Intervista a Oliver Wakeman, il tastierista si racconta a CronacaTorino

Oliver Wakeman si racconta: dal lavoro con gli Yes ai più recenti progetti musicali, ma anche la grande passione per l'Italia

wakeman1Musicista di talento e creativo, ma soprattutto ex tastierista di una band come gli Yes e di molte altre band. Questo è quanto si porta nel curriculum Oliver Wakeman, ma non mancano esperienze soliste che hanno arricchito e fatto conoscere un musicista straordinario. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente e ci ha raccontato la sua storia.
Ciao Oliver, comincio chiedendoti: Quali novità sul pianeta Oliver Wakeman?

Sono stati anni molto pieni, ma stranamente non ho fatto uscire nulla di mio come materiale. Sto lavorando ad un progetto su larga scala che è davvero vicino alla sua completezza, ma davvero non posso dirti molto. Spero di annunciarlo presto e credimi si tratta di un qualcosa di davvero eccitante!
Ho suonato anche con tantissimi musicisti che mi hanno commissionato dei lavori e devo dirti che è stato molto divertente. Ho lavorato anche con l’artista Rodney Matthews… Ne è uscito un album di canzoni basate sui suoi lavori. Rodney è un grande batterista e aveva scritto parecchia musica, ma aveva bisogno di un tastierista per un canzone. Il progetto è stato divertente, poi io e Matthews avevamo già lavorato insieme in passato… Lui, infatti, è stato il creatore della copertina dell’album “Jabberwocky” che scrissi con Clive Nolan.
L’altro progetto su cui sto lavorando al momento è una rielaborazione del mio primo album “Heaven’s Isle”. Ho realizzato solo in questo periodo che è stato scritto ben 20 anni fa ed è stato pazzesco, ma anche un po’ spaventoso pensare che ormai suono e registro canzoni da oltre 20 anni ormai.
Sono anche da poco diventato un endorser per la Dexibell Piano ed ho anche fatto una dimostrazione con loro all’inizio di quest anno e ho suggerito al brand manager inglese, Mike Roissetter, il desiderio di lavorare sul mio primo album registrando con una tastiera Dexibell. Ha subito pensato fosse una bella idea e ora stiamo lavorando proprio a questo. Dettagli su come ordinare questo album ci saranno su: www.oliverwakeman.co.uk
Speriamo, inoltre, di organizzare uno bello show per la fine dell’anno dove suonare l’intero album con Dexibell.
Hai lavorato con tanti musicisti con la stessa passione ed un grande successo… Qual è il tuo segreto?
Non lo so! Ho sempre dedicato tempo a imparare sempre di più per migliorare il mio stile nel suonare. Ho sempre provato molto con tutti quelli con cui ho lavorato per capire pienamente quello che mi veniva richiesto per poi lavorare ancora più duramente per consegnare il tutto. Questo è qualcosa di intelligente sia per un lavoro con un musicista indipendente o quando impari la scaletta di una band come gli Yes.
Penso che questo abbia permesso a molti artisti di apprezzare il mio lavoro e quello che posso fare…. Quindi quando mi richiamano per lavorare insieme è molto gratificante. Sono veramente grato di poter lavorare con musicisti incredibili come Chris Squire, Trevor Rabin, Steve Howe, Papà, Gordon Giltrap, Peter Banks, John Wetton, ​A​rjen ​L​ucassen​, ​Jon Anderson, The Strawbs, Bob Catley e così via…
L’esperienza con gli Yes è stata davvero incredibile… Cosa ci puoi dire?
È stato davvero molto divertente e mi ci sono volute circa tre settimane per imparare una scaletta di tre ore e mezza. Ho anche creato una nuova apparecchiatura per la tastiera per lo show ed essere pronto in breve tempo per le prime 31 date del Tour.
Tutto è andato molto bene e dopo circa 5 spettacoli ci siamo sentiti una band, infatti mi ricordo di Chris che mi disee che credeva che non esistesse canzone che io non potessi suonare. Mi ricordo bene di quel momento e credo sia stato uno dei complimenti più belli che ho ricevuto nella mia carriera…. Anche perché la musica degli Yes è molto difficile!
Ho suonato con gli Yes per tre anni anni: 150 concerti, 3 continenti e molti paesi…
Sono davvero grato per l’esperienza che ho vissuto. Posso dirti che i fans sono stati incredibili e mi hanno accolto benissimo nella band…
