Spesa a casa, la pandemia favorisce il boom del settore

Farsi recapitare la spesa a casa: un tempo era una comodità. Oggi, una (quasi) necessità, favorita dall’esplosione della crisi pandemica e, purtroppo, da ciò che ne è scaturito in termini di isolamento e distanziamento sociale

Se fino a non troppi mesi fa la spesa a casa costituiva un servizio gradito a una nicchia sostanzialmente minoritario di cittadini italiani, l’esplosione dell’epidemia da nuovo coronavirus è anche coincisa con l’esplosione delle richieste. Richieste che, fortunatamente, sempre più operatori si stanno attrezzando a soddisfare con le loro proposte qualificate.

La spesa a casa con Sitly

Un esempio eccellente in tal senso è quello proposto da Sitly, già tra i massimi leader del servizio di babysitting in ambito europeo, che ha recentemente scelto di ampliare il proprio ventaglio di proposte andando a permettere alle persone anziane, a quelle che appartengono ai lavori in prima linea durante l’emergenza o, più in generale, a tutti coloro i quali ne abbiano bisogno, di poter usufruire di una spesa a domicilio. Ma come funziona?

Il servizio è evidentemente molto semplice, e bastano pochi secondi per poterlo gestire in maniera coerente. E’ infatti sufficiente iscriversi a Sitly e, una volta avuto accesso (gratis) alla piattaforma online, cercare le persone che offrono la possibilità di portare la spesa a casa, poiché si sono rese disponibili – mediante lo stesso servizio – a fare da “aiuto spesa” nella propria zona di competenza.

Una volta individuata la persona che potrebbe fare al caso proprio, si potrà contattarla direttamente, organizzare una video chiamata e, di conseguenza, cercare di concordare i dettagli sui giorni e sugli orari di consegna e, ovviamente, sulle condizioni di pagamento.

Per quanto concerne il crescente numero di persone che si stanno rendendo disponibili sulla piattaforma per poter portare la spesa alimentare (e non solo, si pensi ai farmaci) a casa, risulta piuttosto chiaro che in questa prima fase di lancio del servizio una nutrita schiera sia rappresentata dalle babysitter.

Ricordiamo infatti come Sitly sia tra i leader italiani ed europei nel babysitting, e come dunque in buona parte siano le stesse babysitter (meno occupate, considerato che spesso i genitori dei bimbi ora sono a casa in modalità smartworking o in altre forme di assenza dal luogo di lavoro) a popolare la piattaforma online.

Il servizio è già attivo in Italia

Precisiamo infine che il servizio è già attivo nel nostro Paese, dove Sitly – dopo esser stato fondato nel 2009 in Olanda – è presente fin dal 2013.

Ricordiamo anche che la registrazione alla piattaforma per la fruizione di tutti i servizi, e che il motore di ricerca integrato permette di effettuare le proprie indagini più approfondite, grazie ai filtri che possono consentire una migliore scelta sulla base del criterio territoriale, dell’esperienza, della disponibilità e delle referenze dimostrabili.

Il servizio di spesa a casa, oltre che in Italia, è stato presentato con successo in altri 10 Paesi dove il gruppo opera (tra cui Spagna e Belgio), e che presto sarà lanciato anche in Brasile.

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