Thor: The Dark World, il ritorno in chiaroscuso del vendicatore asgardiano

In quell’enorme puzzle che è il Marvel Cinematic Universe, entrato nella sua Fase 2 con il recente Iron Man 3, e così come immaginato dalla mente del produttore Kevin Feige (e per questo ai più ancora imperscrutabile nella sua interezza e complessità), s’incastra oggi un nuovo tassello.

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Thor: The Dark World, seconda avventura del dio del tuono, che dopo l’anteprima esclusiva al Lucca Comics & Games dello scorso 2 novembre è ufficialmente sbarcato nelle sale nostrane a far incetta di Euro, sperando di detronizzare il re del momento Checco Zalone. Impresa titanica – visto che siamo in tema di deità – raggiungere le vette d’incasso dell’ex comico di Zelig per via della sua specificità tutta nostrana, ma sulla carta ha tutte le potenzialità per almeno scalzarlo dal primo posto (e, ad oggi, i dati parziali sembrano confermarlo), benché abbia poco tempo a causa dell’imminente ritorno dell’eroina tardo-adolescenziale Katniss Everdeen e del suo spirito di rivolta che invaderanno le sale con il secondo episodio di Hunger Games: La Ragazza di Fuoco il 27 novembre.

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Le premesse dell’operazione primo posto ci sono tutte, compreso il 3D che “gonfia” i risultati, anche se, nel suo complesso, il film non risulta completamente riuscito.

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Prescindendo dalla possibilità di riuscire a trovare una motivazione drammaturgica del villain di riferimento – qui è Malekith, padrone della stirpe degli Elfi Oscuri, interpretato da Christopher Ecclestone – che vada oltre i cliché e gli stereotipi di genere come “la distruzione del mondo”, “il ripristino del regno del caos2 (identica a quella del Joker nolaniano ne Il Cavaliere Oscuro, ma con implicazioni, sfaccettature e interpretazione di tutt’altro spessore), parte della debolezza del film si nasconde nelle pieghe e nei dettagli della sceneggiatura di Don Payne – in memoria del quale è dedicato il film – e Robert Rodat, in quei buchi narrativi che con un minimo di attenzione in più si potevano colmare senza inficiare la durata complessiva del film, nonché in una frammentazione – impossibile stabilire se già cercata in sceneggiatura oppure trovata in sala di montaggio – che fa spesso perdere quel ritmo e quel pathos necessari allo spettatore per sentirsi coinvolto nel mondo immaginifico da cui ha scelto di lasciarsi travolgere.

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Certo, lo spettacolo visivo è superbo, suoni e colori del film sono eccezionali, ma si sono perse alcune occasioni di portare la storia oltre la media di un classico di genere: si ride, e molto (alcuni siparietti sono esilaranti), per i fanatici Marvel la camaleontica “fuga” di prigione di Loki e Thor è un capolavoro di comicità meta-cinematografica, altri forse un po’ troppo sopra le righe, ma quando si deve scendere in profondità ecco che la terra rischia di franare sotto i piedi; avrebbe incuriosito molto un triangolo amoroso Jane Foster-Thor-Lady Sif, ma tutto si perde nell’attimo di uno sguardo di gelosia della guerriera asgardiana.

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Sempre ottimo il Loki di Tom Hiddleston, complesso ed ermetico, capace di rubare la scena al vero antagonista del biondo e muscoloso Chris Hemsworth, Malekith appunto, che non riesce mai ad intimidire, a mettere paura, a far credere di essere tutti in pericolo, poiché dopo aver tentato di distruggere Asgard vuole far lo stesso con la Terra; perché, oggigiorno, al cinema vince sempre il cattivo, e migliore è la sua personalità, più credibile sarà l’eroe che lo deve combattere, più interessante e coinvolgente la storia.

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In conclusione, il secondo episodio (regista è il serial-televisivo Alan Taylor) di Thor è un film d’intrattenimento che non ha la presunzione di voler essere qualcosa in più; un film per amanti del genere, per appassionati Marvel – anche se i geek e la fan base degli amanti dei fumetti potranno storcere un po’ il naso – che non vedono l’ora di scoprire che cosa quel grande puzzle ideato da Feige porterà tra qualche anno, o almeno nel medio periodo con l’atteso ritorno dei Vendicatori in Avengers: Age of Ultron nel 2015.

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Il cinema da Torino: Torino Film Festival 22 – 30 novembre 2013, il cinema come elemento cardine della rassegna

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Foto:wikipedia.org