Miracle on Ice, il film sulla storica impresa della nazionale americana di hockey

Sports_Illustrated_Miracle_on_Ice_coverSi avvicinano le Olimpiadi di Sochi in quella Russia patria dell’hockey su ghiaccio e che seppe dominare i giochi olimpici per tantissimi anni. Un dominio interrotto dagli USA il 22 febbraio 1980 con la vittoria per 4 a 3 nota a tutto il mondo come “Miracle on Ice”.

 

– L’episodio, noto a tutti gli amanti dello sport, ha dato origine ad una sorta di leggenda e al film “Miracle” con Kurt Russell del 2004.

 

IL FILM – La pellicola racconta tutte le vicende della squadra americana di hockey su ghiaccio alle Olimpiadi di Lake Placid del 1980.

– La storia racconta di un gruppo di giocatori delle università americane guidati dal coach Herb Brooks, interpretato magistralmente da Kurt Russell.

– Il viaggio che ci propone il regista Gavin O’Connor ci fa entrare nelle storie che accompagnano tutti i giocatori ed il dramma che si vive quando si viene scartati prima di un così grande evento.

 

LA PARTITA – Attraverso un percorso incredibile i ragazzi di Brooks e di Craig Patrick (Noah Emmerick) arrivano al tanto sospirato scontro con l’Unione Sovietica.

– Non è mai facile rappresentare una partita di un qualsiasi sport, ma in questa occasione il regista ci fa scoprire non solo i momenti della semifinale sportivi, ma anche il gioco di emozioni e paura che accompagna gli atleti.

– In un misto tra orgoglio americano e biografia dei vari personaggi il film è piacevole e mai banale. Un vero e proprio cult per gli amanti dello sport.

 

I RAGAZZI DI BROOKS – Come detto precedentemente, il film analizza le storie e gli stati d’animo dei personaggi e vale la pena di spendere alcune parole sui giocatori degli USA e dell’URSS.

– La storia di rinascita del portiere statunitense Craig, interpretato dal bello di Friends e CSI NY Eddie Cahill, si incastra con quelle di Mike Eruzione e degli altri ragazzi prima rivali e poi uniti nel formare una leggenda sportiva che vive ancora oggi.

– Menzione finale per i russi, le facce dopo la partita e quella di Tretiak durante rappresentano perfettamente quello che significava perdere una simile partita. Il regista, forse, vuole lasciar presagire quello che sarebbe poi stato il lento decadere dell’URSS in ambito sportivo e politico.

 

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Alessandro Gazzera

Fonte: http://sportsillustrated.cnn.com/