Intervista a Jann Klose, storia di un musicista fuori dal comune

Jann Klose racconta la sua storia musicale tra la bellissima canzone "Pilot Light" e i suoi progetti per il futuro

Prosegue il nostro viaggio per scoprire artisti incredibili. Jann Klose, nostro ospite di oggi, è uno straordinario musicista, attore e compositore che porta avanti la sua straordinaria e bellissima musica. Un vero cittadino del mondo cresciuto tra Kenya, Sud Africa, Germania e Ohio che, negli anni, ha collaborato con musicisti come Pat Benatar, Suzanne Vega e Rosanne Cash.
Oggi ci racconta del suo ultimo singolo “Pilot Light”, dei suoi primi passi nella musica e dei progetti per il futuro. Ecco cosa ci ha raccontato:
Ciao Jann, cominciamo parlando di te… Quando hai deciso che saresti diventato un guitar hero?

Wow! Questa è divertente… Non credo decisamente di essere un guitar hero! (sorride) La chitarra è stato lo strumento a cui ho sempre gravitato intorno. Prima di cominciare a suonarla, ne costruii addirittura una con i Lego. Corde di gomma e tutto il resto… Certo era tutto particolare in quel momento (ride)
Questo periodo ha cambiato drasticamente le nostre abitudini. Come lo stai passando?
Beh, è ​​stato un po’ come stare sulle montagne russe. Tutto sommato, però, devo dire che credo di aver sfruttato al meglio tutto questo periodo.
Avere del tempo libero, non viaggiando, è stato un regalo. Ho avuto la possibilità di mettermi in pari con la scrittura, la produzione, l’insegnamento e di cambiare anche la mia musica. I miei spettacoli li faccio su Zoom, ma sto lentamente iniziando a tornare a suonare dal vivo.
Qual è  stata la tua prima introduzione alla chitarra? Cosa ti ha influenzato talmente tanto da iniziare a suonare?
Guardare e ascoltare… Prince è l’artista che mi viene subito in mente. Quando l’ho ascoltato per la prima volta e poi l’ho visto esibirsi sono rimasto davvero colpito. Un sacco di classici americani e britannici Rock and Folk mi hanno poi attratto.
Parliamo di generi che hanno una scrittura e una registrazione molto incentrate sulla chitarra, giusto? Aggiungete a ciò i testi e il messaggio che avevano. Ho trovato perfettamente qualcosa in cui era facile identificarmi.
“Pilot Light” è davvero speciale. Com’è nata questa canzone?
Grazie! Ho trovato la melodia per il ritornello prima di mettere tutto insieme in una canzone.
I versi sono stati scritti durante una rottura usando la metafora di una “Luce pilota” che è una piccola fiamma che accende vecchie stufe a gas.
Ne avevo una nel mio appartamento di New York prima di rinnovarlo e dovevo sempre riaccenderla ogni volta che uscivo. Immagino che resti sempre con me. Quando ho suonato per la prima volta la demo a Gary, ha detto: “È una bella canzone!”. E quindi sapevo di avere qualcosa.
Sappiamo che hai perso il tuo manager Gary Salzman. Ti va di condividere un ricordo legato lui?
Mi manca. Le telefonate con Gary erano come saltare da un treno ad alta velocità. Era sempre pieno di idee e non ha mai avuto paura di non essere d’accordo con me! L’ho adorato. A volte ho dovuto lottare duramente per spingere un’idea e c’erano vittorie e sconfitte. Questo è ciò che ha reso speciale il legame tra noi.
Non stava cercando di rendermi felice, stava cercando (e lo ha fatto!) di rendermi più importante come artista e scrittore. A livello personale, siamo sempre stati bene perché era divertente da morire. Lui e il suo socio in affari presso la Big Management, Joe Koppie, erano come una sitcom.
Potevi essere nel loro ufficio di Broadway per una riunione e loro, dal nulla, potevano iniziare a scherzare su qualcosa e far ridere tutti. Entrambi sono di Coney Island, Brooklyn. Un paio di personaggi che solo la vita reale ti può dare.
“Love you the most” è diventata popolare anche qui in Italia. Com’è stato lavorare con Alicia Madison?
Sono così felice di vedere che questa canzone ha successo. Grazie! Alicia e io abbiamo scritto la canzone, insieme a Tony Grund, in un campo per scrittori di BMI a Cape Town in Sudafrica. Alicia e io siamo diventati amici  già dalla prima volta che ci siamo incontrati. Abbiamo riso molto durante la realizzazione del video musicale LYTM. È stato uno dei servizi più divertenti che abbia mai fatto. I video musicali possono essere noiosi e stressanti, ma noi due non riuscivamo a smettere di ridere. Anche lei è una grande cantautrice. È una delle scrittrici più veloci con cui ho lavorato.
Progetti per il futuro? Possiamo aspettarci un nuovo album?
Vedremo, sicuramente ci sarà un nuovo singolo presto.
C’è un musicista con cui ti piacerebbe collaborare?
Ce ne sono molti… I Daft Punk sono in cima alla mia lista. Così come Bonnie Raitt. Lo so, sono artisti molto diversi, ma cosa importa! Ci piace quello che ci piace.
Se potessi mettere insieme una sorta di “band dei sogni”, chi ci sarebbe?
Urca… Qualcosa sulla scia della band di Joni Mitchell nel tour “Shadows and Light”. Brecker, Pastorius, Don Alias, Lyle Mays, Metheny… Lo so, non tutti sono più qui ormai, ma la band era davvero pazzesca. Potrei rivedere quella performance ancora e ancora.
Personalmente, amo lavorare con musicisti che hanno un background culturale e musicale molto vario. Così imparo cose nuove.
Noi siamo italiani. Hai un qualche ricordo particolare sul nostro Paese?
Ho passato una settimana a Roma da ragazzino. Uno dei momenti più belli e memorabili della mia vita. Io amo Roma!
Ultima domanda: un messaggio ai tuoi fans italiani
Grazie mille per il supporto e l’amore che mi avete sempre dimostrato negli anni. Spero di poter suonare dal vivo per voi molto presto! (Alessandro Gazzera)
Foto: John Mazlish (https://jannklose.com/)

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