Ricevo ancora oggi email, messaggi e tweets dove la gente mi dice quanto ha gradito la mia presenza nella band e che vorrebbero fossi ancora con loro… È davvero bello!
Qual è stato il miglior momento con la band?
Ce ne sono alcuni, ma ricordo lo show al Mohegan Sun Casino negli USA quando siamo riusciti ad essere una grande band con uno show strepitoso. Ricordo anche il concerto del 4 luglio, dove abbiamo suonato con Peter Frampton davanti a tante persone, ma non so esattamente quante ce ne fossero, ma ho potuto vedere che erano tantissime ed è stato pazzesco.
Mi sono anche divertito molto nel girare in Europa, durante il tour 2009, su un autobus dove Chris e io passammo ore a parlare della band e delle nuove strade da prendere. Lo conobbi dal lato umano in quel tour ed ora è un ricordo davvero speciale.
Ci sono tanti ricordi sui vari tour che potrei andare avanti per ore… Forse potrei scrivere un libro!
Hai suonato in due band dopo tuo padre. È difficile, come figlio, subentrare e suonare lo stesso strumento?
Sì e no. Io sono io e certo ho lavorato con molti musicisti e band con cui ha lavorato papà. Sono onorato di questo, ma soprattutto che siano stati loro a chiedermi di suonare… Non ho mai chiesto io di lavorare e non ho nemmeno mai molestato nessuno per ottenere un lavoro.
Può essere difficile però, perché papà è un musicista incredibile e devi lavorare duramente perché ha impostato un livello musicale davvero alto. Anche le aspettative delle altre persone sono alte, ma mi piace perché questo ha fatto di me un musicista migliore.
C’è stato un modello che ti ha ispirato?
Papà è la risposta più ovvia e mi diverte sempre la sua musica. Sono stato anche un grande fan di Jon Lord sin da quando ero bambino ed ho ancora la pelle d’oca ascoltando il suo lavoro con l’organo sui classici album dei Deep Purple come Who We Think We Are.
Mi è piaciuto molto anche il lavoro degli Styx e mi hanno davvero ispirato a scrivere canzoni interessanti con passaggi musicali intelligenti piuttosto che sempre lunghe tracce prog. Ritengo ancora “Grand Illusion” come uno dei miei album preferiti di tutti i tempi.
Parlando della Oliver Wakeman Band… A quando un nuovo album? C’è la possibilità di vederti in Italia?
Ho scritto un nuovo album per la band, ma il nuovo progetto che sta per partire e “Heaven’s Isle Revisited” stanno prendendo molto del mio tempo e non penso che riusciremo a farlo uscire per il 2017. Forse sarà per il prossimo anno, se tutto va bene.
Sono sempre in contatto con i ragazzi e Paul Manzi.
Ho incontrato Paul all’O2 quando ho suonato con papà per il suo King Arthur Concert. Sfortunatamente siamo entrambi impegnati e ho bisogno che tutto sia programmato e preparando per dare la migliore possibilità per tutto.
Suonare in Italia… Amo suonare da voi e spero di tornare presto. Ho suonato con gli Yes e gli Strawbs e ho adorato ogni momento di quei concerti. Spero di tornare verso la fine di quest anno e magari di portare il progetto Heaven’s Isle. Forse prima o poi tornerò anche da solo e con materiale nuovo!
C’è un musicista con cui ti piacerebbe collaborare?
Ce ne sono tantissimi… Spero che il progetto che ti spiegavo prima mi permetta di realizzare diversi dei miei sogni! Credo sia meglio se non te li menziono qui… Altrimenti questo articolo diventerà eterno.
Progetti per il futuro?
Ho sempre tante idee su cui voglio lavorare… Dopo i progetti di quest’anno c’è l’album della band e poi forse un seguito all’album di 3 Ages of Magick sarebbe divertente. Niente come una tastiera libera può esprimere al meglio la creatività!
Un messaggio per i nostri lettori
Ho tanti ricordi affascinanti del periodo trascorso in Italia e i fans italiani sono stati così accoglienti con me, quindi li vorrei ringraziare per il sostegno. Spero anche che i tuoi lettori si godano anche il nuovo progetto! I musicisti come me contano veramente sui meravigliosi sostenitori della musica “reale” e sono sempre grato per le opportunità che mi permettono di trascorrere il mio tempo a lavorare. (A.G.)
Foto in evidenza: Hugues Bergevin
Foto interna: Robert Knight

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