Chi ci sarebbe con te?
Dipende dal giorno in cui me lo chiedi. Oggi:
Glenn Hughes Basso e voce
Ian Paice Batteria
Lachy Doley (Il mago australiano dell’organo Hammond)
Ma fammi la stessa domanda anche domani!
Ultima domanda: un messaggio per i fans italiani
Ho suonato spesso nelle grandi città italiane, ma è stato con il tour del 2013 di Gianna Nannini che ho capito quando sia meraviglioso il vostro Paese. Spero davvero di poterci tornare presto! (Alessandro Gazzera)
Foto: miltonmcdonald.com

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