Intervista a Darryl Way Curved Air: “Vi presento Underworld”

Darryl Way, membro fondatore dei Curved Air, presenta la sua nuova opera visionaria "Underworld"

X-Gate - Sviluppo software e servizi
darryl-wayMusicista di talento e creativo, ma soprattutto fondatore di una band leggendaria e innovativa come i Curved Air. Questo è quanto si porta nel curriculum una leggenda come Darryl Way, ma non mancano esperienze soliste che hanno arricchito e fatto conoscere un musicista straordinario. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente e ci ha raccontato la sua storia.
Buongiorno Darryl, quali sono le novità sul pianeta Darryl Way?

Sono concentrato sulla promozione di “Underworld”. Ci sarà anche una bella recensione su e delle news sui numeri di agosto e settembre di Prog Magazine
Hai lavorato con tanti musicisti con la stessa passione ed un grande successo… Qual è il tuo segreto?

Sono stato fortunato nel lavorare con musicisti con le stesse prospettive e stili musicali simili come Sting e Gary Brooker. Non ci sono segreti, ma solo il lavorare in contesti simili… Nel caso di Sting condividevamo lo stesso manager: Miles Copeland.
Parliamo di Underworld a Rock Opera. Da dove nasce l’ispirazione per questo tuo nuovo lavoro?
La mitologia greca mi ispirò molto per il mio album “Myths Legends and Tales” e più in generale la trovai un territorio molto fertile. Dopo quel lavoro volevo impegnarmi in un grande progetto ed il primo pensiero fu un adattamento del “Prometeo Liberato” di Shelley, ma si rivelò essere davvero qualcosa di troppo grosso da realizzare.
Iniziai in seguito a pensare ad un riadattamento del mito di Orfeo e Euridice inserendomi in un contesto storico che ben conoscevo: gli anni 70. Così Orfeo è diventato una rockstar, Persefone è la proprietaria di un nightclub dove si vende droga e quello che finge Euridice è una fatale tossicodipendenza.
Porterai in Tour questa tua Opera?
Speriamo di andare in scena a Londra per la fine dell’anno o per inizio 2018. Il tutto sarà diretto da Steven Berkoff.
Dopo questo progetto… Che cosa riserva il futuro?
Non ti so proprio dire… Credo sia ancora troppo presto per pensare al “dopo”.
Hai avuto la possibilità di lavorare con Ian Anderson… Cosa ci puoi raccontare di quella esperienza?
Lavorare con Ian Anderson è stato un vero piacere… Lui è un amico e una persona che ammiro molto. Parlando di quel periodo: Ian è un vero perfezionista e ci volle molto prima che fosse davvero contento della musica.
Qualche possibilità di rivederti con i Curved Air?
Sì, ma probabilmente solo in Inghilterra.
C’è un musicista con cui ti piacerebbe collaborare?
Mi sarebbe piaciuto lavorare con Keith Emerson, ma non è possibile… Ed è davvero triste…
Qual’è, secondo te, il miglior album su cui hai lavorato?
La più grande sfida su cui ho lavorato è stato l’album di Sting con l’Orchestra Sinfonica di Londra. Anche se, onestamente, sono molto orgoglioso di “Underworld” perché è una combinazione di musica e teatro.
Il più bel momento della carriera?
Condurre l’Orchestra Sinfonica di Londra per l’album di Sting.
Un messaggio per i lettori?
Continuate a sostenere la musica avventurosa, innovativa e sincera… Altrimenti tutto ciò che ci sarà lasciato è la musica che tende solo verso il basso. Pace e Amore per tutti!
Foto: Darryl Way