Il percorso scolastico ideale per diventare avvocato

Durante l'università si acquisisce un ampio background, dalle origini del diritto fino alla sua dimensione internazionale, apprendendo anche il linguaggio giuridico e soprattutto l’arte dell’argomentazione

Spesso si dà per scontato quale sia il percorso formativo di un avvocato. Una scelta che in alcuni casi inizia proprio in fase di iscrizione alle superiori. A differenza dell’università, però non esiste una scuola secondaria di secondo grado univoca. Pertanto, si può optare per: il liceo delle scienze umane indirizzo economico sociale, incentrato sullo studio del diritto e dell’economia che fornisce le prime nozioni basilari, o il liceo classico o scientifico. In questo caso l’approccio verso le materie economiche giuridiche è minimo, tuttavia una tale scelta ha in sé un grande vantaggio: acquisire un ottimo metodo di studio.

L’università, primo step verso la professione legale

Il primo step verso la professione legale è certamente rappresentato dalla facoltà di giurisprudenza nel suo percorso quadriennale. In questa “fase”, lo studente acquisirà un background ampio che spazia dalle origini del diritto fino alla sua dimensione internazionale. Gli esami sono strutturati al fine di garantire l’acquisizione di un linguaggio giuridico e soprattutto l’arte dell’argomentazione.

Nel cercare di scegliere quale sia l’opzione più valida, lo studente si troverà spaesato. Alla luce di questo annus horribilis dettato dalla pandemia da Coronavirus, una valida opzione è data dall’università Unicusano che offre un percorso di studi giuridici avanzati. Questo ateneo si distingue dalle altre università telematiche per le sue metodologie, che rispondono sempre alle esigenze dello studente. È possibile, infatti, seguire le lezioni da casa oppure in presenza, è inoltre sempre garantita la presenza di un tutor didattico che segue lo studente nel suo percorso di studi.

La pratica forense

Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, il laureato dovrà svolgere la pratica forense presso uno studio legale di uno o due avvocati, chiamati dominus, che risultino iscritti da almeno 5 anni all’albo professionale degli avvocati. Se la vostra passione riguarda un settore di nicchia del diritto non preoccupatevi, perché prima di tutto è importante acquisire le nozioni pratiche basilari del processo civile, penale o amministrativo che vi serviranno sempre.

La durata della pratica forense è di 18 mesi durante i quali il praticante avvocato dovrà redigere atti e partecipare ad udienze. A far data dal 28 settembre del 2018 gli iscritti presso i diversi fori dovranno inoltre frequentare anche un corso di formazione di 160 ore. In alternativa è possibile:

– partecipare alla Scuola di Specializzazione. In questo caso Unicusano ha attivato da poco questa scuola della durata di 12 mesi.
– della stessa durata sarà possibile svolgere il tirocinio presso l’Avvocatura dello Stato, o l’Avvocatura Distrettuale dei Comuni o altri enti pubblici, o presso gli uffici giudiziari.
– 6 mesi di praticantato in uno studio legale in un altro Paese dell’Unione Europea.
– 6 mesi di tirocinio durante l’ultimo anno di corso di laurea, ove vi siano convenzioni tra l’università e l’ordine forense.

Dopo questo periodo di formazione pratica è necessario sostenere l’esame di abilitazione alla professione forense. Un esame di Stato che dura tre giorni e prevede un parere di diritto civile, un parere di diritto penale e a scelta un atto tra civile, penale o amministrativo.
Coloro che supereranno lo scritto dovranno sostenere l’orale, al cui superamento si è abilitati.

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