Cure innovative tumore gastrointestinale Torino, la Disseminazione Endoscopica Sottomucosa, dal Giappone al San Giovanni Bosco Info e contatti medici

Le percentuali di malati affetti da cancro gastrointestinale parlano chiaro: questa grave patologia è purtroppo estremamente comune e, stando alle statistiche, colpisce circa una persona su 15, portando con sé una serie di precise sintomatologie. Sebbene l’incidenza di questo male sia in calo in paesi come Europa e Stati Uniti, in Occidente è comunque, ancora, un problema diffuso, che causa della morte di almeno una persona su cinque. La buona notizia, tuttavia, arriva dal Sol Levante, poiché il Giappone ha messo a punto una nuova tecnica finalizzata alla rimozione completa di questo grave tumore, riuscendo nel contempo a preservare gli organi colpiti.

 

CAUSE – Sebbene sia complicato definire quali siano le cause del carcinoma gastrointestinale, la ricerca medica è riuscita comunque a individuare alcune condizioni che agevolano l’espandersi del male.

– La più conosciuta è sicuramente quella genetica: non è nuovo infatti che, se esistono altri casi di cancro in famiglia, le probabilità che questo si sviluppi crescono esponenzialmente.

– Anche i fumatori incalliti devono prendere in considerazione l’ipotesi di carcinoma, poiché il fumo inalato può causare molti danni allo stomaco. Inoltre, anche il consumo eccessivo di alcol ne facilita la comparsa.

– L’alimentazione non è meno importante: mangiare in maniera costante cibi conservativi, affumicati, molto salati e, dunque, ricchi di nitrati e nitriti, può rovinare la parete intestinale e, nei casi più gravi, portare al cancro.

– Tra i soggetti principalmente più esposti, comunque, rientrano tutti coloro che lavorano in miniera e si occupano di estrazione di carbone, nichel e amianto, nonché tutti quanti impegnati nella manutenzione del legno, e che stanno quindi a contatto tutti i giorni, per parecchie ore consecutive, con sostanze potenzialmente nocive per l’organismo.

 

SINTOMI – Ѐ utile ricordare che il tumore gastrointestinale presenta, allo stadio più precoce, sintomi specifici, facilmente diagnosticabile tramite appositi esami, mirati all’individuazione dello stesso.

– Tale patologia si manifesta inizialmente con dolori e anomalie, per poi evolversi nel tumore che colpisce gli organi a livello dello stomaco e del piccolo intestino e, talvolta, anche il colon, il mesentere e l’esofago. Il paziente che ne soffre si rende conto dal principio di perdere una notevole quantità di sangue che si ritroverà nelle feci, in modo più o meno occulto. Esse si presenteranno di un colore rossastro, o di un colore marrone scuro o persino nero.

– La continua perdita di sangue, inoltre, porta il malato a soffrire costantemente di anemia, che causerà svenimenti, pallore, deficit di forze.

– Non mancano i classici sintomi, tipici delle disfunzioni a livello stomacale, quali diarrea, carenza di appetito, dolori addominali e dispepsia, spasimo che si localizza nell’epigastrio.

– Ulteriori patologie d’ “allarme” sono anche stipsi, grave perdita di peso (talvolta causata dall’anoressia), vomito, difficoltà nel deglutire, ulcera e meteorismo, l’eccessivo accumulo di gas nell’intestino.

 

ESAMI – Per quanto riguarda invece gli esami da effettuare, al fine di capire se ciò di cui si sta soffrendo è una forma di carcinoma oppure, ne esistono di avanzati.

– La gastroscopia è uno di questi e riveste una funzione fondamentale. Si occupa, tramite una sonda che viene inserita per via orale, dell’individuazione di anomalie, trattate a livello dell’esofago, dello stomaco e del duodeno. Tuttavia, resta ancora un’analisi superficiale, che non permette di  capire quanto sia grave, se lo è, il male di cui è affetto il paziente.

– Molto importante anche la biopsia, che consiste nel prelievo di un pezzo di tessuto interessato e che, una volta analizzato in laboratorio, permetterà di sciogliere i dubbi sulla effettiva presenza, o meno, di tumore.

 

TRATTAMENTI: LA DISSEZIONE ENDOSCOPICA SOTTOMUCOSA – La ricerca scientifica ha portato alla luce un trattamento innovativo per il tumore gastrointestinale, al punto che si riuscirebbe ad eliminare completa mente il cancro se scoperto in uno stadio ancora precoce.

– Fino ad ora, nella quasi totalità dei casi, si è trattato di asportare gli organi interessati affinché il cancro non si espandesse ed avanzasse ad un livello pericoloso per la vita dell’affetto.

– In questo senso, grazie al alcuni studi effettuati in Giappone che, come affermato dal Dottor Serafino Recchia, Direttore della Gastroenterologia dell’Ospedale San Giovanni Bosco, è per eccellenza il paese in cui si sviluppano più casi di tumore gastrointestinale, si è arrivati alla “Dissezione Endoscopica Sottomucosa” (ESD), mirata sia alla scomparsa del male, sia alla salvaguardia degli organi colpiti.

– Tale tecnica è arrivata, per la prima volta in Italia, nell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, che ha condotto una sperimentazione su tre uomini e tre donne, ottenendo risultati più che soddisfacenti. La procedura mininvasiva, infatti, oltre ad aver completamente rimosso il carcinoma, ha ridotto i problemi post-operazione: minori gli effetti collaterali, meno i giorni di ricovero.

 

LA PROCEDURA DI INTERVENTO – Si tratta, come spiega il dottor Franco Coppola, Gastroenterologo del San Giovanni Bosco di Torino, di agire tramite veri e propri bisturi in miniatura, (anch’essi nuovi  e appositi strumenti), sulle pareti malate degli organi interessati, in modo tale che il paziente non debba fare a meno di uno di essi.

– Tale procedura, secondo quanto affermato ancora dal dottor Coppola, è molto lunga e complicata, e sostanzialmente ha come scopo quello di “scollare” dalle pareti dello stomaco le cellule maligne.

– Dopo l’operazione, il paziente dovrà sottoporsi in maniera costante a specifici esami di controllo, quali ad esempio l’endoscopia, che confermino la scomparsa definitiva di anomalie.

 

PREVENZIONE – Sebbene le nuove tecniche della scienza permettano, in alcuni casi, che il tumore venga rimosso, è bene ricordare l’importanza fondamentale di prevenirlo: un’alimentazione ricca di frutta e verdura aiuta a mantenere sano l’apparato intestinale. In più, è utile anche una dieta a base di vitamina C e povera di cibi troppo grassi o cotti alla griglia o con la pentola a pressione, che carbonizzano le sostanze utili alla difesa degli organi in questione.

 

CONTATTI E INFO – Per ulteriori informazioni:

– Ospedale San Giovanni Bosco

– Piazza Donatore di Sangue, 3

– 10154, Torino

– Tel: 0112402210

e-mail: direzionesanitaria.osgb@aslto2nord.it

 

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Federica D’Ambrosio