Anika Nilles: “Un onore suonare con Jeff Beck”

La talentuosa batterista tedesca si racconta a CronacaTorino tra il tour e i progetti per il futuro

anika-nilles-onore-suonare-jeff-beck
Anika Nilles – credits Marius Mischke

CronacaTorino vi porta a conoscere la batterista della band di Jeff Beck in questo tour che toccherà anche l’Italia. Anika Nilles, dalla Germania, è un grandissimo talento capace di coniugare più generi e regalare emozioni.
Proprio Anika ci ha portato in questo viaggio tra l’esperienza con Jeff, la musica dei suoi Nevell e l’amore verso l’Italia. Ecco cosa ci ha raccontato:

Ciao Anika, come stai? Come sta andando il tour con Jeff Beck?
Sta andando decisamente bene, adesso abbiamo la parte europea di questo tour ed è bellissimo.

Quanto arricchisce suonare con musicisti del calibro di Jeff Beck, Johnny Depp e Rhonda Smith?
É un incredibile onore suonare con musicisti di questo calibro. Jeff ha visto i miei video che ho prodotto negli anni passati e mi ha contattata… Quanto è pazzesca un’opportunità così? Sono molto felice e Rhoda è davvero strabiliante. Lei ha suonato con Prince e lo senti che arriva dalla “scuola di Prince”. Sono davvero al top possibile.

C’è una canzone che ti piace suonare?
Sì, mi piacciono davvero tante canzoni del repertorio di Jeff. Se dovessi scegliere ti direi “You Know You Know” e anche una canzone del suo nuovo disco “The Death and Resurrection Show” che è una cover dei Killing Joke.

Parlando invece di te: Ci racconti la tua introduzione alla musica? Perché hai scelto la batteria?
Non direi che io ho scelto la batteria, ma piuttosto il contrario. Sono cresciuta con le batterie di mio papà intorno. Lui suonava nel tempo libero e ricordo lo strumento sempre come una parte integrante della mia vita.
Mi permetteva di sedermi allo strumento, io ero molto piccola, ma soprattutto ha riconosciuto il mio interesse e cercava di incoraggiarmi. Non mi ha mai forzata, ma è sempre stato tutto molto naturale.

Le tue prime influenze chi sono state?
I primi 15 anni in cui ho suonato direi che non ne ho avute. Suonavo più per divertirmi e non conoscevo la realtà del batterista dentro una band in un certo modo.
Poi decisamente sono stata influenzata dalla musica di Michael Jackson degli album “Thriller”, “Bad” e un po’ anche da “Dangerous”. I “Toto” sono stati una parte importante delle mie prime influenze e probabilmente sono stati loro a farmi interessare alla dimensione del batterista in una band.

“Opuntia” è il tuo ultimo EP ed è un lavoro decisamente notevole. Da dove arriva l’ispirazione?
Grazie, l’ispirazione è un qualcosa che arriva in modo diverso in varie parti. Quando scrivo una canzone non penso troppo alla batteria, ma alle armonie e come incastrare al meglio ogni cosa. Direi che un buon 70% comincia con lo studio delle armonie, ma certamente si comincia a volte anche con la batteria come protagonista.
L’ispirazione per “Opuntia” è arrivata dai viaggi prima della pandemia. Ho preso spunto da paesaggi, edifici, architetture, arte e colori che ho “collezionato” mentre viaggiavo. Si tratta di una cosa che faccio spesso e quando sono nel momento in cui voglio scrivere una canzone cerco di concentrare il tutto.
Durante la pandemia è stato un mix di parti che ricordavo e le sensazioni che provavo in quel momento.

Sei diventata un punto di riferimento per i giovani musicisti. C’è qualche consiglio che vorresti dare a chi vuole approcciarsi al mondo della musica?
Non c’è quel consiglio particolare. Credo che ci siano diverse cose che avrei considerato diversamente da giovane con la conoscenza che ho oggi. Allo stesso tempo dico che è importante essere sempre veri. Dovete scoprire quello di voi che vi definisce come musicista.
Trovate la vostra voce con il vostro strumento e non è affatto semplice. Si tratta di una sfida artistica, ma questo può riuscire a portarvi a essere unici. Certi musicisti ci riescono nella loro carriera, ma altri no e non riescono ad avere quel tocco unico nonostante magari una bella carriera. Io volevo essere io e ho lavorato su questo.

Sappiamo che sei anche un’insegnante di batteria. Cosa ti piace di più dell’insegnamento?
L’interazione tra me e gli studenti. Per me insegnare è dare e ricevere… Io porto la mia conoscenza, ma imparo anche tanto dai miei studenti. Anche solo parlare con loro mi arricchisce molto. In generale mi piace insegnare e trasmettere quello che ho imparato ai più giovani.

Progetti per dopo l’estate?
L’album dei Nevell è uscito alcune settimane fa, ma non abbiamo avuto l’opportunità di suonarlo dal vivo. In inverno abbiamo alcuni concerti per suonare le nuove canzoni. Scrivo costantemente nuove canzoni, ma soprattutto spero di scriverne sempre di più. Questi sono i piani direi.

Magari vedremo te e la tua band in Italia…
Forse, ci stiamo lavorando!

Come sai, siamo italiani. Hai qualche ricordo legato al nostro Paese?
Sì, certo. Ho diversi amici in Italia e in particolare c’è Marco Confetti che mi aiuta e organizza i drum camps nel vostro Paese. Ogni esperienza fatta è stata pazzesca perché ho sempre conosciuto persone stupende e gentili. Il cibo è meraviglioso, questo l’ho imparato subito, ma poi soprattutto Marco mi ha insegnato tante cose su di voi.

Un messaggio per i fans italiani
Spero che abbiate una bella estate e possiate godervi la vita. Speriamo di vederci di persona in Italia!
(Alessandro Gazzera)
Foto in evidenza: Jules Bartolome

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here