Intervista a Marco Giovino, l’anima italiana della musica di Robert Plant

DSC_0696L’energico e talentuoso batterista, che in Italia abbiamo imparato ad apprezzare con Robert Plant, non nasconde la sua italianità e il suo genio attraverso una musica davvero mai banale.

– Nato a Boston, ma con sangue italiano nelle vene ha scelto di raccontarsi a Cronacatorino tra presente, passato e un nuovo cd con Robert Plant.

 

Ciao Marco e grazie per questa intervista. Cominciamo parlando del tuo ultimo lavoro con gli Winger, ne sei soddisfatto?

Beh direi di sì… Anche se tutto quello che ho fatto su questo album è stato suonare maracas e tamburi in alcune canzoni. Kip è un mio caro amico e lo avevo stressato molto per permettermi di suonare qualcosa in questo album.

 

Com’è stato lavorare con la band?

Ho solo lavorato per inserire le mie parti su tracce già esistenti. In studio c’eravamo solo io e Kip, ma ho poi avuto modo di conoscere anche la band… Sono tutti ragazzi fantastici e musicisti di talento.

 

Hai lavorato anche con Robert Plant. Parlaci di questa esperienza…

Mi sono piaciuti i due anni in cui ho lavorato con Robert. E’ sicuramente un personaggio e un genuino amante di tutti i tipi di musica. Il mio “momento preferito” della collaborazione con lui è stato quando incontrai la mamma e la sorella di John Bonham. Alla fine sono andato in Inghilterra a suonare e registrare il disco di Deborah Bonham, “Spirit”. E’ stato uno sballo!

 

Ma come hai cominciato a suonare la batteria?

Avevo circa 12 anni quando ho iniziato a battere su pentole, tegami, contenitori di farina d’avena, scatole di cartone e in fondo tutto ciò con cui potevo ottenere dei suoni. Tuttavia la batteria era costosa e i miei genitori non sapevano se io volessi realmente suonare questo… Ci sono voluti anni prima che finalmente mi comprassero un set completo. In realtà però fu mia nonna ad avere un grande ruolo nella vicenda comprandomi il rullante l’anno prima…. Avevo 15 anni e finalmente arrivò una batteria completa!

 

Tornando alle tue esperienze, com’è stato scrivere la colonna sonora di un film come Stand Up Guys? In Italia ha avuto un buon successo

E ‘stato fantastico. Jon Bon Jovi è stato molto gentile e ha suonato e cantato dal vivo con la band con cui avevamo lavorato. Non credo che il film sia andato bene qui, ma mia moglie ed io lo abbiamo guardato e mi è piaciuto. Christopher Walken è uno dei miei attori preferiti e mi piacciono in genere tutti i film dove recita.

 

Domanda difficile: Il miglior album su cui hai lavorato?

E’ davvero difficile rispondere a questa domanda perchè ho alcuni lavori che mi piacciono e tutti per motivi diversi. Ho bellissimi ricordi di Deborah Bonham e del disco “Spirit”, ma anche di  “Love, Lessons & Lies” che ho prodotto e scritto con Kylie Harris.

Proprio di recente ho lavorato con due artisti “sconosciuti”: John Flanagan dall’Australia e Hayley Reardon da Boston MA. Penso che entrambi sono davvero talentuosi e hanno una carriera brillante davanti a loro.

Mi è piaciuto lavorare con Norah Jones sul suo disco, “The Fall”. E ‘stata una grande esperienza. E’ una vera artista e tutti gli altri musicisti che hanno suonato in quelle regiustazioni erano grandi persone e grandi musicisti. Lavorare con loro è stato speciale. Inoltre, il record di Robert Plant “ancora essere uscito” è abbastanza buono.

 

C’è un particolare artista con cui ti piacerebbe collaborare?

Ci sono alcune persone con cui mi piacerebbe lavorare, ad esempio Feist, Tom Waits ed Eric Clapton. Avrei tanto voluto suonare con Lucio Dalla. Un mio amico dall’Italia mi ha suonato alcune canzoni e mi sono piaciute molto.

 

Chi ha influenzato maggiormente la tua musica?

Ho subito alcune influenze in passato. Al momento ce ne sono davvero tanti di ispiratori, eccotene qualcuno; Earl Palmer, Papa Jo Jones, Roger Hawkins, Art Blakey, Elvin Jones, Alan Dawson, Levon Helm, Jim Keltner, Andy Newmark, Chick Webb, John Bonham, Keith Moon, Fred Below, Freddie Staehle, John Boudreaux, e tanti altri .

 

La domanda più ovvia, forse, arriva adesso: Cosa ne pensi dell’Italia?

Sono stato in Italia 4 volte e la amo. Mi sono sentito a casa appena sono sceso dall’aereo. Se potessi fare una vita oltre la batteria sposterei nel Bel Paese la mia famiglia.

 

Piatto preferito?

Quando mia nonna era in vita adoravo le sue lasagne. Potevo anche mangiare qualcosa con salsa di pomodoro 3 volte al giorno e non mi stufavo. Poi seguita da un cappuccino e canoli.

 

Progetti per il futuro?

Attualmente sono il direttore musicale di Tom Jones qui negli USA e devo dire che è uno degli incarichi più belli che mi siano capitati. E’ una piccola band e suoniamo principalmente canzoni blues, R&B e folk… Principalmente la musica delle radici americane… Canta meglio che mai in questi giorni. E, sta riuscendo a cantare le canzoni che amava e con cui è cresciuto.

Penso anche di lavorare sul prossimo album di Kip Winger e, come ti accennavo prima,  con il chitarrista Buddy Miller abbiamo registrato e scritto un nuovo disco con Robert Plant. Ma non so quando uscirà.

 

Sport preferito?

Amo l’hockey e la mia squadra preferita sono i Boston Bruins. Sono anche un grande fan di baseball… La mia squadra? Boston Red Sox!

 

Cosa fai nel tempo libero?

Ho una figlia di tre anni di nome Carmen Maria. La maggior parte del mio tempo libero consiste  nel giocare con trenini, dinosauri, puzzle o hockey con lei. Mi piace anche ristrutturare vecchie batterie. Così, quando riesco a trovare il tempo, rimetto in condizioni di suonare vecchi tamburi.

 

Un messaggio per i nostri lettori?

Sono molto orgoglioso della mia italianità. La famiglia di mia madre arriva dalle isole Filicudi e la famiglia di mio padre da Napoli. Anche se sono nato in America, mi considero italiano. Gli italiani sono molto appassionati di quello che fanno…. Sono orgogliosi del loro lavoro e di se stessi. Mi piacerebbe davvero vivere in Italia. E’ il paese più grande della Terra.  Vi lascio il mio indirizzo mail info@marcogiovino.com.. Se qualcuno volesse farmi domande o sapere qualcosa di più sulla mia musica…. Beh vi risponderò con piacere!

 

Ciao Italia! Tanto amore!

 

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Alessandro Gazzera

Foto: marcogiovino.com