Stabilità 2017: arriva la proroga per Ecobonus e ristrutturazioni

Una proroga fino al 2021 per interventi di ristrutturazione e risparmio energetico della casa, e agevolazioni condominiali; di seguito tutte le info

euroÈ arrivata ufficialmente la proroga alle detrazioni che spettano in seguito a interventi di ristrutturazione o interventi volti a garantire il risparmio energetico della propria abitazione. Dopo voci e smentite, adesso le modifiche alla Legge di Stabilità 2017 sono ufficiali, andiamo quindi ad analizzarle

Ecobonus fino al 2021 anche per i condomini

Stando alla legge attualmente in essere, è data facoltà al cittadino che avesse realizzato dei lavori volti a ottimizzare il consumo energetico della propria dimora di recuperare, attraverso il cosidetto ecobonus, fino al 65% dell’importo totale pagato, sfruttando nei 10 anni successivi al pagamento una detrazione di imposta. Tale incentivo avrebbe dovuto terminare il 31/12/2016, per abbassare la cifra recuperata dal 65% al 36% nell’anno successivo (e andando quindi ad equiparare quella prevista per le ristrutturazione).

Proprio in questi giorni il governo è intervenuto prorogando fino al 2021 la detrazione al 65%. Le novità però non finiscono qui, dal momento che l’agevolazione in caso di interventi effettuati da condomini potrebbe salire fino a raggiungere il 75%

La revisione guarda inoltre con particolare attenzione verso tutti gli interventi volti a garantire o ad elevare la sicurezza delle strutture in caso di evento sismico. Le operazioni che rientrano in questa categoria prevedono infatti uno sgravio fiscale del 75%, che potrebbe negli anni futuri crescere fino all’80%.

Gli incentivi riguardano anche la ristrutturazione tradizionalmente intesa. Entrando più nel dettaglio, è data facoltà al soggetto di recuperare nei 10 anni successivi fino al 50% della spesa sostenuta tramire detrazione imposte. L’incentivo viene prorogato per un anno, insieme al cosiddetto “bonus mobili”, da sfruttare in concomitanza con il primo.

Incentivi sulle pompe di calore

In molti si chiedono se e come sia possibile far rientrare pompe di calore e condizionatori tra gli elementi “coperti” da questi incentivi, scopriamolo insieme. Per prima cosa chiariamo che gli incentivi non sono cumulabili, il soggetto dovrà quindi valutare quello più adatto al suo caso specifico, scegliendo tra incentivi per ristrutturazioni edilizie; bonus mobili; ecobonus. Nei primi casi ci troviamo dinnanzi ad una detrazione del 50%, nel terzo davanti ad una detrazione del 65%. Un ulteriore risparmio è legato alla possibilità, in assenza di termosifoni, di aderire alla tariffa elettrica D1.La revisione della bolletta, tuttavia, sarà a pieno regime solo nel 2018.

Cerchiamo ora di analizzare più nel dettaglio quali sono le detrazioni e quando è possibile richiederle. L’ecobonus, che come visto è una detrazione del 65%, può essere richiesto per tutti i condizionatori che agiscono sia come pompe di calore che come refrigeranti, che siano ad alta efficenza e che non vadano a rafforzare un presistente impianto di riscaldamento.

Al verificarsi di queste condizioni il 65% dell’importo viene portato in detrazione Irpef (ma anche Ires) e spalmato su 10 anni fino ad un importo detraibile massimo pari a 30.000 euro. La detrazione può essere richiesta sia per case che per aziende.

È possibile considerare la spesa per la pompa di calore come ristrutturazione qualora ci si trovi davanti a climatizzatori con pompa di calore anche non ad alta efficienza, come si legge sul sito specializzato  casa.affarimiei.biz. La quota che è possibile portare in detrazione è pari al 50% della spesa sostenuta per un importo massimo di 96.000 euro (cifra relativa quindi ad una spesa totale pari a 192 mila euro). Solo le persone fisiche, soggette quindi a regime Irpef, possono usufruire di questo incentivo, siano essi inquilini o proprietari. In questo, come per gli altri casi, sarà necessario sempre e comunque presentare documentazione relativa alle spese sostenute sia per l’acquisti del dispositivo, che per eventuali altre spese di impianto, progettazione o installazione.

Il bonus mobili invece può essere richiesto solo per condizionatori e pompe d calore di classe minima A+. L’importo portato in detrazione è di 10.000 euro massimo, che permettono di portare quindi in detrazione il 50% di una cifra massima di 20.000 euro. Solo le persone fisiche possono farne richiesta.

Alla luce di queste possibilità, vista la stagione in corso, sono in molto a valutare la possibilità di installare delle pompe di calore, che garantiscono ottimi risultati soprattutto se utilizzate in un ambiente con temperatura stabile.
(foto: Avij)