Mortalità evitabile 2013, ecco il rapporto presentato da Mensa Italia e realizzato da Nebo Ricerche PA

Venerdì 25 ottobre si è tenuto a Roma il convegno “Prevenzione e salute: una questione di intelligenza?”, promosso dall’Associazione MENSA Italia e realizzato da Nebo Ricerche PA.

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Il Rapporto presentato in questa occasione alla stampa ed analizzato da esperti del Ministero della Salute, dell’Istat, dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Unione Europea, parla di 71.500 casi di morte evitabile tra la popolazione maschile italiana e di 38.500 casi femminili: un dato ancora allarmante nonostante il netto miglioramento rispetto agli anni precedenti (25,3% dell’intera mortalità maschile e del 12,9% di quella femminile).

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Rispetto agli anni 2000-2002, la ricerca appena presentata (2008-2010) vede miglioramenti continui e regolari a livello nazionale; i maschi migliorano in media del 2,5% l’anno; le femmine, di gran lunga meno esposte alle morti evitabili, un po’ meno: l’1,7% l’anno. La vera sorpresa è però il dato regionale, poiché le regioni centro-settentrionali hanno ridotto la mortalità evitabile in misura sensibilmente maggiore di quelle meridionali. Ai due estremi, la Valle d’Aosta è la Regione che migliora in assoluto più velocemente; la Calabria invece, soprattutto per i maschi, e la Sardegna, in particolare per le femmine, denunciano comunque un vistoso rallentamento.

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Il Rapporto del Mensa, però, non reca solo i dati della situazione, e vuole essere anche un ricettario dove trovare, fino a livello locale, le indicazioni dove puntualmente intervenire. I risultati della ricerca affrontano in particolare i seguenti argomenti: 

– Prevenzione Primaria (stili di vita del singolo come corretta alimentazione, alcolismo, tabagismo, sicurezza stradale, in casa e sul lavoro ecc.),

– Diagnosi precoce e terapia (tumore alla mammella della donna, tempestività salvavita degli interventi sanitari)

– Igiene e assistenza sanitaria (vaccinazioni, corretta gestione delle cronicità e del ricorso alle strutture sanitarie ecc.).

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Ma perché il suggerimento ad una politica intelligente? Il motivo è semplice: tra i maschi, quasi il 60% delle morti in età in cui non si dovrebbe morire è contrastabile adottando politiche di prevenzione su stili di vita e sicurezza stradale, in casa e sul lavoro. “Prevenire costa poco e consente, in tempi di crisi, di risparmiare risorse a favore di tutti. E c’è ancora spazio per contrastare con successo e con intelligenza queste morti, e per farle ulteriormente diminuire”, ha concluso Natalia Buzzi, Direttore scientifico di Nebo Ricerche PA e Presidente del Mensa Italia.

 

Per tutti i risultati della ricerca e scaricare il rapporto completo Mev(i) 2013, CLICCA QUI

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Giulio Ciaffi