Intervista ad Alan Silvestri, i 30 anni di “Ritorno al Futuro” celebrati a Castell’Alfero

Alan_Silvestri_2009Castell’Alfero ha celebrato i 30 anni della mitica saga “Ritorno al Futuro” con il suo cittadino più celebre: Alan Silvestri. Proprio il geniale compositore piemontese-americano ha composto le musiche dei film di Micheal J Fox regalando al mondo qualcosa di unico. Un vero e proprio genio musicale che ha saputo far emozionare generazioni con la sua musica tantissimi film tra cui: “Flight”, “Forrest Gump” e “Alla Ricerca della Pietra Verde”.

 

ALAN SILVESTRI – Nato a New York il 26 marzo 1950, ma di chiare origini italiane è l’autore delle musiche di film diventati cult come: Cast Away, Flight, Forrest Gump, Ritorno al Futuro e Polar Express.

– Un grande genio musicale con una marcata origine piemontese, la nonna Eugenia, infatti, era originaria di Castell’Alfero. Come tanti in quel periodo, scelse di emigrare in America in cerca di fortuna. Era il 1908 e proprio negli USA conobbe Giuseppe (Joseph) Silvestri, anche lui piemontese.

– I due si sposarono a New York, dove nel 1950 sarebbe nato Alan, ma il richiamo di casa e del Piemonte ha riportato a casa il loro discendente.

 

RITORNO AL FUTURO E MOLTO ALTRO – Negli incontri promossi a Castell’Alfero abbiamo avuto modo di rivolgere al maestro Alan Silvestri alcune domande:

 

Parlando di Young Guns II… Lei ha lavorato con Jon Bon Jovi e lui non ha mai mancato di rivolgerle dei complimenti per il suo genio musicale

Davvero? Non lo sapevo, ma ne sono molto felice… All’epoca Jon mi chiese di arricchire una delle canzoni con degli archi e fu una bella esperienza. Ricordo che quando stavamo registrando lui entrò e le donne che suonavano tremavano per l’emozione… E’ una vera superstar!

 

Parlando della sua carriera: c’è un regista con cui le piacerebbe collaborare?

Uhm… Quando vado ad un cocktail party parlo con chi vuole parlare con me… Non inizio una conversazione con chi non vuole farlo… Nel mio lavoro non sono io a chiamare i registi, ma sono loro a farlo con me.

Io ho bisogno di essere indirizzato dal regista… Sono un artista che deve dare il meglio ed è il regista che deve guidarmi nella mia performance… Quindi, come le spiegavo prima, non ho la necessità di andare e parlare con qualcuno… Chi vuole lavorare con me mi chiama e parliamo.

 

Parlando invece di Ritorno al Futuro… Ha mai avuto il sentore, mentre lavorava sul film, che “Ritorno al Futuro” non sarebbe stato un semplice film, ma qualcosa di più? E aggiungo: si sarebbe mai aspettato tutto questo impatto?

No, assolutamente no. Quando si lavora sulle musiche di un film e si presenta poi il prodotto per l’anteprima gli effetti speciali non sono completi e sulle stesse musiche c’è ancora da lavorare… Quindi non c’è modo di capire come il film verrà recepito….

Ricordo la prima anteprima di “Ritorno al Futuro”… Era ad inviti e nella sala vi erano 600 persone circa… Nessuno sapeva quello che avrebbe visto, ma alla comparsa dei nomi di Steven Spielberg nei titoli di testa il pubblico impazzì e fu così anche quando apparve Robert Zemeckis e tutta la compagnia… Fu pazzesco!

Dopo averlo visto ne amai ogni singolo momento e ogni singola scena, la trama trattava di amore, amicizia e di temi attuali sempre, ma per risponderle in maniera veloce alle sue domande… La risposta è no, solo la storia ci ha potuto dire quanto è diventato importante “Ritorno al Futuro”.

 

C’è una scena che ha maggiormente stimolato la sua creatività musicale?

Nel primo “Ritorno al Futuro” mi ha colpito la scena dell’orologio. Ero davvero elettrizzato quando ho dovuto lavorarci e metterla in musica perché era una delle parti più importanti dell’intero film.

Sono sicuramente le parti più difficili quelle che, una volta messe in musica, danno la maggiore soddisfazione.

 

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Alessandro Gazzera, Antonella Mastria

Foto: wikimedia.org