Intervista a Ben Monder, il chitarrista di David Bowie racconta “Black Star”

Un geniale musicista che ha condiviso l'ultimo lavoro di un genio assoluto della musica

David-Bowie_Chicago_2002-08-08_photoby_Adam-Bielawski-croppedNella giornata che ha visto la notizia della morte di David Bowie pubblichiamo questa intervista. Ben Monder, chitarrista nell’album Black Star, si è raccontato a CronacaTorino qualche settimana fa lasciandoci una testimonianza dell’ultimo lavoro del Duca Bianco. Un vero e proprio genio musicale che Bowie lascia in eredità al mondo.
Ciao Ben, grazie per questa intervista … E ‘un davvero un grande onore per me. Prima di tutto, che novità ci sono sul pianeta Monder?
Grazie a voi per questa opportunità e per sostenere il mio lavoro! Il mio sesto album, Amorphae, è da poco uscito su ECM. Si tratta di un disco molto diverso rispetto ai precedenti, nel senso che è in primo luogo improvvisato e con una atmosfera molto tranquilla.
Al contrario, gli altri miei lavori sono in gran parte basati su materiale in forma estesa e soprattutto su composizioni. Nonostante però ora sia molto impegnato come musicista in altri progetti sto scrivendo una continuazione di questo album.
Il tuo stile è sicuramente innovativo, ma come è nata la tua passione per la musica jazz?
Sono cresciuto con musica rock e pop… Mio padre suonava musica classica in casa, ma mi sono imbattuto nel jazz quasi per caso. Quando ho finalmente deciso di prendere lezioni di chitarra all’età di 14 anni, l’insegnante di chitarra presso la scuola di musica era un chitarrista jazz (John Stowell). Ma credo che il mio amore per il jazz si sia davvero scatenato dopo aver sentito “A Love Supreme” per la prima volta un paio di anni più tardi.
Da dove prendi l’ispirazione per le tue canzoni?
L’ispirazione viene dal lavoro stesso. Le idee vengono da varie fonti: libri, sperimentazione, frammenti melodici, ecc… Ma se sento un’idea per cui vale la pena di proseguire, allora mi sento ispirato a vedere dove si arriverà e che tipo di forma il pezzo vuole prendere.
In che modo hai ottenuto la possibilità di lavorare con David Bowie?
Ha collaborato con Maria Schneider un paio di anni fa sulla canzone Sue (Or In A Season of Crime). Ho suonato con Maria per tanto e così mi ha chiesto di far parte del progetto. E’ stato anche per mezzo di Maria che David ha incontrato Donny McCaslin e fu Donny a chiedermi di contribuire con alcune parti di chitarra a questo ultimo disco.
Come descriveresti Black Star?
Non ho più sentito l’album da quando lo abbiamo registrato a marzo, ma il materiale mi piaceva tutto… Senza eccezioni! E’ la visione inconfondibile di David Bowie, ma è anche una miscela organica senza precedenti e senza una soluzione di continuità delle sue influenze rock, pop, jazz e così via. Il titolo ha ragione: c’è una bellezza “oscura” in questo disco.
Come si può descrivere David Bowie?
Estremamente intelligente, divertente, ma soprattutto molto gentile.
Tornando a te, quali sono i tuoi progetti futuri?
Come ho detto sto scrivendo canzoni per un nuovo album e sto anche iniziando a fare sempre più show da solo. Ci saranno anche alcuni concerti a sostegno della casa discografica ECM… Molto probabilmente lavorerò con il batterista Andrew Cyrille.
C’è un artista che ti piacerebbe lavorare?
Mi piacerebbe lavorare con Jack DeJohnette un giorno… Spero il più presto possibile!
Qual è, secondo te, il miglior album hai lavorato?
Direi che è “Hydra”. Sento che è l’album che meglio rappresenta la mia visione compositiva di quel periodo
Il giornale è italiano. Cosa ne pensi dell’Italia?
Io amo l’Italia. Ho sempre apprezzato il paesaggio, la gente e, naturalmente, il cibo. Ho avuto dei concerti grandiosi, ma sono in ritardo per una nuova visita
Un messaggio per i tuoi fans
Guarda dentro di te, cercando di stare concentrato per far venir fuori le cose positive della tua vita
Foto: wikipedia.org