Intervista a Dom Martin: il Belfast Blues è arrivato su CronacaTorino

Chitarra e voce graffiante per una delle novità più interessanti giunte dall'Irlanda

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Credit Tony Cole

Era dai tempi di Rory Gallagher che dall’Irlanda non arrivava un artista così formidabile. Questa è stata una definizione spesso usata per descrivere quello che è, a tutti gli effetti, una delle novità più interessanti del panorama blues/rock europeo: Dom Martin.

Cresciuto nelle strade di Belfast (Nord Irlanda), è entrato nel business musicale a gamba tesa con la sua chitarra e la sua voce graffiante. Proprio Dom ha voluto raccontarsi a CronacaTorino tra gli esordi, il rapporto con il padre e la voglia di visitare presto l’Italia. Ecco cosa ci ha raccontato:

Ciao Dom, come stai?
Molto bene, grazie.

Novità sul pianeta Dom Martin?
Il mio pianeta è sempre in movimento ed è anche molto veloce. Sono stati sei mesi davvero molto intensi per me.

Come sta procedendo il tuo tour?
Sono appena stato in due Festival in Francia ed è stata davvero un’esperienza fantastica. Questa settimana, invece, suonerò a Bredene in Belgio e poi sarò al Texel Blues in Olanda. Dopo questo tornerò nel Regno Unito per iniziare il tour dedicato al mio nuovo disco. Questo viaggio andrà avanti fino a novembre quando farò quattro concerti con Erja Lyytinen.

Prima di parlare della tua carriera. Come nasce la tua passione per la musica? Cosa ti ha spinto a fare questo mestiere?
La musica era una presenza fissa nella nostra casa. Mio padre era un musicista davvero molto bravo che suonava nei club della zona. C’è una storia di quando ero piccolo: lui mi teneva occupato con una chitarra e io la prendevo a calci e la mordevo. Credo sia iniziato tutto da lì.

Quali furono le tue primissime influenze musicali?
Mio padre ha influenzato molto la mia musica. Quando ero ragazzo mi diede una cassetta di Rory Gallagher con “Blueprint” da un lato e “Live in Europe” dall’altro. L’ho ascoltata quasi fino alla morte! Ce l’ho ancora da qualche parte tenuta insieme dal nastro adesivo. Sempre mio papà mi fece ascoltare Bob Dylan, John Martyn, Nick Draek, Howlin’ Wolf, Muddy Waters e tanti altri.
Negli ultimi tempi, invece, ho scoperto Roy Buchanan. Lo adoro!

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Credit Will Carter

Come funziona il tuo processo creativo?
Spero che me lo possiate dire voi. La maggior parte della mia musica proviene dall’esperienza personale come persona che viveva in una casa dove le dipendenze da droghe e alcol erano routine. Mio padre ebbe i suoi problemi, era nato in una zona di guerra e fu trascinato dai suoi fratelli e dalle sue sorelle. I genitori morirono quando aveva 10 anni e non ha mai realmente avuto una possibilità. Quando sono in viaggio mi porto un taccuino e scrivo un sacco di roba che potrebbe essere utile.

Adoro la tua canzone “Here Comes the River”. Come nacque quella canzone? Da dove nasce l’ispirazione?
“Here Comes the River” parla di toccare il fondo. Non sai se sarai la stessa persona quando ne uscirai. Per me, fortunatamente, il meglio deve ancora arrivare e quindi questa non è una canzone triste che suona come un lamento, ma parla di vittoria e di una persona che rompe la sua personale catena.

Progetti per il prossimo futuro?
In questo momento sono davvero molto impegnato con il tour e quindi non ho progetti nell’immediato. Spero di tornare in studio nella prima metà del 2023, ma non posso fare promesse.

C’è un sogno che vorresti realizzare?
Ho sempre voluto che i miei figli iniziassero al meglio la loro vita e che avessero opportunità migliori di quelle che ho avuto io. Mi piacerebbe suonare di più in Europa e negli Stati Uniti. Fare musica è quello che faccio ed è tutto quello che so.

C’è un artista con cui ti piacerebbe collaborare?
Non ci ho mai davvero pensato. Sono il tipico ragazzo isolano, ma immagino che se arriva l’opportunità giusta la prenderò in considerazione.

Sei mai stato qui in Italia? Hai qualche ricordo collegato al nostro Paese?
Non ci crederai, ma devo ancora visitare l’Italia. Sono solo 4 anni che ho lasciato l’Irlanda per la prima volta e quindi non ho visto molti posti. Voglio però assolutamente venire lì da voi! Ho sentito grandi cose sugli appassionati di musica in Italia!

Ultima domanda: un messaggio ai fan e ai lettori
Ci sono molti followers italiani sui miei canali social e sono davvero molto grato di questo. Non vedo l’ora di venire in Italia a suonare per voi!
(Alessandro Gazzera)

 

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