Intervista a Bryan Beller, il bassista americano racconta una carriera di successi

401px-Bryan_BellerLo chiamano spesso e volentieri solo “il bassista”, ma questa definizione non basta a definire l’arte di Bryan Beller. Il geniale musicista di Charlottesville ha raccontato a Cronacatorino.it una carriera che lo ha portato a collaborare con una leggenda come Steve Vai, ma anche dei suoi Aristocrats.

 

Buonasera mr. Beller e grazie per questa intervista. Comincia raccontandoci quali sono le novità sul pianeta Beller

Sono in tour con gli Aristocrats in Nord America ora per il nostro nuovo album “Tres Caballeros”…. Suonare la nuova musica è una esperienza sicuramente molto intensa, ma anche divertente

 

Hai lavorato con tantissimi artisti con la stessa passione e con un grande successo. Qual’è il tuo segreto?

Cerco di fare quello che è meglio per la canzone ed essere solo “il bassista” è un qualcosa di opposto al cercare di suonare troppe note o mettersi in mostra. La chitarra e la batteria sono di solito molto impegnate nel nostro genere, quindi il mio ruolo è quello di porre le basi per far rendere al meglio cosa stiamo suonando. Sperando che il mio lavoro renda tutti felici!

 

Hai recentemente lavorato con James LaBrie… Come lo descriveresti?

Abbiamo in realtà registrato a distanza di recente, ma onestamente non abbiamo avuto molte occasioni per parlare…. Tuttavia è stata una grande esperienza e devo dire che è facile lavorare con James!

 

Cosa puoi dirci invece di Steve Vai?

Suonare e andare in tour con Steve è stata una grande esperienza. Lui è molto esigente ed è un musicista che pretende molto… Quindi bisogna suonare ad un livello alto e a volte anche in circostanze con composizioni davvero difficili.

Ho sicuramente migliorato la mia tecnica di lavoro e suono ancora meglio sul palco… Tutto questo grazie al tour con Steve Vai. E nessuno fa quello che fa lui! Suona una musica difficile, trovi tante parti difficili nelle sue composizioni, ma lui suona tutto questo e praticamente… Balla sul palco! È pazzesco!

 

Tornando a te… Cosa ci dobbiamo aspettare da “Tres Caballeros”?

Penso che questo album è dove si può sentire veramente il lavoro fatto in studio. Abbiamo utilizzato strati e sovraincisioni e creato tessiture sonore più ricche di prima.

I precedenti due album sono stati molto “raw trio” e a livello sonoro sono stati ottimi. Ma abbiamo voluto provare una nuova direzione, così abbiamo optano per uno “studio di produzione” questa volta. Il risultato è stato un terreno nuovo a livello creativo e spero possa piacere.

 

C’è un musicista con cui ti piacerebbe collaborare?

John Scofield! Michael Landau!

 

Qual’è, secondo te, il miglior album su cui hai lavorato?

Non so proprio dirlo…. Sono tutti molto diversi e unici! Però sono molto orgoglioso di Tres Caballeros!

 

Dove trovi l’ispirazione per le tue canzoni?

Cerco sempre di pensare a una storia, o ad un contesto che posso trasformare nel titolo della canzone. Ho scelto il titolo della prima canzone, e poi cerco di scrivere canzoni all’interno del contesto che quel particolare titolo mi da.

Ad esempio, “Texas Crazypants” parla di un incontro che ho avuto con una donna che mi ha accusato di aver picchiato la sua auto con il mio camion in movimento in un parcheggio di una stazione di gas in Texas. “Living The Dream” è sulla follia del viaggiare. “Cocktail Umbrellas” è su un party fuori controllo sul tour bus. “Through The Flower” parla della vulnerabilità. Così potrebbe essere qualsiasi cosa, davvero, ma cerco di essere specifico e di avere la musica corrisponde al significato del titolo del brano.

 

Cosa ne pensi dell’Italia?

Ottimo cibo, persone straordinarie, belle montagne… Tutte cose belle! Anche se a volte gli spettacoli iniziano in ritardo. (ride) Mi piace molto Aosta, una città del Nord di cui si parla davvero poco.

 

Ultima domanda: un messaggio per i fan italiani

Grazie mille per il vostro supporto! Non vedo l’ora di tornare in Italia con gli Aristocrats e Joe Satriani.

 

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Alessandro Gazzera

Foto: wikipedia.org