Intervista a Rebecca e Megan Lovell Larkin Poe, due sorelle e una splendida musica

Le due sorelle Lovell hanno voluto raccontare a CronacaTorino le origini della band che arrivano fino alla loro parentela con Edgar Allan Poe

Continuiamo il viaggio tra artisti giovani con una band dal nome molto particolare: Larkin Poe. Il gruppo, fondato del 2010 da Rebecca e Megan Lovell, ha dimostrato sin dalla sua fondazione di essere un intrigante mix tra rock, blues e bluegrass. Proprio le due sorelle Lovell hanno voluto raccontare a CronacaTorino le origini della band che arrivano fino alla loro parentela con Edgar Allan Poe. Un viaggio che prosegue con il nuovo disco “Self Made Man”(in uscita il 12 giugno) e il racconto di questo burrascoso periodo per il mondo intero. Ecco cosa ci hanno raccontato:
Buongiorno a voi ragazze, per prima cosa vi chiedo: cosa ci si deve aspettare dal vostro nuovo album “Self Made Man”?

Megan: Prima di tutto, siamo davvero contente che le persone possano ascoltare questo disco nella sua interezza. É stata una esperienza davvero gratificante creare questo album e siamo davvero fiere di tutto quello che è venuto fuori.
“Self Made Man” è nato durante un anno e mezzo di tour senza alcuna fermata che ci ha portate a suonare in tutto il mondo, quindi potete aspettarvi una energia come fosse suonato dal vivo.
C’è una canzone, di questo disco, che vi piace particolarmente suonare?
Megan: Ci piace molto suonare “Holy Ghost Fire”. Si tratta di una canzone che ha molta anima e audacia. Parla del potere curativo della musica e di come abbia la capacità di riunirci diversamente da qualsiasi altra cosa. Questo è il tipo di messaggio di cui abbiamo bisogno in questo momento!
Come nasce una canzone Larkin Poe? Da cosa arriva una ispirazione?
Megan: Rebecca è quella che scrive la maggior parte delle canzoni, quindi lascio a lei questa domanda. Sono davvero fiera del lavoro che fa.
Rebecca: Il processo di scrittura di questo album è stato qualcosa di liberatorio per me. Quando ho cominciato a scrivere a 16 anni ero consumata dalla mia singola prospettiva… Avevo bisogno di scrivere da uno spazio intensamente personale. Quando abbiamo iniziato a lavorare a “Self Made Man”, ho certato di fare un passo indietro e ho pensato a una scrittura con una prospettiva più ampia. Questo mi ha aperto un nuovo mondo. Ci sono tanti momenti di queste canzoni che non vedo l’ora di cantare con i nostri fans!
Nelle vostre canzoni si sente la vostra unione e tanti diversi stili, ma soprattutto una grandissima passione. Qual è il vostro segreto?
Rebecca: Siamo appassionate di molti generi musicali diversi e abbiamo sentito il bisogno di farli “esplodere” in questo disco. Il filone però per noi importante riguarda la musica che ha radici americane. Blues, bluegrass e americana sono la base prevalente delle nostre canzoni.
Siete una band giovane, ma avete già fans in tutto il mondo. Vi aspettavate questo successo?
Megan: Siamo davvero rimaste stupite dal grande supporto per la nostra musica. Abbiamo suonato in tantissime città dove non eravamo mai state con dei sold out! Un qualcosa che non smetterà mai di far battere i nostri cuori per la gratitudine.
Da dove è nato il nome Larkin Poe?
Rebecca: Larkin Poe è il nome del nostro bis-bis-bis-bisnonno. Abbiamo preso il suo nome come omaggio al nostro albero genealogico e alla nostra “sister connection”. Era anche un cugino del defunto e immenso Edgar Allan Poe, un qualcosa che aggiunge un certo interesse.
Questo virus ha costretto tutti a cambiare drasticamente le proprie abitudini, come state vivendo questo periodo?
Megan: Siamo appese a un filo anche noi come il resto del mondo. Quando tutto è iniziato, ci stavamo preparando per essere in tour per tutta la primavera, ma abbiamo dovuto fermarci e fare i conti con tutti i piani cambiati. Siamo chiuse nelle nostre case a Nashville e grate di essere in grado di connetterci con i fans, gli amici e la nostra famiglia grazie a internet.
C’è un musicista con cui vi piacerebbe collaborare in futuro?
Rebecca: Ci sono tantissimi musicisti incredibili con cui ci piacerebbe lavorare. Bonnie Raitt è la nostra eroina e saremmo davvero onorate se mai ci fosse la possibilità di lavorare con lei.
Il nostro giornale è italiano. Vi piace il nostro Paese?
Megan: Noi amiamo il vostro Paese! Abbiamo avuto l’incredibile piacere di vederlo con il nostro Tour negli anni passati e avremmo dovuto essere lì durante il prossimo mese. Purtroppo gli show sono stati spostati al prossimo anno, ma non vediamo l’ora di tornare da Voi.
Il vostro messaggio ai fans italiani?
Rebecca: Questi sono tempi difficili, ma siamo tutti uniti dal potere della musica. Speriamo che le canzoni che scriviamo possano essere un aiuto per le persone… Ecco perché siamo davvero impazienti di vedere pubblicato il nostro album “Self Made Man”. Non vediamo l’ora di suonare di nuovo in Italia e speriamo che la gente venga ai concerti. Promettiamo bellissimi momenti con le nostre canzoni! (Alessandro Gazzera)
Foto: Anna Pearson Red Light Management

Si ringrazia Anna Pearson per la gentilezza e disponibilità.

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