Giornata mondiale sulla salute mentale giovedì 10 ottobre 2013, info e dettagli

Madri, mogli e lavoratrici: le donne svolgono molteplici compiti. Accudiscono i propri figli donando quotidianamente loro amore, si occupano dei propri mariti cercando, giorno per giorno, di mantenere viva la passione di coppia tramite piccole astuzie, efficaci per piacersi e piacere all’uomo che accompagnano e dal quale vengono accompagnate. Creano così un focolare in casa, senza mai dimenticare, in tutto questo, di tenerla sempre pulita e ordinata. E contemporaneamente hanno un posto di lavoro, al quale si approcciano con la medesima dedizione con la quale mantengono i ruoli di madre e moglie.

 

Questo continuo operare rende le esponenti del gentil sesso fiere e felici di ciò che sono e che fanno, restituendo loro la piacevole sensazione di completezza. Talvolta, però, tali numerose occupazioni, che si dimostrano costanti e in alcuni casi difficili da conciliare, portano la donna a soffrire di stress. Spesso questa forma di affaticamento viene sottovalutata e, nella migliore delle ipotesi, non si verifica un peggioramento; in casi più estremi, e non così rari, questo sfocia in una forma di disturbo psichico, neurologico e del comportamento.

 

Tra le conseguenze, la più comune è indubbiamente la depressione. Questo disturbo dell’umore si manifesta in modo assai frequente attraverso l’anedonia, ossia la mancanza di interesse verso ciò che normalmente risulterebbe entusiasmante; la donna colpita si presenta inoltre sempre di pessimo umore, senza contare che viene a mancare, nella paziente, l’autostima e, talvolta, la depressione sfocia anche in insonnia, aggravando ulteriormente i disagi fisici e psicologici di chi ne viene colpito.

 

Altra possibile conseguenza dello stress, dettato dalle troppe responsabilità di fronte a cui si trova la donna, è l’anoressia, un Disturbo Alimentare Psicogeno (DAP) che si manifesta con il rifiuto della paziente di ingerire cibo per paura di ingrassare. Questo disturbo porta gravissime implicazioni fisiche e psicologiche: malnutrizione, inedia, amenorrea (l’assenza di mestruazioni) ed emaciazione.

 

Simile ma opposta all’anoressia è la bulimia, che porta chi ne è affetto a ingurgitare grandi quantità di cibo per poi espellerle tramite il vomito autoindotto o l’utilizzo di lassativi, o eliminarle con un’eccessiva attività fisica o lunghi digiuni che seguono l’”abbuffata”.

 

I disturbi sopra elencati sono solo alcuni tra molti. Spesso è necessario agire tramite una psicoterapia individuale o di gruppo affinché le donne che si trovano a soffrire di patologie psichiche, neurologiche e del comportamento non peggiorino il loro stato di salute mentale.

 

In merito, il Centro di Psicoterapia dell’Asl To2 ha effettuato degli studi, catalogando e riportando i dati, esaminati, completi di percentuali. Su 103 pazienti che seguono terapie individuali o di gruppo, 72 sono donne. Queste sono state inoltre suddivise in base all’età, allo stato civile, alla scolarizzazione, alla situazione occupazionale e alle problematiche presentate.

 

In occasione della Giornata Mondiale sulla Salute Mentale, viene promossa l’iniziativa “Ospedali a Porte Aperte” dall’associazione O.N.Da., con la collaborazione della Società Italiana di Psichiatria. Durante la giornata sarà possibile recarsi, all’interno dell’Ospedale Maria Vittoria ASL To2, presso tutti i punti informativi e chiedere materiali che approfondiscano il tema, al fine di sensibilizzare la popolazione rispetto alle problematiche riporatte, il cui dilagare è sempre più accelerato.

 

Verrà inoltre messo a disposizione il report ultimato dal Centro di Psicoterapia dell’Asl To2, di cui è responsabile la Dottoressa Maria Cavarretta e referente per i gruppi Alma Gentinetta, al fine di trovare una soluzione e un rifugio per tutte le donne che vengono colpite da disturbi mentali, ma al contempo senza farle sentire in difetto.
Il Dipartimento di Salute Mentale “G. Maccaro”, diretto dal Dottor Elvezio Pirfo, si occupa delle terapie, di gruppo e individuali, da proporre alle pazienti, dando spazio inoltre a due gruppi rigorosamente femminili, Gruppo Donne e Gruppo Madri, che si occupano di tali trattamenti.

 

Gruppo Donne (curato dalla psicologa-psicoterapeuta Anna Piantanida e nato nel 2009 nell’attuale sede del Centro di Psicoterapia di Via Stradella 203 – Torino), si occupa di donne, dell’età media di 50 anni, che presentano gravi problematiche con il proprio partner,  tossicodipendente o si inaffidabile e di umore instabile.

 

Durante le sedute, l’obiettivo è quello di riuscire a discutere, tutte insieme e senza sentirsi giudicate, le difficoltà di fronte alle quali ci si trova quotidianamente.

 

In questo senso, i trattamenti hanno riportato risultati soddisfacenti, perché capaci di valorizzare gli aspetti personali delle donne, nonché trovare soluzioni per ognuna di esse.

 

Gruppo Madri, invece, diretto dalla psicologa-psicoterapeuta-gruppoanalista Marisa Manzon è nato nel 2004 per soddisfare un’esigenza del Centro di Salute Mentale,  e si occupa di donne separate con bambini a carico, nella maggior parte dei casi aiutati dal Servizio di Neuropsichiatria Infantile.

 

Le donne che partecipano agli incontri vengono curate tramite uno specifico trattamento, chiamato gruppoanalisi, secondo il quale è il gruppo a praticare la terapia nei confronti del gruppo stesso.

 

Tra gli obiettivi che si propone di raggiungere, quello di creare per le pazienti un input iniziale per soddisfare i propri bisogni di madre e donna, anche in questo caso senza che nessuno si senta giudicata o inadeguata.

 

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Per l’opuscolo informativo: CLICCA QUI

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INFORMAZIONI – Per ulteriori informazioni:

– Asl to2

– email:  urp@aslto2.it

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Federica D’Ambrosio